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Eroica Fenice

Cavalli di Ritorno 2.0, un camaleontico Gino Rivieccio all'Augusteo

Cavalli di Ritorno 2.0, un camaleontico Gino Rivieccio all’Augusteo

Il cavallo di ritorno è una forma di estorsione tipicamente campana che prevede il furto e la successiva restituzione, previo pagamento di un’ingente somma, del bene appena rubato. E oggi come oggi non c’è nulla di più prezioso di quella scatola nera della nostra esistenza che noi chiamiamo telefono. In questa tascabile borsa di Mary Poppins nascondiamo informazioni, segreti e fotografie che, nelle mani sbagliate, potrebbero compromettere la nostra carriera, destabilizzare la nostra vita sociale. Gino Rivieccio, con lo spettacolo “Cavalli di ritorno 2.0”, andato in scena ieri al Teatro Augusteo di Napoli, ne racconta con il sorriso le catastrofiche conseguenze. Lo fa, nel suo inimitabile modo, con l’ironia e la comicità sobria e mai volgare che ne hanno contraddistinto i 40 anni di carriera. I dialoghi con il simpaticissimo Giovanni Esposito (presente solo in video wall) funzionano e fanno da raccordo ad uno show più ampio, in cui Rivieccio descrive vizi e stranezze del nostro bel Paese. Al suo fianco Rosario Minervino e Paola Bocchetti, attori giovani quanto talentuosi, che hanno dimostrato capacità recitative e canore notevoli.

Gino Rivieccio e la nostalgia canaglia

“Aggiornamento” del precedente spettacolo, andato in scena, tra gli altri, anche al Teatro Diana nel 2017, “Cavalli di Ritorno 2.0” è un varietà di altri tempi in cui è palese il sentimento di nostalgia degli anni 50′ – 60′, di tempi forse più semplici ma in cui la meritocrazia non era quasi mai in discussione. I volti noti e i rappresentanti della classe politica odierna sono grotteschi e insignificanti rispetto a quelli che li hanno preceduti, e su questo stridente paragone punta la verve comica dello show.
Ne è un esempio l’omaggio alla Rai che con le sue trasmissioni, in quella piccola scatola senza colori, sapeva intrattenere, emozionare e stupire, e ai suoi protagonisti indiscussi, quali Corrado e Mike Bongiorno. Discorso analogo vale per Filomena Marturano, la più commovente tra le commedie di Eduardo, a cui Rivieccio contrappone la banalità di C’è Posta per Te e delle sue storie.

Sempre sul pezzo, camaleontico ma mai prima donna, l’attore classe ’58 ha dimostrato ancora una volta ieri sera di essere un riferimento, un signore della comicità napoletana autentica, in cui la risata rima con riflessione, omaggio, consapevolezza.

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