SGUARDI DI DONNA – Opere del Novecento italiano dalla collezione Luciana Conti-Paladini

Sguardi di donna

 

In occasione della Giornata Internazionale della Donna, il Comune di Amelia in collaborazione con la Cooperativa l’Orologio, presso il Museo Civico Archeologico e Pinacoteca di Amelia inaugura la mostra SGUARDI DI DONNA, un’esposizione che riunisce un significativo nucleo di opere provenienti dalla collezione di Luciana Conti-Paladini.

Apertura al pubblico dal 7 marzo 2026
Museo Civico Archeologico e Pinacoteca di Amelia

La mostra propone ritratti, profili, nudi e figure femminili che non restituiscono un’immagine univoca della donna, ma una pluralità di visioni: intime, simboliche, talvolta severe, talvolta profondamente interiori. Agli sguardi degli artisti si affianca quello, silenzioso ma decisivo, della collezionista: una donna che osserva altre donne, scegliendo e custodendo queste opere con cura e sensibilità.

Figura di grande spessore culturale, Luciana Conti (Milano, 1912 – Amelia, 1992), pubblicista e attivista impegnata anche in iniziative civili a sostegno delle vittime di tragici eventi naturali tra gli anni Sessanta e Settanta, condivise con il marito Aldo Paladini esperienze letterarie e di viaggio. Dopo la sua scomparsa, l’archivio e la biblioteca di famiglia sono stati donati al Comune di Amelia, contribuendo ad arricchire il patrimonio culturale cittadino.

Fra le opere esposte ci saranno:

●     Mino Maccari con Ritratto di donna (1950 ca.), dove pochi tratti incisivi e colori vibranti esprimono malinconia, sensualità e tensione interiore.

●     Fausto Pirandello con Le lavandaie o secondo le ultime interpretazioni Donne che fanno la toletta (1940 ca.), scena intima costruita attraverso una materia pittorica densa e corposa.

●     Giuseppe Capogrossi con Pensiero di donna (1938), disegno a penna e inchiostro in cui il segno diventa emotivo di introspezione e malinconia.

●     Antonio Corpora, autore di una sensuale Donna seduta, caratterizzata da un tratto rapido ed essenziale che coglie la psicologia e la sensualità.

●     Emilio Greco con un Nudo (1960 ca.) di intensa plasticità e morbidezza compositiva.

●     Carlo Levi con Ritratto di donna (1930 ca.), opera di forte introspezione psicologica realizzata durante il soggiorno fiorentino.

●     Massimo Campigli con Donna con aureola (1960), figura solenne e arcaica, sospesa tra sacralità e modernità.

Il titolo SGUARDI DI DONNA nasce da una scelta precisa e profondamente identitaria.

Non si riferisce soltanto agli sguardi rappresentati nelle opere – quelli delle figure femminili ritratte dai pittori – ma anche e soprattutto allo sguardo della collezionista. La raccolta Conti-Paladini si distingue infatti per un dato significativo, l’assenza di raffigurazioni maschili nella raccolta non è una mancanza, ma un’affermazione: il segno di una scelta culturale e politica che restituisce centralità all’universo femminile, in linea con il pensiero e l’impegno di una donna che visse con intensità il dibattito femminista del suo tempo.

Sguardi di donna
Sguardi di donna

        Conti Luciana

 

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