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La scomparsa di Majorana al Teatro Marconi | Recensione

Venerdì 22 novembre è andata in scena nella cornice del Teatro Marconi, al quartiere Eur, la prima dello spettacolo diretto da Fabrizio Catalano “La scomparsa di Majorana”, lo spettacolo sarà in sala fino a lunedì 24 novembre. 

La scomparsa di Majorana: una brillante inchiesta di Leonardo Sciascia

A 35 anni dalla morte di Leonardo Sciascia, il nipote Fabrizio Catalano adatta il testo “La scomparsa di Majorana”, pubblicato nel 1975 dallo scrittore siciliano ad una pièce teatrale che vede come protagonista Alessio Caruso nei panni di un misterioso monaco che cerca rifugio in un ospedale di una località non ben definita della disastrata Italia dell’estate del 1945.

Il religioso viene accolto da un’infermiera interpretata da Giada Colonna, fortemente coinvolta nella lotta partigiana contro il regime fascista, la quale a sua volta dopo un breve colloquio coinvolge un commissario di pubblica sicurezza interpretato da Roberto Negri per il riconoscimento di quattro cadaveri.

L’Ufficiale accorso sul luogo riconosce quasi immediatamente la vera identità del misterioso monaco: si tratta di Ettore Majorana e cerca in ogni modo di farlo confessare. 

La scelta morale di Ettore Majorana

Nonostante il monaco continui a negare di essere Ettore Majorana il giallo si infittisce, il quarto ed ultimo personaggio che viene presentato agli spettatori è la moglie di Enrico Fermi, Laura (interpretata da Loredana Cannata).

Sarà proprio Laura a parlare a tutti gli interlocutori del grande senso morale che caratterizzava il giovane Ettore Majorana, il quale a suo avviso, decise di far perdere le proprie tracce in seguito alla consapevolezza del potenziale distruttivo delle proprie scoperte scientifiche. 

Lo spettacolo finisce con un toccante monologo del monaco, il quale fa spesso riferimento a come nel mondo si faccia presto a distinguere tra i buoni e i cattivi e cerca di far cambiare prospettiva su quelle che sono state le tragiche conseguenze dell’invenzione della bomba atomica e del suo utilizzo in Giappone da parte degli americani, ribadisce che la libertà spesso sta nel non decidere piuttosto che nel decidere e nel non fare piuttosto che nel fare.

In seguito a questo toccante discorso il clima, che in un primo momento si era fatto pesante all’idea che il monaco potesse venire arrestato, si rasserena e tutti gli interlocutori non possono fare altro che essere d’accordo con le sue idee e permettergli di tornare al convento, dove da tempo sperava di tornare.

Fabrizio Catalano: artista impegnato nel ricordo del nonno Leonardo Sciascia

“La scomparsa di Majorana” è solo l’ultima delle opere di Fabrizio Catalano dedicate al ricordo del nonno Leonardo Sciascia, tra le altre ricordiamo “Il tenace concetto. Leonardo Sciascia: la letteratura, la conoscenza e l’impegno civile” e “Sciascia e il cinema”.

L’autore, in continuità con lo stile del nonno, ha prodotto opere originali improntate sul forte impegno sociale tra le quali bisogna menzionare “Le viole dagli occhi azzurri” e “L’immaginario rubato”, rispettivamente un romanzo e un saggio che esplorano importanti temi letterali e filosofici contemporanei con chiari riferimenti al pensiero di Leonardo Sciascia.

L’impegno culturale del Teatro Marconi: La scomparsa di Majorana 

Il Teatro Marconi, si rivela per l’ennesima volta un importantissimo punto di riferimento di cultura e di intrattenimento nel cuore di Roma sud, alternando opere divertenti ad opere di forte impegno sociale come “La scomparsa di Majorana”, in sala dal 22 al 24 novembre.

Fonte Immagine: Ufficio Stampa Associazione Culturale Laros

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