Sabato domenica e lunedì, al Teatro Bellini | Recensione

Sabato domenica e lunedì, al Teatro Bellini | Recensione

Nel cuore di Napoli, il Teatro Bellini ospita una delle commedie di Eduardo De Filippo: Sabato domenica e lunedì, con la regia di Luca De Fusco, va in scena dal 24 febbraio fino all’8 marzo.

Dettagli dello spettacolo Sabato domenica e lunedì al Bellini

Dettaglio Informazione
Date Dal 24 febbraio all’8 marzo 2026
Regia Luca De Fusco
Cast Teresa Saponangelo e Claudio Di Palma
Sede Teatro Bellini, Napoli

La domenica dei Priore tra ragù e tensioni familiari

C’è sapore di domenica, il ragù è messo a pappuliare sul fuoco lento dopo essere stato preparato ad hoc con una precisione ingegneristica invidiabile. E infatti sembra proprio una faida, innanzitutto familiare e poi anche universale, su chi abbia la casa più profumata.

Con una tale ordinarietà apparente si apre il sipario su Sabato domenica e lunedì nella versione registica di Luca De Fusco: un quadro perfettamente dipinto, con particolare attenzione alla scenografia di Marta Crisolini Malatesta che si sviluppa sul fondo in una serie di finestre lungo un unico balcone, mentre al suo centro sono posizionati statuari pochi elementi indicanti la cucina e il soggiorno.

In questa cornice borghese, da un lato Rosa Priore (interpretata da una scrupolosa Teresa Saponangelo) dirige l’orchestra dei preparativi per il pranzo domenicale, dall’altro Peppino Priore (un accorato Claudio Di Palma) si ribella a quell’aria di festa rivendicando una quiete a quanto pare assente. Ma non importa, il ragù è pronto e gli invitati sono arrivati.

Rosa Priore e Peppino Priore interpretati da Teresa Saponangelo e Claudio Di Palma
Rosa Priore (Teresa Saponangelo) e Peppino Priore (Claudio Di Palma)

Luca De Fusco firma una coralità rara

Sabato domenica e lunedì si presenta al pubblico come uno spettacolo figlio di Eduardo De Filippo in tutta la sua purezza: la regia di Luca De Fusco non elimina, non aggiunge e non stravolge, piuttosto lascia parlare un testo che già dice tutto.

De Filippo cuciva le proprie drammaturgie su misura addosso agli attori, non tralasciava niente al caso e niente fuori dalla portata del suo sguardo attento, scrupoloso fino all’inverosimile, scriveva didascalie che di per sé costituivano un testo; una capacità di cui probabilmente è stato l’ultimo rappresentante minuzioso. De Fusco la riconosce e rispetta con estrema delicatezza il patrimonio concesso ai posteri, sottoscrivendo una regia il cui mito della fedeltà testuale si realizza nel concreto.

Questo di De Fusco è un percorso teatrale, che lo fa partire dal suo interesse per Goldoni e lo porta fino a Eduardo. Entrambi sono stati, in epoche certamente lontane, due grandi riformatori del teatro, una testimonianza inscritta proprio nella peculiarità di quelle didascalie: «Lo scrittore veneziano abbandona il mondo delle maschere […] facendo nascere un teatro realista, che parla di persone vere dando allo spettatore l’impressione di conoscerle, con dialoghi magistrali, spesso basati su concertati di molti personaggi, che compongono delle vere e proprie partiture. […] Basta lazzi, improvvisazioni, “carrettelle”, sostituiti da solidi meccanismi drammaturgici. Se ci si riflette con acutezza questa azione somiglia molto a quella svolta da Eduardo nel teatro napoletano. Quando comincia la sua attività le maschere imperano sulla scena […]. Pur essendo anch’egli grande interprete di maschere, abbandona questo stile e sceglie la strada del realismo».

Perciò il regista in Sabato domenica e lunedì non esprime alcun bisogno di interpretare, bensì accoglie la responsabilità di diventare un direttore d’orchestra che dirige una partitura già funzionale e ancora inguaribilmente capace di creare un contatto con lo spettatore. Tanto più che nella riflessione di De Fusco si inserisce anche la sottolineatura di quella dimensione familiare, tanto cara anche a Cechov: nel 2018, porta lo stesso spettacolo a Mosca con attori locali, un’esperienza che definisce complessa ma ricca di potenzialità sorprendenti.

E il punto chiave che consente a un tale lavoro registico di viaggiare sta proprio in quella cornice interna, ovvero nella capacità di dirigere e restituire una struttura fortemente corale e collettiva della messinscena, oggi abbastanza rara al netto di un teatro individualista e che raramente presenta un numero alto di attori sul palco. A tal proposito, è interessante il gioco di aprire e chiudere le finestre condotto dal climax crescente della ribellione di Peppino Priore contro i presunti nemici esterni che intaccano l’apparenza intatta – ancora per poco – della sua famiglia.

