Come aprire un centro scommesse in Italia

Aprire un centro scommesse in Italia richiede un procedimento caratterizzato da un elevato livello di regolamentazione e da un mercato competitivo, ma ancora in crescita. L’obiettivo deve essere quello di progettare un’attività sicura, sostenibile e dotata di un’identità commerciale distintiva, capace di intercettare una clientela stabile e fidelizzata.

Centro scommesse: regole e normative

L’operatività nel betting fisico è subordinata al controllo dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli (ADM), che definisce criteri, standard tecnici, obblighi di compliance e modalità di raccolta del gioco. Solo i concessionari ADM sono legittimati a offrire piattaforme di accettazione delle scommesse: l’imprenditore, quindi, deve necessariamente instaurare con essi un rapporto contrattuale, basato su requisiti patrimoniali e gestionali verificati dall’autorità.

Nel quadro commerciale, pur vigendo limitazioni sulla promozione del gioco, il centro scommesse deve attuare strategie efficaci di posizionamento. Per farsi conoscere e aumentare la clientela è consigliabile rivolgersi ad esperti del settore, come https://vectormanagement.it/, in grado di strutturare attività conformi alle normative e efficienti nell’incremento della visibilità e delle performance del punto vendita.

Parallelamente, per svolgere l’attività è richiesta l’autorizzazione ex art. 88 del Testo Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza, rilasciata dalla Questura solo a soggetti in possesso di requisiti morali e professionali adeguati. A questi vincoli si aggiungono obblighi in materia di antiriciclaggio, tutela dei minori, prevenzione del gioco patologico e sicurezza informatica.

Aprire un centro scommesse: le cose da sapere

Entrare in questo business richiede una visione progettuale precisa e una conoscenza tecnica profonda del settore. Considerando il trend in forte crescita e l’interesse da parte degli utenti, in particolar modo nel settore del calcio, è determinante analizzare alcuni aspetti.

Scelta della tipologia di attività e del concessionario

Il primo step consiste nel decidere se aprire un’agenzia scommesse autonoma o un corner scommesse integrato in un locale già esistente. Le agenzie dedicate consentono un maggiore controllo operativo, un’immagine più professionale e una più ampia gamma di prodotti, ma richiedono investimenti più significativi.

I negozi corner, al contrario, si basano su una logica di completamento dell’offerta commerciale e hanno costi contenuti, mantenendo comunque standard di compliance identici.

Normative territoriali e caratteristiche dei locali

Ogni step ha le sue regole, come diventare un operatore del locale fisico di scommesse per fare un esempio.

Oltremodo, le Regioni e i Comuni adottano spesso il cosiddetto “distanziometro”, che impedisce l’apertura di punti gioco vicino a scuole, centri giovanili, luoghi di culto o strutture sensibili.

I locali devono rispondere a requisiti tecnici precisi:

  • adeguamento antincendio;
  • accessibilità per persone con disabilità;
  • sistemi di videosorveglianza certificati;
  • connessione telematica protetta per l’invio dei dati ad ADM;
  • segnaletica obbligatoria sul gioco responsabile e spazi organizzati per consentire la corretta fruizione dei terminali di gioco.

In caso di presenza di apparecchi da intrattenimento, ulteriori configurazioni funzionali sono richieste per la separazione delle aree dedicate.

Pianificazione economica e sostenibilità gestionale

La gestione economica del centro scommesse deve poggiare su un business plan accurato, che includa costi di affiliazione, canoni operativi, installazione degli apparati telematici, personale, manutenzione e servizi di sicurezza. La marginalità dell’attività dipende dalla capacità di generare volumi di gioco regolari e dall’efficienza operativa, dall’ottimizzazione delle spese.

Particolare attenzione va rivolta alle procedure di compliance, infatti la formazione del personale in materia di antiriciclaggio, identificazione dei giocatori e prevenzione delle condotte a rischio è un obbligo normativo oltre ad una garanzia di continuità operativa. Le verifiche di ADM, infatti, sono costanti e un’irregolarità può comportare sanzioni severe, fino alla revoca dell’autorizzazione.

 

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