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La tragedia è finita, Platonov! di Liv Ferracchiati al Bellini

La tragedia è finita, Platonov! di Liv Ferracchiati al Bellini

Liv Ferracchiati porta in scena al Piccolo Bellini di Napoli “La tragedia è finita, Platonov”, riscrittura brillante e moderna del testo drammatico Platonov di Anton Čechov. Dopo il debutto alla Biennale Teatro 2020, in cui ha ricevuto la Menzione Speciale della Giuria Nazionale, il Platonov di Ferracchiati resterà al teatro Bellini dal 2 al 7 Novembre.

Del testo giovanile di Čechov il cui nome Platonov è stato dato postumo, come viene sottolineato anche nello spettacolo, restano delle scene, il pentagono amoroso del protagonista con le quattro donne innamorate di lui e l’animo amletico e il lato da Don Giovanni di Platonov. Il testo viene destrutturato e ricollocato in una cornice totalmente differente, eppure sarcasticamente realistica. In scena c’è solo un vogatore in legno e il regista Liv Ferracchiati dal pubblico sale sul palcoscenico nelle vesti di un personaggio inedito: il lettore. Il pubblico, come se stesse leggendo il testo insieme al lettore comincia a vederne delle scene, le quali si svolgono all’interno di un rettangolo sul pavimento giusto un passo indietro al lettore. Quattro donne inveiscono contro Platonov, un uomo dal grande fascino, ma con l’animo tragico e combattendo i suoi amletici dubbi interiori resta immobile davanti alla scelta, ha una moglie, svariate amanti, ma non importa quanto queste vadano in rovina, lui non sceglierà. Eppure, lo spettacolo non sembra affatto reggersi su Platonov e le sue vicende, ma gradualmente il lettore scioglie poco a poco il nastro narrativo, un lettore tanto influenzato dal testo che parla come Platonov, che racconta al pubblico quanto lo senta vicino, che a tratti lo considera un eroe.

Durante la pièce ci sarà una frattura della dimensione narrativa e il lettore arriverà a confrontarsi con Platonov stesso ed insieme a lui a confrontarsi con il pubblico. Se inizialmente sembra di star leggendo il testo insieme al lettore, l’audience si ritrova poi a far parte di una riflessione introspettiva del lettore che ben presto diventerà del singolo spettatore. Il lettore fa da contrappunto a Platonov e, una volta entrato fisicamente nella sua dimensione, si apriranno diverse parentesi comiche che non solo alleggeriscono il carico del testo cechoviano, ma sono dei momenti di puro divertimento metateatrale per gli attori in scena e per il pubblico. Il personaggio di Liv Ferracchiati fa dunque da protagonista e collante, anello di unione delle varie dimensioni, ma allo stesso tempo di rottura delle stesse, facendo in modo che lo stesso Platonov parli con il pubblico, iniziando in modo apparentemente involontario a sovrapporre i temi tragici cechoviani a quelli odierni.

Ognuno dei movimenti, soprattutto quelli affidati alle donne, è perfettamente studiato e si pone ad emblema di importanti nodi della società, come la scoperta della propria femminilità e del proprio corpo. In questo schema di movimenti, il pubblico vedrà poi Platonov uscire dal “rettangolo” in cui si svolge la sua azione e lasciare Ferracchiati da solo a confrontarsi con le quattro donne che non sono più quelle di, ma donne che sembrano reali, eppure vestite di carta, ma che fanno parte della vita del lettore che si ostina a sovrapporre la fantasia di Čechov alla sua realtà, o semplicemente a sottolineare come e quanto le due realtà possano essere vicine, avvicinando tra le altre cose, il lungo inverno di Platonov alla lunga pandemia dei nostri giorni. Infine, è sulle note spezzate di Ciao, ciao di De Gregori che le quattro donne, spogliate anche fisicamente dagli abiti di Platonov e vestite con meravigliosi abiti di carta, strappano finalmente il velo – o la carta, in questo caso.

Photo credit: Luca del Pia

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A proposito di Chiara Leone

Zoomer classe '98, studentessa della scuola della vita, ma anche del corso magistrale in Lingue e Letterature Europee e Americane all'Orientale. Amante dell'America intera, interprete e traduttrice per vocazione. La curiosità come pane quotidiano insieme a serie tv, cibo, teatro, libri, musica, viaggi e sogni ad occhi aperti. Sempre pronta ad esprimermi e condividere, soprattutto se in lingue diverse.

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