Claude Monet: the Immersive Experience arriva a Napoli

Claude Monet

A partire dal 20 maggio, nella Chiesa di San Potito in via Tommasi 1, a Napoli, arriva la grande mostra internazionale “Claude Monet: the Immersive Experience”. Prodotta da Hamza El Azhar con la sua società di Bruxelles Exhibition Hub, specializzata nella progettazione e produzione di mostre immersive, si ha la possibilità di viaggiare tra i capolavori del maestro dell’Impressionismo. Con un connubio avvincente tra cultura e tecnologia, si consente ai visitatori di immergersi nello spirito creativo dell’artista insieme alle visite guidate, su richiesta, a cura dell’Associazione “L’Arte nel Tempo”.

Filo conduttore di questo viaggio immersivo è il lavoro sulla luce, che tanto ha ossessionato l’artista. Con la ricreazione nella Galleria Immersiva del Giardino dei fiori di Giverny, si può percorrere la magnifica proprietà, attraversando i ponti protagonisti di numerosi quadri di Claude Monet. L’esperienza si arricchisce con le proiezioni a 360 gradi delle straordinarie pennellate (grazie a Dirty Monitor, specialista in mappatura e produzioni audiovisive, vari squarci artistici prendono vita sulle pareti e sul pavimento) e la realtà virtuale (VR), in cui ci si profonda nelle otto regioni geografiche che sono state d’ispirazione per l’artista. Ma c’è di più: un’area interattiva permette anche ai più piccoli di essere per un momento Monet e ricreare alcune sue opere da proiettare e portare a casa come ricordo. Qualche ora fatta di colori e sogni tra capolavori eterni e la riproduzione di alcuni luoghi iconici sono l’ingrediente segreto di un commovente momento di condivisione ed infatti «lungi dal voler sostituire i musei, il cui ruolo di trasportatori di storia e di cultura rimane essenziale, questa mostra intende riunire un pubblico più ampio, non necessariamente avvezzo a questi luoghi, e offrire così un metodo nuovo e complementare per avvicinare chiunque all’arte» così spiega Mario Iacampo, creatore dell’evento.

La mostra di Claude Monet arriva a Napoli

La mostra ha anche lo scopo di sostenere il restauro della Chiesa, la cui costruzione risale al XVII secolo, nonché quello di ricreare attività sociali rivolte principalmente ai giovani: «l’allestimento ha una valenza sociale significativa, in quanto consente alla mia associazione non solo di fronteggiare il robusto impegno di restauro della monumentale Chiesa di San Potito, ma nel contempo di riprendere le attività di carattere sociale con i giovani che vivono il degrado e l’abbrutimento delle periferie» sostiene Carlo Morelli, presidente di “Ad Alta Voce”. Infatti, contemporaneamente a questo coinvolgimento nell’Impressionismo, i visitatori possono ammirare anche le meraviglie della Chiesa, con altrettante opere di grandi artisti.

Insomma, una full immersion nella cultura, che arricchisce l’anima ed amplia la mente, mantenendo viva la curiosità con la scelta di un linguaggio comunicativo moderno e vicino agli interessi attuali, perciò consigliata a tutte le fasce d’età: grandi, piccini e ragazzi.  

Francesca Hasson

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