Scena collettiva del pranzo domenicale nello spettacolo Sabato domenica e lunedì
Recita di Pulcinella al pranzo di domenica

Cosa significa Eduardo a Napoli oggi?

Per quanto possa sembrare che Luca De Fusco segni un vero e proprio calcio di rigore a porta scoperta proponendo un simile spettacolo, in realtà Sabato domenica e lunedì rivela due aspetti non così scontati. Il primo riguarda la durata: dopo rappresentazioni sulla scia di Come gli uccelli di Wajdi Mouawad, ancora una volta il Teatro Bellini apre le sue porte coraggiosamente a uno spettacolo lungo ben 155 minuti.

Non è banale restituirlo come un punto nevralgico del teatro contemporaneo, in quanto abitato da una platea abituata ad attimi fuggenti e condensati. Eppure, il regista riesce a scoccare bene le sue frecce grazie a un lavoro riportato con delicatezza, che accentua una caratteristica leggera – finanche nei momenti intensi non per questo meno efficaci -, ironica e capace di suscitare una risata riflessiva.

Il secondo aspetto, invece, appartiene a una questione più annosa: tentare le orme di Eduardo a Napoli, nella città dove tuttora è un mito sacro e inviolabile. Se fosse stata portata in scena una versione rivisitata di Sabato domenica e lunedì, la risposta più probabile sarebbe stata a occhi chiusi che non rispetta il vero De Filippo, dato che la città figlia di Partenope lega a quest’ultimo un sodalizio identitario geloso.

Perciò, De Fusco intraprende una pista adeguata con la sua pedissequa proposta, che in parte gioca facilmente in casa, ma per questi stessi motivi cammina su tale sentiero in punta di piedi. Certo, non si tratta di nessuna novità, ma sicuramente di una carta vincente e godibile.

Informazioni sullo spettacolo

Titolo: Sabato domenica e lunedì (Commedia in tre atti)

Autore: Eduardo De Filippo

Regia: Luca De Fusco

Interpreti principali: Teresa Saponangelo, Claudio Di Palma

Cast completo: Pasquale Aprile, Alessandro Balletta, Anita Bartolucci, Francesco Biscione, Paolo Cresta, Rossella De Martino, Renato De Simone, Antonio Elia, Maria Cristina Gionta, Gianluca Merolli, Domenico Moccia, Alessandra Pacifico Griffini, Paolo Serra, Mersila Sokoli.

Scene e costumi: Marta Crisolini Malatesta

Luci: Gigi Saccomandi | Foto: Tommaso Le Pera

Produzione: Teatro di Roma – Teatro Nazionale, Teatro Stabile di Torino, Teatro Stabile di Bolzano, Teatro Biondo di Palermo, LAC Lugano.

Dove e quando: Dal 24 febbraio all’8 marzo 2026, Teatro Bellini di Napoli.

Fonte immagini: Ufficio Stampa

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A proposito di Francesca Hasson

Francesca Hasson è giornalista pubblicista, iscritta all’Albo dal 2023. Appassionata di cultura in tutte le sue declinazioni, unisce alla formazione umanistica una visione critica e sensibile della realtà artistica contemporanea. Dopo avere intrapreso gli studi in Letteratura Classica, avvia un percorso accademico presso l’Università degli Studi di Napoli Federico II e consegue innanzitutto il titolo di laurea triennale in Lettere Moderne, con una tesi compilativa sull’Antigone in Letterature Comparate. Scelta simbolica di una disciplina con cui manifesta un’attenzione peculiare per l’arte, in particolare per il teatro, indagato nelle sue molteplici forme espressive. Prosegue gli studi con la laurea magistrale in Discipline della Musica e dello Spettacolo, discutendo una tesi di ricerca in Storia del Teatro dedicata a Salvatore De Muto, attore tra le ultime defunte testimonianze fondamentali della maschera di Pulcinella nel panorama teatrale partenopeo del Novecento. Durante questi anni di scrittura e di università, riscopre una passione viva per la ricerca e la critica, strumenti che considera non di giudizio definitivo ma di dialogo aperto. Collabora con il giornale online Eroica Fenice e con Quarta Parete, entrambi realtà che le servono da palestra e conoscenza. Inoltre, partecipa alla rivista Drammaturgia per l’Archivio Multimediale AMAtI dell’Università degli studi di Firenze, un progetto per il quale inserisce voci di testimonianze su attori storici e pubblica la propria tesi magistrale di ricerca. Carta e penna in mano, crede fortemente nel valore di questo tramite di smuovere confronti capaci di generare dubbi, stimolare riflessioni e innescare processi di consapevolezza. Un tipo di approccio che alimenta la sua scrittura e il suo sguardo sul mondo e che la orienta in una dimensione catartica di riconoscimento, di identità e di comprensione.

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