Pubblica amministrazione digitalizzata tra opportunità e rischi

Pubblica amministrazione digitalizzata

Pubblica amministrazione digitalizzata, l’evoluzione del settore pubblico italiano dopo la pandemia e la diffusione dell’intelligenza artificiale.

La pubblica amministrazione italiana ha accettato la sfida imposta da un sistema economico globalizzato e dal progresso tecnologico contemporaneo, ovvero quella della digitalizzazione. I principali eventi degli ultimi anni, tra cui lo scoppio della pandemia di Covid-19, i successivi lockdown del 2020 e del 2021 e la diffusione dell’intelligenza artificiale nella vita quotidiana, hanno trasformato la società e, di conseguenza, anche l’intero settore pubblico italiano, comprendendo uffici comunali, regionali, ministeriali, postali, scolastici e universitari.

La pubblica amministrazione digitalizzata in Italia e nell’Unione europea

La pubblica amministrazione digitalizzata è stata oggetto di studio della Commissione europea, che ha introdotto l’Indice di digitalizzazione dell’economia e della società (Digital Economy and Society Index, DESI). Attraverso questo strumento, la Commissione ha analizzato il livello di digitalizzazione del settore pubblico europeo dal 2014 al 2022, valutando l’integrazione dei servizi digitali negli uffici, la progettazione di app e sistemi informatici per l’accesso remoto e il numero di cittadini con competenze digitali.

Tra i ventisette paesi dell’Unione europea, Finlandia, Danimarca e Paesi Bassi si distinguono per i risultati più avanzati. Al contrario, Grecia, Bulgaria e Romania presentano i dati più critici. L’Italia si colloca al diciottesimo posto, un risultato discreto ma inferiore rispetto agli standard dell’Europa settentrionale e occidentale.

Digitalizzazione della pubblica amministrazione in sintesi

Domanda chiave Risposta sintetica
Cos’è la pubblica amministrazione digitalizzata Integrazione di servizi digitali e strumenti informatici negli uffici pubblici
Quando accelera la digitalizzazione in Italia Durante la pandemia di Covid-19 e i lockdown
Qual è il ruolo dell’intelligenza artificiale Supporto a efficienza, gestione dati e accesso ai servizi

La pandemia di Covid-19 come punto di svolta nel settore pubblico

La svolta nella pubblica amministrazione italiana è iniziata con lo scoppio della pandemia e il lockdown imposto dal governo. Lo smartworking, in precedenza poco diffuso, ha permesso a enti pubblici come scuole, università, uffici comunali e regionali, Poste Italiane e INPS di continuare a operare online grazie a piattaforme di videoconferenza come Google Meet, Microsoft Teams, Skype e Zoom.

Secondo il ricercatore Riccardo Valle, autore del libro La nuova normalità (edito da PM Edizioni), il lavoro da remoto può portare benefici anche oltre l’emergenza sanitaria. Il telelavoro migliora la conciliazione tra vita professionale e familiare e, secondo uno studio dell’ENEA, lavorare cento giorni all’anno da remoto ridurrebbe di 600 kg le emissioni di CO2 legate ai trasporti.

L’intelligenza artificiale nella pubblica amministrazione

Un ulteriore elemento della pubblica amministrazione digitalizzata riguarda l’introduzione dell’intelligenza artificiale in alcune procedure. L’Agenzia per l’Italia Digitale ha rilevato nel rapporto 2025 che il 71% degli enti pubblici italiani ha avviato progetti basati sull’I.A., soprattutto nei settori economico-finanziario, della ricerca e dei trasporti.

 

Quali sono i progetti delle P.A. che coinvolgono l’intelligenza artificiale

I progetti di intelligenza artificiale nella pubblica amministrazione mirano principalmente al miglioramento dell’efficienza operativa (42%) e alla gestione dei dati degli utenti (24%). Seguono il miglioramento dell’accesso ai servizi (18%) e la sicurezza dei dati (12%). Percentuali minori riguardano inclusione sociale, monitoraggio della spesa pubblica e relazioni con gli stakeholder.

Ricerca scientifica e rischi della pubblica amministrazione digitalizzata

Nonostante le potenzialità dell’intelligenza artificiale in ambiti come sostenibilità ambientale e superamento delle barriere linguistiche, permangono interrogativi legati al consumo energetico e alla gestione dei dati personali.

La soluzione più auspicabile per il futuro è una collaborazione tra tutti i settori della pubblica amministrazione e l’apertura verso iniziative private, così da studiare in modo approfondito le potenzialità e i rischi dell’I.A..

Fonte immagine di copertina: Pixabay https://pixabay.com/it/photos/avviare-i-quaderni-creativo-593326/ Foto di StarupStockPhotos

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Articolo aggiornato il: 16/12/2025

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A proposito di Salvatore Iaconis

Laureato in Filologia moderna presso l'Università Federico II di Napoli il 23 febbraio 2024 e iscritto all'Ordine dei giornalisti dal 25 gennaio 2021. Sono cresciuto con i programmi educativi di Piero e Alberto Angela, i quali mi hanno trasmesso l'amore per il sapere, e tra le mie passioni ci sono la letteratura, la storia, il cinema, la filosofia e il teatro assieme alle altre espressioni artistiche.

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