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Eroica Fenice

La categoria Eventi/Mostre/Convegni contiene 15 articoli

Eventi/Mostre/Convegni

Candlelight Experience: un nuovo evento NOMEA

Candlelight Experience: un nuovo suggestivo evento artistico-creativo a cura della società NOMEA (società di eventi musicali e artistici «di ispirazione creativa»). Venerdì 1° novembre, al Palazzo Venezia di Napoli (Via Benedetto Croce, 19), Luciano Ruotolo e la sua NOMEA Eventi (insieme al presidente del Palazzo Venezia, Gennaro Buccino) ha realizzato una nuova suggestiva serata fra musica, danza e storia. La serata – fra l’altro successiva al recentissimo e favorevole risultato di PizzArt (organizzato dalla stessa società NOMEA, per l’occasione in collaborazione con la Pizzeria Condurro, e accolto negli spazi del Palazzo Venezia) – si è rivelata anch’essa un’ottima scelta artistico-creativa. Candlelight Experience: espressioni coreutico-musicali a lume di candela Partecipare alla serata è stata sicuramente un’esperienza affascinante e molto suggestiva: le luci vibranti e delicatissime delle fiammelle di candela hanno accompagnato già dall’ingresso i partecipanti; dopo aver attraversato un percorso di piccole luci in salita (scalinate dai gradini illuminati), corridoi in penombra e lo spazio della Casina Pompeiana immersa nel buio della notte sorretto dalle timide ma vivissime fiammelle, lo sguardo si è aperto verso il giardino pensile illuminato da lucerne, candele e lumini che, nella penombra della notte, hanno “accompagnato” le esibizioni artistiche del sassofonista Gabriele Gargiulo e della danzatrice Monica Cristiano. Le serate a lume di candela  e il progetto artistico di NOMEA Eventi Candlelight Experience è una delle prime manifestazioni di NOMEA: la società, infatti, fondata quest’anno, ha inaugurato le sue attività a partire dallo scorso 9 giugno, con l’organizzazione della rassegna artistico-musicale Sinfonie sul mare (svoltasi nello spiazzo panoramico (sul golfo) del Museo Nazionale Ferroviario di Pietrarsa, a Portici) e dopo alcuni mesi ha già riscosso (e non solo con Candlelight Experience), un notevole successo; basti pensare che, nei mesi estivi fra luglio e agosto, molte sono state le iniziative curate e ogni volta diverse per contenuti, ambientazioni, scelte organizzative e prodotti completi. Lungi da stagnanti serialità, NOMEA propone ogni volta costrutti d’esperienze artistiche di vibrante intensità emotiva costantemente in fieri. Merito soprattutto delle idee degli organizzatori, che, esperti d’arte, musica e creatività, hanno lavorato (e lavorano costantemente) al progetto NOMEA con vivo entusiasmo. Merito di Luciano Ruotolo, maestro di pianoforte, amministratore delegato della società NOMEA e suo cofondatore, che, partendo dalla gestione artistica di iniziative precipuamente musicali, è arrivato a proporre progetti creativi che abbracciano in equa misura arte visiva, espressione artistica corporea (danza, teatro), musica (sonorità e canto) e tradizioni popolari; non solo Luciano Ruotolo attraverso NOMEA riunisce i partecipanti dei suoi eventi in atmosfere suggestive per ambientazioni scelte e per affascinanti fusioni artistiche commiste, ma, in più, permette l’immersione, la congiunzione dei partecipanti alle profondissime radici storico-culturali napoletane (si pensi, oltre alla serata Candlelight Experience svoltasi al Palazzo Venezia nella centralissima, antica e storica Spaccanapoli, agli eventi musicali organizzati al museo di Pietrarsa (a Portici), e al Camposanto delle Fontanelle). NOMEA è, si può dire consapevolmente, un progetto in costante evoluzione e sperimentazione continua; basti pensare proprio a Candlelight experience: un evento che, alla sua terza messa in opera, lungi dall’essere sempre lo stesso, […]

