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Eroica Fenice

TeatroAllaDeriva: parla il direttore artistico

“TeatroAllaDeriva” (teatro sulla zattera) è una rassegna teatrale estiva che quest’anno raggiunge la sua quinta edizione. Tre spettacoli andranno in scena (tra il 17 e il 31 Luglio) su una zattera sull’acqua di 6 metri per 4, collocata presso il laghetto circolare all’interno delle Terme-Stufe di Nerone di Bacoli, storico stabilimento nel quale il tempo sembra essersi fermato.
La rassegna nasce da un’intuizione vincente di Giovanni Meola ed Ernesto Colutta che hanno immaginato un teatro ‘diverso’ protagonista della rappresentazione: nel panorama teatrale contemporaneo non è raro portare il teatro in location differenti e strane ma ‘isolarlo’ sull’acqua, inscrivendolo in una scenografia naturale di rara suggestione, è unicità finora premiata anche da un pubblico di edizione in edizione sempre più numeroso.

I drammaturghi elisabettiani parlavano di “metateatro”, teatro nel teatro. Con “TeatroAllaDeriva” è come se si volesse ritagliare al teatro lo spazio di un’isola, dove tutta la realtà esterna passa in secondo piano. Il teatro diventa una sorta di ‘isola che non c’è’ sulla quale si cerca di dare vita a ciò che dichiaratamente vita non è ma che, come hanno sostenuto in tanti, quando funziona e passa agli spettatori, è più reale della vita vera.

TeatroAllaDeriva: le parole del direttore artistico

Che significato ha la zattera? Quale valore aggiunto dà alla rappresentazione?

La zattera è uno spazio scenico molto particolare in quanto costringe gli attori a fare i conti con una scenografia naturale che si somma a quella scenica; l’essere ad una distanza materiale dal pubblico, in qualche modo non colmabile, mette gli attori nella condizione di misurarsi con la ‘solitudine’ dell’attore, con la sua separatezza reale e concettuale rispetto alle persone ‘normali’. Tutto questo determina una sfida di grande spessore: verso se stessi, verso gli elementi naturali relativamente controllabili, verso l’efficacia di ciò che si mette in scena. Si tratta di una modalità molto affascinante con cui misurarsi.

Gli spettacoli da te selezionati quest’anno hanno tematiche forti ma coniugate al grottesco e al surreale. Come sono stati selezionati e quale aderenza hanno col progetto?

Io vedo circa duecento spettacoli in media all’anno da tantissimo tempo. Praticamente provo a vedere teatro ogni qual volta io stesso non sono in prova o in scena con i miei lavori. Questo mi permette di avere una conoscenza espansa di ciò che si fa, delle tendenze, delle novità. Quest’anno, coerentemente con quanto fatto negli anni scorsi, ho scelto spettacoli in grado di far pensare e riflettere il pubblico ma attraverso modalità in alcuni casi fortemente grottesche perché il grottesco (e a volte il surreale) ha la capacità di colpire molto in profondità lasciando una traccia duratura, che non si basa solo sulla (ovviamente altrettanto importante e fondamentalissima) suggestione emotiva del momento ma lascia tracce a rilascio differito, a mio modo di vedere.

Come non salire su questa zattera piena di vita? TeatroAllaDeriva: appuntamento al 17 luglio!

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