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Na.Li.Lab, il “futuro remoto” parte da qui!

Futuro Remoto, la più importante manifestazione di divulgazione della cultura scientifica e tecnologica in Italia, è ormai alle porte. Ad accogliere stand, laboratori, conferenze e grandi ospiti, sarà piazza del Plebiscito che diventerà, dal 7 al 10 ottobre, un grande villaggio della scienza. Tra i gruppi di ricerca presenti alla fiera ci saranno i professionisti del Na.Li.Lab, un team di ricerca tutto napoletano che, in uno spazio sociale creativo e stimolante, idea, sviluppa e produce dispositivi medici altamente innovativi. Abbiamo avuto il piacere di intervistare il dott. Davide Pistorio, che ci racconterà della sua esperienza in questo interessante progetto.  Intervista a Davide Pistorio del Na.Li.Lab Cos’è il Na.Li.Lab e come si configura nel contesto della città di Napoli? Il Naples Living Lab (Na.Li.Lab) è il primo Living Lab creato a Napoli. Si tratta di uno spazio fisico e virtuale in divenire in cui 25 professionisti “Made in Naples” di diversa estrazione (biologi, biotecnologi, comunicatori, economisti, farmacisti, grafici, ingegneri) sono quotidianamente impegnati nella co-creazione e co-ideazione di progetti innovativi nel campo della salute, in sinergia con partners accademici ed aziendali. Ci troviamo all’interno di Città della Scienza, location ideale per la valorizzazione delle nostre idee d’innovazione. Tra i 25 giovani professionisti del vostro laboratorio ci sono grafici ed esperti di comunicazione. Qual è il loro ruolo e come i social media possono esservi utili? In questi anni ho capito che una buona idea perde gran parte del suo valore se non viene supportata da una altrettanto buona comunicazione. I social media rappresentano mezzi dall’enorme potenziale per raggiungere le persone, a livello sia locale sia globale. Avere bravi grafici ed esperti di comunicazione è un grande vantaggio per il Na.Li.Lab. Tra i progetti a cui state lavorando c’è “D.E.S.”, un progetto che intende sfruttare i droni per la consegna di medicinali in luoghi difficilmente accessibili per via stradale. A questo riguardo, l’eHealth potrebbe essere il futuro della medicina? Le ICT sono entrate in ogni ambito della vita umana e progressivamente stanno conquistando anche la sanità, permettendo azioni che erano considerate fantascienza solo qualche anno fa. A livello mondiale gli investimenti nel campo dell’eHealth sono in costante aumento e l’Italia, pian piano, sta tentando di mettersi in pari. Il team del quale fai parte, invece, a quale progetto sta lavorando? Il mio team si occupa di “G.L.o.W.” (Glucose Level on Wrist), un polsino sensorizzato che permette al paziente diabetico di tenere costantemente sotto controllo, in maniera non invasiva, i livelli di glucosio nei fluidi biologici anche durante l’attività fisica. Quest’ultima, assieme ad una corretta alimentazione, è sempre più consigliata dai medici specialisti come regime terapeutico. Sono tanti gli elementi innovativi: permette un monitoraggio continuo, non necessita di sangue, è indossabile (anche durante l’attività fisica). La realtà aumentata, oltre che per applicativi video-ludici, troverà largo utilizzo in molti altri ambiti, tra cui, la medicina e la ricerca. Secondo te, la comunità scientifica è ar–ready? Nel campo della salute l’augmented reality può essere utilizzata per più scopi: durante gli interventi un chirurgo potrebbe richiamare vocalmente informazioni utili […]

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