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Eventi/Mostre/Convegni

SMMAVE, conferenza stampa di Accogliere Ad Arte

Il giorno 29 ottobre si è tenuta presso il Centro per l’Arte Contemporanea SMMAVE, situato nel cuore del Borgo dei Vergini, la conferenza stampa di Accogliere Ad Arte, progetto di valorizzazione dei luoghi d’arte e delle risorse umane fondato nel 2016 che si occupa di accoglienza sul territorio di turisti e visitatori. Accogliere ad Arte può vantare una collaborazione con le più importanti realtà culturali partenopee: dal museo archeologico di Napoli al Teatro San Carlo, dalle gallerie di Palazzo Zevallos all’Orto Botanico, senza dimenticare il museo di Capodimonte e molto altro ancora. Accogliere Ad Arte, resoconto della conferenza stampa al SMMAVE Tra i vari interventi della conferenza stampa al SMMAVE va segnalato quello dell’Assessore alla Cultura e al Turismo di Napoli Nino Daniele il quale sottolinea l’importanza di questa iniziativa: «Il turismo», spiega, «ha riacceso un sentimento di fierezza per Napoli nei cittadini napoletani. Trasformare questo rinnovato orgoglio in opportunità di sviluppo e sentimento civico può mettere in campo energie preziose e inaspettate. È questa la grande intuizione che anima Accogliere Ad Arte e che ci pone all’avanguardia in quella vocazione all’ospitalità che ci viene universalmente riconosciuta». Francesca Amirante, Presidente di Progetto Museo e coordinatrice di Accogliere Ad Arte, ha sottolineato come questo progetto sia unico al mondo: «Accogliere Ad Arte arriva alla quarta edizione e sta diventando un modello di valorizzazione reciproca che mette in dialogo luoghi e umanità, città e cittadini. Quest’anno per trasmettere il senso del progetto abbiamo scelto la frase “Accogliere Ad Arte fa bene alla città e fa bene anche a te” che ben esprime l’idea di una crescita simultanea di città e cittadini e che non si sbilancia verso l’uno e l’altro soggetto». Gabriella Cetorelli, rappresentante della Direzione Generale Musei MIBACT, ha ribadito l’importanza del progetto Accogliere Ad Arte nel valorizzare il patrimonio culturale napoletano: «La conoscenza è alla base della nostra tutela e rientra nei precetti della Convenzione di Faro, firmata dall’Italia nel 2013, che rende i cittadini europei testimoni culturali. Più che la moneta l’elemento unificante è il patrimonio culturale, che deve essere fruito a partire dal basso». Importante è poi il contributo dell’Aeroporto Internazionale di Napoli per il progetto, di cui si è fatto portavoce l’Amministratore delegato Roberto Bariberi, da sempre sostenitore di iniziative di sviluppo territoriali: «L’aeroporto è un luogo di arrivi e partenze, un crocevia di razze e culture, ma è soprattutto la prima ed ultima impressione che i turisti hanno della nostra splendida città ed è nostro dovere accogliere i passeggeri al meglio, offrendo servizi ed infrastrutture all’altezza di una grande capitale europea, collegata con volo diretto ad oltre 100 destinazioni[…]. Ma la filiera si compone di tanti attori, tutti ugualmente importanti e strategici per la promozione, cura e valorizzazione del nostro eccezionale patrimonio artistico». A chiudere la conferenza è stato il presidente di SMMAVE, l’artista Christian Leperino. Egli ha ricordato come per sua iniziativa la chiesa della Misericordiella sia stata ripulita dal degrado in cui ha riversato per anni, tanto per lo scorrere del tempo quanto per […]

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Cucina e Salute

Ciro Savarese in «Anema, pizza…e fusion»

