Frieren – Oltre la fine del viaggio | Recensione

Frieren - Oltre la fine del viaggio | Recensione

Vincitore di quattro nomination per i Crunchyroll Anime Awards 2025 e rinnovato per una seconda stagione in arrivo a gennaio 2026, Frieren – Oltre la fine del viaggio è un anime del celebre studio di animazione Madhouse che si è distinto per la sua narrativa unica, la sua profondità e delicatezza. Si tratta di un fantasy composto da 28 episodi che prende il nome dalla sua protagonista, una maga millenaria alla costante ricerca di nuovi incantesimi da imparare.

Trama

Come si potrebbe già dedurre dal titolo, una delle singolarità di Frieren è quella di cominciare con una fine: veniamo, infatti, subito a conoscenza del ritorno di 4 paladini da un viaggio mitico, durato ben 10 anni. Dopo aver salvato l’umanità, i 4 eroi (il paladino Himmel e il chierico Heiter, entrambi umani, il guerriero-nano Eisen e la maga-elfa Frieren) prendono ognuno la propria strada per poi riunirsi tutti insieme un’ultima volta dopo 50 anni. Poco dopo questo incontro, il paladino Himmel muore e per la prima volta la protagonista si interroga sul perché non si sia mai interessata nel conoscerlo davvero, nonostante gli anni passati insieme. Dopo altri vent’anni, Frieren accetterà come apprendista una giovane sotto le cure di un altro dei suoi vecchi compagni, anch’egli ormai in punto di morte, e insieme partiranno alla ricerca del Paradiso, luogo nel quale si dice riposino le anime dei defunti.

Temi

Frieren intreccia perfettamente l’elemento magico a temi profondi quali la morte, il tempo, la memoria, il cambiamento, l’amicizia e l’imparare ad apprezzare la vita stessa. La magia, infatti, risulta estremamente importante in questo universo, non solo in funzione della sua utilità in battaglia o per facilitare la vita di tutti i giorni, ma come vera e propria forma di espressione personale e sperimentazione e fa da sfondo a tutti i temi già menzionati. La nostra protagonista ama la magia sopra ogni cosa e passa il suo tempo a collezionare incantesimi che la sua apprendista, Fern, in un primo momento definisce “inutili”. La stessa Fern d’altro canto, trova nella magia una forma di riscatto: un motivo per continuare a vivere e un mezzo per proteggere e ringraziare colui che le ha offerto riparo da bambina.

«Forse spero solo che qualcuno si ricordi almeno un po’ di me. Vivere significa farsi conoscere e ricordare dalle persone. Basta cambiare la vita di qualcuno anche solo un po’. È tutto qui, ne sono sicuro.» – Himmel.

La serie vede, inoltre, Frieren affrontare un profondo processo di elaborazione del lutto: ella si sforza di comprendere e trasmettere a pieno il valore della vita (specialmente quella umana, così infinitamente breve rispetto alla sua). Dopo la morte di Himmel, la maga comincia a ripercorrere i suoi stessi ricordi tramite i luoghi che avevano visitato e le persone che avevano aiutato, prendendo man mano coscienza anche dei profondi sentimenti che l’eroe provava per lei. È così che la ricerca del Paradiso diventa una ricerca dello stesso “Himmel” (termine tedesco per “Paradiso”, “cielo”) per confessargli ciò che fino ad allora non era stata in grado di comprendere. Tutto ciò sottolinea il peso del tempo e la solitudine di chi ha milioni di anni avanti a sé in un mondo in continua evoluzione e in cui tutti coloro intorno invecchiano e muoiono; ma offre anche un certo conforto nel modo in cui, se si presta la giusta attenzione, è possibile notare le tracce che Himmel dissemina negli anni proprio per aiutare Frieren. Ad esempio, quello che la maga ricorda come la vanità dell’eroe nel commissionare così tante statue di sé stesso, si trasforma in un modo per Himmel di far sentire a Frieren la sua vicinanza nei lunghi e solitari anni che la aspettano. Allo stesso modo, il suo hobby di collezionare piccoli incantesimi in cambio di favori quotidiani si rivela parte integrante dell’imparare l’arte delle piccole cose, di apprezzare la vita e assaporarne ogni singolo attimo.

Altro punto degno di nota è sicuramente l’ottimo sviluppo e l’introspezione dei personaggi: se all’inizio Frieren appare distante e disinteressata a tutto ciò che non riguarda la magia e Fern fatica a comprendere i ragionamenti del suo mentore, col passare del tempo le due impareranno a entrare in sintonia l’una con l’altra e anche Stark, il guerriero “codardo” che Frieren recluta come paladino, farà del suo meglio per proteggere le sue compagne di viaggio e guadagnare fiducia in sé stesso in un intreccio di dinamiche spesso comico.

Perché guardare Frieren – Oltre la fine del viaggio

Oltre l’ottima rappresentazione di temi così delicati, il linguaggio d’animazione è forse la forma più stimolante per dare una possibilità a questa storia. Con i suoi paesaggi colorati, le sue colonne sonore e un ottimo equilibrio tra scene quotidiane, di avventura e comicità, Frieren – Oltre la fine del viaggio permette un’immersione ancora più ottimale che nel manga. Inoltre, seppur presente, è piacevole come l’elemento romantico non faccia cadere questo lavoro in cliché né forzature di alcun tipo, ma anzi accompagni la protagonista “tenendola per mano” e lasciando invece la focalizzazione sulla scoperta di sé e come ognuno di noi decide di vivere la propria vita. A questo punto, non resta che aspettare e vedere cosa riserverà la prossima stagione.

Fonte immagine di copertina: Crunchyroll

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