Matsumoto Taiyo: genio e follia in Ping Pong

Matsumoto Taiyo

Matsumoto Taiyo è uno dei mangaka attivi più prolifici del Sol Levante; con opere di spessore quali il frenetico Tekkon Kinkreet, (che ha visto anche un adattamento in lungometraggio animato del regista statunitense ma giapponese d’adozione Michael Arias nel 2006) lo splendido Sunny e lo psichedelico Gogo Monster, ha affermato il suo dominio sulla scena fumettistica internazionale.

Con Ping Pong ci vengono presentati due personaggi totalmente agli antipodi: Peco, estroverso, spumeggiante, talentuoso e con poca voglia di applicarsi e il suo amico Smile (che non ride mai, al contrario di quanto si possa pensare dal nome), silenzioso, serissimo e stoico.
Entrambi sono legati dalla passione per il ping pong, nonostante abbiano due visioni e modi di applicarsi allo sport e alla vita molto diversi.

Ping Pong, che si tratti del manga originale o dell’incredibile adattamento animato diretto dal genio Yuasa Maasaki (The Tatami Galaxy, Adventure Time,  Devilman Crybaby e molti altri ancora) e prodotto dalla Tatsunoko Production, è un tripudio di colori, azioni in rapidissima successione e battaglie all’ultimo colpo di racchetta.

Taiyo Matsumoto non finisce mai di stupire il lettore con delle tavole che sembrano muoversi e un’organizzazione delle vignette fuori da ogni schema. L’autore, infatti, non sembra conoscere regole e continua a sperimentare combinazioni di stili narrativi e grafici totalmente diverse dalle sue opere precedenti, mantenendo comunque uno stile incredibilmente riconoscibile. 
La sua abilità nel mischiare sapientemente elementi di fumetto occidentale e fumetto giapponese, il bilanciamento dei chiari e degli scuri, i disegni, la regia e l’impostazione della tavola, lo rendono un perfetto ponte verso una concezione di manga più lontana dai canoni e più vicino al mondo sperimentale.

Smile e Peco sono due amici d’infanzia, stretti da un legame che ha portato entrambi a spalleggiarsi vicendevolmente e a superare qualsiasi difficoltà insieme. Iniziano ad allenarsi da giovanissimi in una piccola palestra situata nei pressi dell’isola di Enoshima (collegata alla città di Kamakura da un ponte percorribile anche a piedi) e si innamorano dello sport, istruiti da un’anziana signora che li vede crescere insegnando loro le basi del ping pong. 

Peco è una contraddizione che cammina: fanatico dello sport fino al punto di informarsi sulla differente resa di diversi tipi di gomme sulle racchette e studiare i suoi prossimi avversari ma incapace di arricchire il suo talento naturale con una buona dose di disciplina. 
Smile è spesso definito un robot, molto abile nel gioco del ping pong ma meno talentuoso del suo amico/eroe d’infanzia. Sente la mancanza di qualcosa ma non la lamenta esplicitamente, data la sua personalità così introversa. 

Scegliere quale sia l’opera riuscita meglio tra l’anime e il manga è davvero complicato; sono due versioni tutte da scoprire nelle loro unicità. 
La regia di Yuasa e l’incredibile colonna sonora hanno dato all’adattamento animato quel tocco extra che gli ha permesso di raggiungere un livello qualitativo davvero vicino a quello dell’opera a fumetti originale disegnata dal maestro Matsumoto Taiyo

Fonte immagine in evidenza: archivio personale

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A proposito di Christian Landolfi

Studente al III anno di Lingue e Culture Comparate (inglese e giapponese) presso "L'Orientale" di Napoli e al I anno di magistrale in Chitarra Jazz presso il Conservatorio "Martucci" di Salerno. Mi nutro di cultura orientale in tutte le sue forme sin da quando ero piccino e, grazie alla mia passione per i viaggi, ho visitato numerose volte Thailandia e Giappone, oltre a una bella fetta di Europa e la totalità del Regno Unito. "Mangia, vivi, viaggia!"

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