Lunedì 28 ottobre, il maestro pizzaiolo Ciro Savarese ha presentato, in anteprima, il nuovo menù invernale, in collaborazione col sushiman del Tabi Restaurant di Napoli, Ignacio Ito. È un lunedì sera di fine ottobre, in cui l’estate sembra non voler finire; sono le ore 20, ed entriamo in una pizzeria che sembra essere un po’ nascosta dietro la curva di una traversa di questo piccolo paesino della provincia di Napoli, Arzano: una volta entrati, la sorpresa è grande, perché ci ritroviamo immersi in una pizzeria molto spaziosa ed elegante, in cui tutti i dettagli sono curati, e veniamo accolti dal sorriso e dalla gentilezza del personale di sala e dei proprietari, Anita e Ciro Savarese, titolari della pizzeria “Anema e Pizza”. L’emozione del maestro pizzaiolo Ciro Savarese è evidente, poiché si appresta non solo a presentare il suo nuovo menù invernale, avvalendosi della collaborazione di un collega della ristorazione e amico, Ignacio Ito, ma anche a festeggiare una vittoria arrivata, recentemente, in maniera inaspettata e insperata: la pizzeria di Ciro ha fatto infatti il suo ingresso nella “Guida delle pizzerie d’Italia 2020” del Gambero Rosso con ben due spicchi. Tradizione e fusion declinati nella Pizza Ito di Ciro Savarese Forte dei suoi anni di studio e sul campo, e del riconoscimento recentemente acquisito, Ciro decide di lanciarsi in quella che è una nuova, orientaleggiante sfida, ovvero far sposare le tradizioni della pizza napoletana con quelle del fusion giapponese: nasce così la Pizza Ito, realizzata appunto in collaborazione col noto sushiman nippo-brasiliano Ignacio Ito, composta da una base di impasto realizzato con farine 0 e 1, la cui lunga lievitazione donerà al prodotto finale una leggerezza e digeribilità uniche, accompagnata da mozzarella di bufala affumicata, carne picanha scottata e aromatizzata al ginger, sakè e salsa di soia, il tutto completato dal pomodoro essiccato in polvere. Oltre a questo tuffo in Oriente, altre due saranno le nuove pizze inserite nel menù: la Ricordi d’infanzia, ispirata alla merenda che Savarese consumava da bambino, preparata con affetto dalla nonna, composta da pomodorino del piennolo del Vesuvio Dop, riduzione di pomodorino giallo, mozzarella di bufala, provolone del Monaco e una mousse al basilico, che renderà questa pizza soffice, quasi eterea, fresca, ed adatta al consumatore che vuole ritrovare sapori tradizionali e classici, riadattati in chiave moderna; e la Maialino CBT, composta da mozzarella di bufala affumicata, pancia di maiale cotta a bassa temperatura per 24 ore e crema di patate aromatizzata al rosmarino, una pizza dal gusto e dal sapore tipicamente invernali. Infine, il maestro pizzaiolo Saverese stuzzicherà ulteriormente il palato dei suoi clienti con un nuovo concept di arancino di riso, preparato con riso Barraggia DOP e soffritto napoletano, con tagli di maiale selezionati, piccante al punto giusto e pronto a raccogliere di nuovo la sfida del classico napoletano rivisitato. La birra San Biagio, dalle terre di San Francesco d’Assisi ad Arzano Ad accompagnare ed enfatizzare i sapori di pizze e arancini ci penseranno le birre del birrificio umbro “San Biagio” che, oltre ad […]

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Ilario Esposito, sarto napoletano: la sua capsule collection

Venerdì 18 ottobre, nell’elegante location del negozio di arredamento Roche Bobois a Napoli, siamo stati invitati ad assistere al trunk show del giovane sarto napoletano Ilario Esposito, in occasione del lancio della sua nuova capsule collection. Grazie all’organizzazione accorta dell’azienda di fashion consulting Vicoli FC, ci siamo ritrovati immersi in un mondo che sembrerebbe ormai quasi perduto, ma che invece rappresenta il cuore pulsante dell’economia e dell’identità italiana, ovvero quello dell’artigianato, rappresentato in questa serata dal giovane sarto Ilario Esposito. Oltre alla presentazione della nuova capsule collection, vari altri corner espositivi erano stati organizzati lungo il percorso attraverso il negozio d’arredamento, che erano lì a mostrare, ancora una volta, piccoli e grandi capolavori dell’artigianato, come guanti in pelle, bretelle da uomo, gioielli, etc. In un mondo in cui i valori cardine, soprattutto del fashion e della moda, sembrano essere l’omologazione e la produzione in serie, spunta come un’oasi nel deserto l’ambizioso progetto di Ilario Esposito, la cui missione è creare, in maniera completamente artigianale, abiti di alta sartoria su misura per i suoi clienti. Approfittando di un momento di calma, abbiamo “sequestrato” il protagonista della serata, per farci raccontare la sua storia, le sue idee, i suoi progetti: laureato all’accademia di moda IUAD di Napoli, si accaparra poi il secondo posto al concorso nazionale “Forbici d’oro”, e da lì cominceria tutto un percorso che lo porta a lavorare prima duramente, per poter poi acquisire tutte quelle competenze necessarie per rendersi un esperto del suo settore e per potersi affermare in quest’ultimo, fino a diventare indipendente e decidere di aprire la sua sartoria, nella quale potrà esprimere la sua idea di moda e costruire il suo percorso di sarto. La creazione di abiti sartoriali come vero e proprio percorso sensoriale: l’esperienza di Ilario Esposito Gli abbiamo chiesto: «Perché una persona dovrebbe scegliere una sua creazione?» Ci risponde che chi si affida a lui sceglie prima di tutto di fidarsi di lui: non è una semplice compravendita tra acquirente e venditore quella che sta per avvenire, ma è l’inizio di un vero e proprio percorso sensoriale, come lo definisce lui stesso, che vedrà protagonista il cliente, guidato in questo cammino di scelta dei tessuti, dei bottoni e del taglio dal sarto. Il giovane Ilario sottolinea come il suo lavoro possa rivolgersi a qualsiasi persona, e di qualsiasi età: l’elemento necessario per l’inaugurazione e l’inizio di questa avventura è la voglia di mettersi in gioco, sia da parte del cliente che da parte dell’artigiano, e di scoprire nuovi abbinamenti, nuovi dettagli ai quali non si potrà più rinunciare per poter far brillare più forte ancora la propria personalità, anche e soprattutto attraverso l’abbigliamento. Dopo averci dedicato, dunque, una parte del suo tempo a rispondere alle nostre domande, Ilario sarà richiamato al vero obiettivo della serata, ovvero dare ai presenti una dimostrazione pratica di quella che rappresenta una parte del suo lavoro: dopo aver presentato la sua capsule collection, mostra ai curiosi ospiti una parte dei cosiddetti ferri del mestiere, attraverso i quali sarà […]

