L’Opera del Fantasma, scritta da Chiara Bonome e Mattia Marcucci e diretta dalla stessa Bonome, è tornata a Roma al teatro Vittoria per l’ottava stagione consecutiva, confermando il proprio status di cult cittadino tra black comedy, mistero e metateatro.
La storia è quella di una compagnia teatrale alle prese con le prove di un debutto imminente: il regista, alle prese con un difficile cast di attori mal assortiti, muore per un presunto attacco di cuore, ma la sua presenza non abbandona la scena, rientrando come fantasma determinato a scoprire la verità.
Il gioco scenico, che rende alcuni personaggi visibili solo al pubblico e non agli altri attori, ribalta le convenzioni e crea un rapporto vertiginoso tra realtà e finzione, in pieno stile “teatro nel teatro”.
Un meccanismo perfetto tra gag e suspense
La forza dello spettacolo è nel meccanismo drammaturgico: un perfetto congegno a orologeria che miscela gag, suspense e “freeze” temporali attivati da schiocchi di dita o battiti di mano, soluzioni che non sono semplici effetti, ma veri dispositivi narrativi per scandire ritmo e sorprese.
Il cast perfettamente consolidato, composto da Simone Balletti, Chiara Bonome, Valerio Camelin, Chiara David, Sebastian Gimelli Morosini, Mattia Marcucci, lavora con sincronismi millimetrici, valorizzando al massimo la caratterizzazione di ciascun ruolo.
Personaggi irresistibili e sfumature di umanità

C’è l’attore perfezionista, ossessionato dalla precisione e dalle sfumature interpretative: il suo rigore diventa comico quando si scontra con il caos che regna sul palco. Accanto a lui troviamo Achille, il tecnico dal piglio capitolino, figura pragmatica e ironica, che affronta i problemi con battute fulminanti e soluzioni improvvisate, incarnando il cuore “popolare” della compagnia.
Poi c’è la diva in crisi: il suo narcisismo genera momenti irresistibili, soprattutto quando cerca di mantenere il controllo in un contesto che le sfugge di mano. L’attricetta svampita, invece, è il suo contraltare perfetto: ingenua, distratta, capace di trasformare ogni indicazione in un equivoco, aggiunge leggerezza e imprevedibilità alla trama. Infine, l’attore più senior, amico del regista, personaggio pieno di contraddizioni che ha un ruolo centrale nel mistero che avvolge la storia.
Ogni personaggio porta in scena una sfumatura di umanità, tra ambizione, fragilità e desiderio di riconoscimento. Il risultato è un puzzle perfetto che amplifica il ritmo serrato della commedia. È uno spettacolo dal ritmo davvero sostenuto, con moltissimi momenti esilaranti ed assolutamente intelligente nella costruzione della trama.
Scenografia e costumi
La scenografia di Giorgia Di Pietrantonio è essenziale ma estremamente funzionale: un palcoscenico che riproduce fedelmente l’ambiente di una sala prove, con dettagli che raccontano il disordine creativo di una compagnia teatrale. Gli spazi sono pensati per favorire il ritmo serrato delle gag e i repentini cambi di prospettiva, mentre i giochi di luce contribuiscono a sottolineare la tensione tra realtà e finzione.
I costumi di Sheila Grazini, invece, delineano con precisione le personalità dei personaggi: dall’eleganza un po’ decadente della diva alla praticità del tecnico, ogni scelta cromatica e stilistica diventa parte integrante della caratterizzazione, aggiungendo sfumature ironiche e coerenti con il tono della commedia.
L’Opera del Fantasma, oltre a risate assicurate, può offrire uno spunto di riflessione sull’apparenza e la verità che solo nell’“oltre” trova il suo compimento: essere invisibili diventa paradossalmente l’unico modo per conoscere la verità.
Informazioni pratiche
Dal 9 al 21 dicembre 2025 al Teatro Vittoria con biglietti a partire da 21 € e varie possibilità di riduzioni.
L’OPERA DEL FANTASMA di Chiara Bonome e Mattia Marcucci. Produzione Attori & Tecnici.
Regia di Chiara Bonome, scenografia Giorgia Di Pietrantonio, costumi Sheila Grazini.
Fonte immagini: Ufficio Stampa

