Da venerdì 6 a domenica 8 febbraio, è in scena al Teatro Villa Lazzaroni di Roma l’opera teatrale di Antonio Nobili su Alda Merini, interpretata da Giorgia Trasselli. “Una donna sospesa tra il dolore e la gioia” è un viaggio che mostra senza timore le fragilità di una delle poetesse più importanti della letteratura italiana.
Dettagli dello spettacolo
| Titolo / Tema | Luogo e Date | Autore e Regia | Cast |
|---|---|---|---|
| Alda Merini: Una donna sospesa tra il dolore e la gioia | Teatro Villa Lazzaroni, Roma – 6/8 Febbraio | Antonio Nobili | Giorgia Trasselli, Valerio Villa |
Indice dei contenuti

Chi era Alda Merini
Nata a Milano nel marzo del 1931, Alda Merini è la seconda di tre figli, cresce con un padre colto ed affettuoso che contribuisce alla nascita della sua passione per le parole, dato che a cinque anni le regala un vocabolario e le spiega il significato dei termini tenendola sulle ginocchia. Al contrario, la madre è più severa, e vede per lei un futuro esclusivamente di moglie e madre. A 15 anni Alda torna a casa con la recensione di Giacinto Spagnoletti di una sua poesia, ma il padre, inaspettatamente, non gradisce. Lo stesso Giacinto Spagnoletti sarà il primo a pubblicarla nel 1950.
Tre anni prima, nel 1947, alla Merini viene diagnosticato un disturbo bipolare, ed ha così inizio il suo delicato percorso alternato fra periodi di vita “libera” a periodi nei manicomi.

Nel 1955 nasce la prima delle sue quattro figlie, con cui avrà un rapporto molto conflittuale. Per tutta la seconda metà del 1900 ed i primi anni del nuovo millennio, la Merini pubblica numerosissime opere e raccolte, venendo riconosciuta come una delle scrittrici più importanti dell’epoca, fino ad essere insignita anche della Laurea honoris causa in “Teorie della comunicazione e dei linguaggi” dalla Facoltà di Scienze della Formazione dell’Università di Messina.
Alda Merini muore il 1º novembre 2009 a Milano a causa di una grave malattia, lasciando in eredità centinaia di scritti di inestimabile valore e ispirando numerose opere, anche televisive e teatrali, a lei dedicate.
Lo spettacolo con Giorgia Trasselli
Nella suggestiva cornice del Teatro di Villa Lazzaroni, lo spettacolo si apre con una telefonata fra Alda ed un professore universitario. La Merini dovrà infatti essere intervistata da uno studente, Paolo, interpretato per l’occasione da Valerio Villa. L’incontro tra i due a casa della scrittrice inizia con qualche disagio per il giovane, sopraffatto dalla personalità e dal carattere della Merini. A poco a poco però, iniziano a scorgersi diversi aspetti della sua fragilità interiore, risultato di una vita dove i rapporti umani hanno sempre avuto un qualcosa che la turbava profondamente. Dall’amore e odio che contraddistingueva il suo rapporto con i genitori, con il marito scappato presto di casa, e con le figlie alle quali non risponde più al telefono per non “ostacolare l’amministrazione della follia”, fino ad arrivare allo sconforto per essere ricordata come “quella della TV” dai frequentatori del Caffè sotto casa, e non come una grande scrittrice che ha scritto decine di volumi di poesie.
La narrazione di Paolo funge da cambio scena fra un incontro e l’altro, e nei giorni seguenti, la casa popolare di Alda vede l’evoluzione del rapporto fra la poetessa e lo studente, che va più in profondità di quanto entrambi potessero aspettarsi, portando la Merini a trovare anche la forza ed il coraggio di telefonare alla figlia Barbara.
Durante il terzo incontro con Paolo, Alda legge i suoi appunti, e rimanendo stupita da quanto letto, elogia il lavoro dicendogli “Mi hai spogliato come una nuvola spoglia la notte svelandola al mondo [..] Quello che hai scritto è più di quanto il mio cuore sia in grado di sostenere quindi va bene così.”
Nel quarto ed ultimo incontro, i due si salutano per sempre con un simbolo, i 4 tulipani, che li continuerà ad unire in silenzio, anche a distanza, per il resto dei loro giorni.
Il finale e il saluto di Antonio Nobili

Al termine dello spettacolo, dopo che i protagonisti hanno ricevuto i meritatissimi applausi per la loro performance, Antonio Nobili ha spiegato i retroscena della sua carriera (era un classicista) e di come sia arrivato ad occuparsi della Merini 10 anni fa e poi a scrivere questo spettacolo, rendendosi conto che “la poesia vive ai margini delle strade“.
Dopo qualche minuto è sceso dal palco, con Giorgia Trasselli e Valerio Villa, per intrattenersi e prolungarsi a parlare con il pubblico, aggiungendo un ultimo momento di valore per arricchire ulteriormente una bella serata di arte dedicata ad una donna speciale.
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