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Contaminazioni: Mostra d’arte di Antonio Corbo

Contaminazioni: mostra d’arte di Antonio Corbo – Introduzione La mostra d’arte Contaminazioni di Antonio Corbo conduce i suoi visitatori in un’esperienza sensoriale, forte ed originale, che mira a suscitare diverse emozioni ed evocare diverse idee. Questa mostra permette al pubblico di ammirare le opere dell’arte matura di Antonio Corbo, che si dimostrano una sapiente sinergia tra l’arte pittorica e l’arte poetica. Le suggestive opere del percorso espositivo sono arricchite dagli affascinanti versi di diverse poesie. La Mostra d’arte Contaminazioni di Antonio Corbo, organizzata dall’associazione culturale Nartwork, ha ricevuto il patrocinio del Comune di Napoli, dell’Università Suor Orsola Benincasa, della Fondazione Valenzi ed il matronato del Museo Madre. Precedentemente a Contaminazioni, l’artista Antonio Corbo ha esposto le sue opere d’arte, allestendo mostre personali e collettive in città di alto prestigio come New York, Washington, Shanghai ed Instanbul, riscuotendo un successo internazionale. Mostra d’arte Contaminazioni di Antonio Corbo – L’ intervista Con grande orgoglio abbiamo deciso di intervistare l’artista Antonio Corbo, che ci ha svelato alcuni dettagli che hanno reso la sua mostra d’arte un percorso espositivo davvero apprezzato. Perché ha deciso di intitolare Contaminazioni la sua mostra d’arte? Penso che nell’arte mai nulla sia stato inventato definitivamente senza che vi sia stata una rivisitazione da parte di altri interpreti che si sono succeduti nel tempo. Il titolo “Contaminazioni” vuole proprio sottolineare come vi sia una linea comune di intreccio e confronto negli stili, nella tecnica, nel linguaggio pittorico. Nel mio caso, poiché utilizzo frequentemente gli smalti, sono gli stessi colori che prendono forma definitiva da una loro lenta contaminazione. Questa potrebbe essere una delle ragioni per cui ho dato questo titolo alla mia mostra. È vero che molti dipinti della sua mostra possiedono la tecnica impulsiva di vernice riversata direttamente sulla superficie del quadro? Cosa vuole esprimere tramite questa tecnica pittorica? Se la domanda si riferisce all’ “Action painting” di Pollock non è il mio caso, ma che nella mia pittura vi sia anche una fase molto istintiva e gestuale questo è sicuramente vero. Quando ciò accade, lungo un processo di ideazione e definizione dell’opera, è il tuo impulso interiore che detta le linee e muove i fili fino alla scoperta finale che fai tua. I suoi dipinti sono caratterizzati dalla fusione di luci, colori vividi e forme: con questa strategia pittorica lei ha l’obiettivo di comunicarci il fascino dei misteri dell’ Universo? È da molti anni ormai che la mia pittura si confronta con le prime forme di vita e con la stessa nascita dell’Universo. Attraverso il tratto, la forma, i colori, mi immergo in un mondo immaginifico che è reale e irreale insieme. Le mie poesie, che accompagnano ogni mia mostra, spesso prendono spunto proprio dai misteri dell’Universo, dalla sua grandezza e dalla sua infinita bellezza. In una delle poesie che accompagna questa mostra pongo proprio un interrogativo che è dirompente ed esiziale insieme, che vale per ciascuno di noi: se cioè siamo parte dei palpiti di una galassia o se siamo piccole scintille di una cometa. Che cosa simboleggiano i dipinti […]

