Metaforicamente Schiros di Beatrice Schiros | Recensione

Metaforicamente Schiros di Beatrice Schiros | Recensione

Dal 19 al 24 maggio va in scena al Teatro Piccolo Bellini di Napoli Metaforicamente Schiros di Beatrice Schiros e Gabriele Scotti.

Scheda dello spettacolo Metaforicamente Schiros
Teatro Teatro Piccolo Bellini (Napoli)
Date Dal 19 al 24 maggio
Autori Beatrice Schiros e Gabriele Scotti
Interprete Beatrice Schiros

Il ritorno a teatro di Beatrice Schiros

Dopo un’assenza durata ben due anni, Beatrice Schiros ritorna a teatro con ironia pungente e quel peculiare coraggio di mettersi a nudo senza orgoglio. E lo fa scrivendo un monologo, insieme al suo compagno di viaggio teatrale Gabriele Scotti, in cui l’artista racconta aneddoti dall’infanzia in su, evoca ricordi di famiglia, e confessa francamente di come la sua vita in un modo o nell’altro ritorni sempre sul palcoscenico per quella necessità impellente di ricongiungersi in un’origine catartica e, così, riconoscersi. Tra stand up comedy, ma anche no, ironia e iperbole di una rocambolesca esistenza, Metaforicamente Schiros di Beatrice Schiros unisce il pubblico in una riflessione sulla vita dolce e amara.

Beatrice Schiros sul palco
Beatrice Schiros

La trama dello spettacolo: chi sei tu veramente?

Un rito psicomagico – Così Beatrice Schiros rincontra il teatro. Ad accoglierla soltanto uno sgabello al centro del palcoscenico, una bottiglietta d’acqua per eventualità e la calorosa attenzione del pubblico: fin dal saluto iniziale, l’artista conquista lo spazio con un’energia irriverente e spregiudicata eppure mai fuori posto. Si racconta in un monologo breve e d’impatto, descrive situazioni vissute fatte di incontri, relazioni, contatti emotivi e anche fisici senza privarsi di un’intelligente satira e – perché no – di un particolare fascino seducente. È senza filtri, Metaforicamente Schiros di Beatrice Schiros piace proprio per questo, per una sincerità che fa da spalla a un’autenticità genuina.

Sì, dietro quell’apparente scorza dura condita da un’immagine sfrontata e senza peli sulla lingua, l’artista rivela la genuinità di chi decide di mostrare quella parte di sé intima e nascosta. Tutto parte da una semplice domanda fatta durante la terapia: «Schiros, chi sei tu?» e da qui si dipanano ricordi, avventure, la ricerca di frammenti di personalità sparsi in tanti momenti di vita. Lì, a teatro, Beatrice – che si presenta così com’è, in quel momento unico metaforicamente attrice e autenticamente umana – trova il suo punto di unione, si ricostruisce in un atto curativo.

L'attrice Beatrice Schiros in scena
Beatrice Schiros

La catarsi del teatro e le emozioni

Beatrice Schiros lo mette subito in chiaro: questo non è uno spettacolo lungo, non si ricerca la pesantezza bensì la leggerezza. Ma non si tratta di superficialità, anzi, si parla della leggerezza degli affetti, di una vita sempre piena e sempre altrettanto fugace. Insomma, è una leggerezza che tocca il cuore e bagna l’anima, che tra una risata e una lacrima resiste alle storture del mondo nonché all’imprevedibilità della vita. Metaforicamente Schiros, quindi, vince applausi sinceramente commossi proprio per questo, cioè per la capacità di mettere da parte orgogliosi intellettualismi e di fare filtrare la luce attraverso le ferite della vita.

Grintosa, entusiasta e chi ne ha più ne metta: grazie, Beatrice Schiros per averci parlato della morte, della vita, del sesso, dell’amore e dello scorrere del tempo con quel linguaggio ipnotico. Grazie, perché ci hai dimostrato che il teatro può ancora essere un luogo di riconoscimento e di catarsi.


  • Titolo: Metaforicamente Schiros
  • Di: Beatrice Schiros e Gabriele Scotti
  • Con: Beatrice Schiros
  • Coproduzione: ATIR – Teatro Carcano con il sostegno di NEXT ed. 2024/2025 Progetto di Regione Lombardia e Fondazione Cariplo
  • Biglietti: Teatro Bellini
  • Fonte immagini: Ufficio Stampa

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A proposito di Francesca Hasson

Francesca Hasson è giornalista pubblicista, iscritta all’Albo dal 14/12/2023. Appassionata di cultura in tutte le sue declinazioni, unisce alla formazione umanistica una visione critica e sensibile della realtà artistica storica e contemporanea. Dopo avere intrapreso gli studi in Letteratura Classica, consegue la laurea in Lettere Moderne e in Discipline della Musica e dello Spettacolo presso l’Università degli Studi di Napoli Federico II. Durante la carriera accademica, riscopre una passione viva per la ricerca e la critica, strumenti che esercita attraverso il giornalismo culturale. Carta e penna in mano, crede fortemente nel valore di questa professione, capace di generare dubbi, stimolare riflessioni e spianare la strada verso processi di consapevolezza. Un tipo di approccio che alimenta la sua scrittura e il suo sguardo sul mondo e che la orienta in una dimensione catartica di riconoscimento, identità e comprensione.

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