Il berretto a sonagli di Pirandello al Teatro Diana

Il berretto a sonagli

D’accanto e non di fronte, col garbo e la buona maniera si riportano gli uomini a casa.

Abbiamo tutti come tre corde d’orologio in testa: la seria, la civile, la pazza.

Io guardo in terra e conto le stelle, anche senz’occhiali!

Non c’è più pazzo al mondo di chi crede d’aver ragione.

Il berretto a sonagli di Pirandello

Era il 1916 quando la prolifica penna di Luigi Pirandello diede vita alla figura dell’umile scrivano Ciampa, protagonista de Il berretto a sonagli, portato in scena al Teatro Diana, dal 9 al 20 febbraio, da un gigantesco Gabriele Lavia

Una commedia in due atti, una tragedia della mente, la vicenda di un vecchio uomo schiacciato nella morsa della vita. In perfetto stile pirandelliano, realtà e apparenza si fondono e confondono. Il vecchio Ciampa, all’apparenza rispettabile scrivano e marito, perfetto pupo nel teatro della vita, si ritrova a fare i conti con la denuncia della signora Beatrice Fiorica, che smaschera la relazione extraconiugale tra suo marito e la moglie di Ciampa. Come un servo scaltro, di plautina memoria, lo scrivano riesce a trovare una soluzione, una farsa nella farsa, pur di continuare a nascondere la polvere sotto al tappeto. L’unica soluzione adottabile nella triste logica delle convenzioni borghesi è quindi simulare la pazzia di Beatrice per non dover indossare il vergognoso berretto a sonagli da becco e mantenere intatta la rispettabilità delle due famiglie. 

Non c’è più pazzo al mondo di chi crede d’aver ragione! Vada! si prenda questo piacere, di fare per tre mesi la pazza per davvero! Le par cosa da nulla? Potessi farlo io, come piacerebbe a me sferrare qui (indica la tempia sinistra) tutta la corda pazza, cacciarmi fino agli orecchi il berretto a sonagli della pazzia e scendere in piazza a sputare in faccia alla gente la verità. L’uomo potrebbe vivere duecent’anni! Sono i bocconi amari, le ingiustizie, le prepotenze che ci tocca ingoiare, che c’infràcidano lo stomaco! non poter sfogare, non poter aprire la valvola della pazzia! Lei può aprirla: ringrazii Dio! Sarà la sua salute, per cent’anni!

Un’opera apparentemente a lieto fine. Una soluzione che fa contenti tutti. 

“Il berretto a sonagli” di Luigi Pirandello

Con
Gabriele Lavia, Federica Di Martino, Matilde Piana, Francesco Bonomo, Mario Pietramala, Giovanni Guida, Maribella Piana, Beatrice Ceccherini

Regia: Gabriele Lavia
Scene: Alessandro Camera
Costumi ideati dagli allievi del terzo anno
dell’Accademia “Costume e moda” di Roma – Coordinatore: Andrea Viotti
Musiche: Antonio Di Pofi

Fonte immagine in evidenza: Teatro Diana 

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A proposito di Rossella Capuano

Amante della lettura, scrittura e di tutto ciò che ha a che fare con le parole, è laureata in Filologia, letterature e civiltà del mondo antico. Insegna materie letterarie. Nel tempo libero si diletta assecondando le sue passioni: fotografia, musica, cinema, teatro, viaggio. Con la valigia sempre pronta, si definisce “un occhio attento” con cui osserva criticamente la realtà che la circonda.

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