Dopo aver intervistato Enrica Guidi qualche settimana fa, rimaniamo nel campo dello spettacolo e questa volta andiamo a intervistare una promettente aspirante attrice, Rebecca Cossu. Nata in Sardegna il 15 gennaio 2004, Rebecca fin da piccolina vuole recitare e così, post-diploma, ottiene una borsa di studio a Roma nella Casa dell’Attore, muovendo i primissimi passi verso il suo grande obiettivo. Dopo un anno formativo all’estero per migliorare l’inglese, ora è a Milano dove studia teatro al CTA (Centro Teatro Attivo). Ecco a voi l’intervista integrale dove Rebecca ci racconta di lei e del suo sogno.
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La passione per la recitazione ed i primi passi mossi da Rebecca Cossu
Ciao Rebecca, grazie mille per averci concesso quest’intervista. La prima curiosità che mi viene da chiederti è: quando è nata esattamente la tua passione per la recitazione?
Posso dire che non lo so con esattezza, ero talmente piccola che neanche me lo ricordo. È un qualcosa di naturale penso, perché ho sempre – fin appunto da quando ero piccolissima – avuto l’istinto irrefrenabile di recitare, filmarmi, autoprodurmi, il tutto in maniera spontanea. Crescendo poi ho ampliato questa mia innata passione frequentando varie scuole per seguire il mio sogno di diventare attrice.
Stai studiando recitazione per seguire questo tuo sogno, quali passi fondamentali hai mosso fin qui?
A 19 anni ho vinto un’importante borsa di studio a Roma per un’accademia cinematografica e questa, possiamo dire, è stata la prima vera esperienza in questo ambito. Poi ho fatto un anno all’estero a Dublino per imparare al meglio l’inglese, per avere più skills a disposizione. Successivamente, per ampliare ancor di più le mie competenze, ho iniziato a guardare a diverse opportunità offerte da scuole di teatro a Milano; ho fatto vari provini e, anche un po’ d’istinto, ho scelto di entrare nel CTA (Centro Teatro Attivo), che è un’accademia davvero molto buona anche a livello di preparazione tecnica. Infatti, è una realtà che offre davvero tanto agli allievi.
Qui il provino d’ammissione è stato tosto perché ho dovuto fare una prova a 360º – preparandomi completamente da sola – sul canto, sul ballo e ovviamente sulla recitazione. Posso dire con grande soddisfazione che sono andata bene e mi hanno fortunatamente ammessa, perché ora mi trovo in un ambiente ottimo, con insegnanti super preparati, con tanta serietà e voglia di farci performare al massimo delle nostre capacità. Questo succede anche grazie alla tecnica giapponese Suzuki, che mi piace molto perché si concentra sulla profonda connessione con il terreno, e che attraverso un rigoroso training fisico fa arrivare al ripristino della totalità del corpo dell’attore; una tecnica che aiuta davvero molto e che viene utilizzata anche da grandi attori americani. Qui, inoltre, facciamo anche tanta pratica e mettiamo in scena spettacoli, quindi è una realtà davvero molto valida. Il primo vero spettacolo che ho fatto è stato due mesi fa con la celebre regista Andrée Ruth Shammah, dove avevo una piccola parte, ed è un traguardo che mi ha reso molto felice.

La scelta tra teatro e cinema
Ti senti più vicina al mondo del teatro o a quello del cinema? Perché?
Il mio sogno assoluto è sempre stato quello di recitare nei film, al cinema. Il teatro, però, è un’ottima e imprescindibile base da cui partire, perché ti dà anche un totale controllo fisico e mentale con il tuo corpo. Potremmo dire, per rendere più “concreto” il pensiero, che il teatro è come una palestra dove fai duro allenamento, migliori te stesso, sviluppi tantissime capacità e poi, solo dopo, puoi arrivare al cinema, che si può vedere come una sorta di punto di arrivo dopo l’allenamento agonistico. Insomma, non si può arrivare preparati al cinema senza prima passare per il teatro, perché ti forma, ti migliora e ti aiuta a controllare il corpo e le emozioni in modo viscerale; il cinema invece rappresenta la parte più conscia, più tecnica e razionale della mente. Al tempo stesso, mi piacerebbe comunque riuscire ad affermarmi ed a lavorare costantemente in entrambi i mondi, sia in quello del teatro che in quello del grande schermo.
Tra generi, attrici ispiratrici e obiettivi futuri
C’è un genere cinematografico o teatrale in cui ti piacerebbe particolarmente recitare?
Di sicuro mi piacerebbe mettermi in gioco in ogni tipo di genere, anche perché penso fermamente che un’attrice completa abbia bisogno di saper fare tutto ciò che serve sul palcoscenico o davanti a una macchina da presa. Anche per questa precisa ragione ho fatto un anno a Dublino per imparare la lingua inglese, perché saperlo in modo fluente mi consente di potermi aprire più porte e più opportunità internazionali anche a livello di recitazione. Se poi proprio devo scegliere un genere in particolare, direi il thriller, perché è un genere che mi intriga tantissimo per via della tensione e di tutto quello che c’è dietro a una storia di quel tipo. Ma anche ruoli prettamente comici e drammatici di sicuro mi affascinerebbe molto poterli interpretare.

Ci sono attrici del passato o del presente a cui ti ispiri o che ammiri in modo particolare?
Ti faccio subito due nomi di attrici che mi piacciono particolarmente. Il primo è quello dell’indimenticabile Monica Vitti, che davvero mi trasmette moltissimo quando la vedo recitare nei vecchi film, per la sua autenticità disarmante e per la luce unica che emana in ogni singola scena. Il secondo nome è invece quello di Delia Scala, che ho ammirato moltissimo – vedendola anche in vari spezzoni storici di programmi televisivi come Techetechete – per le sue incredibili capacità e qualità artistiche. Poi c’è anche una curiosa particolarità che ci accomuna profondamente, in quanto lei è morta esattamente lo stesso giorno in cui sono nata io: il 15 gennaio 2004. Un qualcosa di mistico e particolare che me la fa sentire intimamente vicina.
Quali sono i tuoi obiettivi concreti nei prossimi mesi?
Mi piacerebbe sicuramente poter avere la mia primissima opportunità, il primo vero lavoro serio come attrice. Iniziare finalmente a raccogliere qualcosa dei miei sacrifici, ottenere insomma qualche soddisfazione professionale e arrivare, come si suol dire, a portare la “pagnotta a casa” facendo ciò che amo.
Ancora un grande grazie mille a Rebecca Cossu per essersi raccontata a cuore aperto a noi di Eroica Fenice ed ai nostri affezionati lettori. Noi della redazione ti facciamo un gigantesco in bocca al lupo e continueremo a seguirti con affetto, sperando di vederti brillare sempre più luminosa nel difficile ma magico mondo dello spettacolo.
Fonte immagini: fornite dall’intervistata

