Prezzi che cambiano in base al periodo, al calendario e alla richiesta reale nel settore degli affitti brevi rappresentano un modo concreto per gestire meglio entrate e occupazione. Infatti, un prezzo fisso può funzionare quando la domanda è stabile e il mercato si muove poco, ma, nelle città turistiche o in contesti in cui eventi e stagionalità spostano velocemente l’interesse degli ospiti, sarebbe utile aggiornare la tariffa con attenzione.
Serve una certa attenzione, con poche regole chiare, verifiche regolari e decisioni perfettamente coerenti con il posizionamento dell’immobile e con i costi reali di gestione.
Come gestire i prezzi degli affitti brevi
Gestire i prezzi degli affitti brevi con un software specializzato è utile perché con una piattaforma dedicata è più semplice aggiornare tariffe e disponibilità in modo rapido, anche per evitare informazioni diverse tra le varie piattaforme. Nel mercato, domanda e concorrenza cambiano spesso ed è quindi importante poter contare sulla sincronizzazione continua per proteggere l’occupazione nei periodi deboli e valorizzare le date più richieste, mantenendo allo stesso tempo sotto controllo i margini e le attività quotidiane.
È importante, quindi, affidarsi a una soluzione unica per la gestione di tutto ciò che riguarda gli affitti brevi. Dolcebot è un property manager a Milano disponibile in digitale: per i proprietari di case che affittano a breve termine gestisce in automatico prenotazioni, comunicazioni, check-in e pagamenti 24 ore su 24, 7 giorni su 7, sincronizzando prezzi e disponibilità su Airbnb e Booking.
Se sono presenti serrature elettroniche, genera un codice nuovo per ogni prenotazione, mentre la registrazione degli ospiti viene effettuata sui portali previsti dalla normativa italiana nel rispetto delle norme sulla privacy.
Inoltre, produce i documenti fiscali obbligatori e, per chi sceglie la cedolare secca, supporta una gestione semplice e trasparente, tenendo conto dell’aliquota al 21% per la prima casa e al 26% per gli immobili dal secondo al quarto.
Maya, l’assistente digitale che basa il suo funzionamento sull’intelligenza artificiale, interagisce con gli ospiti via WhatsApp, Airbnb e Booking in più lingue. L’obiettivo consiste nel ridurre fino al 95% il tempo che il proprietario dell’appartamento dedica alla gestione.
Che cosa significa prezzo dinamico negli affitti brevi
Nel linguaggio degli affitti brevi, un prezzo dinamico è una tariffa che viene aggiornata in funzione di segnali specifici: quanto manca alla data, quante notti sono ancora libere, quanta richiesta si sta registrando in quel periodo, quali tariffe compaiono su immobili simili nella stessa zona.
In pratica, si parte da un prezzo base e lo si modifica seguendo regole definite in anticipo. Alcuni proprietari impostano un calendario manuale con valori diversi per weekend e periodi forti, altri preferiscono un sistema di aggiornamento più frequente, mantenendo comunque limiti minimi e massimi. In entrambi i casi, la differenza si può trovare nella coerenza: prezzo e qualità percepita devono restare sempre allineati.
Quali dati considerare prima di cambiare tariffa
Il prezzo variabile è particolarmente utile quando il mercato intorno all’immobile cambia velocemente. Succede, per esempio, in città in cui fiere, concerti e festività riempiono i calendari delle prenotazioni in poche ore oppure in località stagionali in cui la domanda si concentra in finestre dell’anno precise e poi cala. In questi scenari, un listino uguale per tutti i giorni tende a creare due effetti: date forti vendute a un valore più basso del necessario e date deboli rimaste scoperte perché troppo care rispetto alle alternative.
Per decidere bene, bastano poche informazioni, a patto che vengano controllati costantemente, settimana dopo settimana. Per fare un esempio, un elenco di queste informazioni può comprendere:
- occupazione delle successive settimane (ad esempio, da due a sei) e velocità con cui si sta riempiendo il calendario;
- anticipo medio di prenotazione, cioè quanti giorni prima gli ospiti prenotano in quella zona e in quel periodo;
- confronto con immobili simili per posizione, capienza, dotazioni e livello di recensioni;
- configurazione del calendario, con attenzione a buchi da 1 o 2 notti e a periodi in cui tenere conto di logiche di prezzo diverse.
Quando questi segnali vengono analizzati insieme, il prezzo diventa una decisione basata su evidenze specifiche. Se le successive tre settimane sono quasi vuote, la tariffa va rivista in modo realistico. Se alcuni fine settimana risultano già pieni con largo anticipo, può avere senso un aumento graduale delle tariffe.