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World Press Photo 2019, il fotogiornalismo giunge a Napoli

World Press Photo 2019, la mostra di fotogiornalismo più importante al mondo, torna a Napoli all’interno della cornice del Museo Archeologico Nazionale di Napoli. World Press Photo, conferenza stampa Dal 14 ottobre all’11 novembre il MANN (Museo Archeologico Nazionale di Napoli) sarà la tappa napoletana del World Press Photo 2019, la più importante mostra di fotogiornalismo che è stata già ospitata in altre città del mondo tra cui Washington, Vienna, Budapest e Toronto La conferenza stampa, tenutasi proprio il 14 ottobre, ha visto protagonisti la curatrice della mostra Babette Warendrof e il presidente dell’associazione CIME Vito Cramarossa. È stato letto anche un intervento di Paolo Giulierini, presidente del museo archeologico assente per un impegno improvviso, nel quale è stata rimarcata l’importanza del legame tra il World Press Photo e il MANN. «Il grande fotogiornalismo mondiale, testimone coraggioso della libertà d’espressione anche nei contesti più difficili, si confronta con i capolavori dell’arte classica custoditi al MANN. Guerre, violenza, migrazioni ma anche bellezza e solidarietà, sfide con la natura, popoli in cammino dimostrano come la storia umana si ripeta, letta oggi attraverso la potente fotografia di cronaca così come ieri raffigurata in dipinti, mosaici, affreschi». A rimarcare questo punto è Vito Cramarossa, che tramite il progetto di promozione culturale portato avanti dall’associazione CIME ha portato la mostra a Napoli dopo le tappe di Bari, Palermo e Torino. «La storia del museo racconta la storia dell’umanità, dagli affreschi fino al linguaggio della fotografia che è un nuovo codice di espressione». Non ha mancato poi di esprimere la propria felicità nell’ospitare l’edizione 2019 del World Press Photo «nelle sale di uno dei musei più importanti d’Italia dove i napoletani e i tanti turisti potranno ammirare immagini che raccontano uno spaccato della nostra storia contemporanea». World Press Photo 2019, esposizione della mostra La mostra vera e propria è stata illustrata in conferenza dalla giovane curatrice Babette Warendrof, la quale ha anche spiegato i criteri con cui le foto possono partecipare al World Press Photo. Le 144 foto esposte nell’Atrio sono gli scatti finalisti scelti tra ben 78.001 da una giuria presieduta da Withney C. Johnson, presidente di National Geographic, il fotografo Niel Aldridge, la curatrice Yumi Goto, il fotografo di Getty Images Nana Kofi Acquah, il responsabile di progetti speciali di TIME Paul Moakley e le fotogiornaliste Alice Martins e Maye-e-Wong. Le foto premiate sono suddivise in otto categorie: Contemporary Issues, Environment, General News, Long-Term Project, Nature, Portraits, Sports e Spot News. A queste categorie va ad aggiungersi il World Press Photo Story of the Year, premio assegnato al fotografo “la cui creatività visiva e abilità hanno prodotto storie fotografiche con eccellenti editing, riguardanti un grande evento o una questione di rilevanza giornalistica del 2018”. Quest’anno è andato all’olandese Pieter Ten Hoopen con il progetto The Migrant Caravan, un foto-racconto realizzato tra ottobre e novembre 2018 dedicato alla più grande carovana di migranti partita dall’Honduras e diretta negli Stati Uniti. Ad aprire invece la mostra, appena si entra nell’Atrio popolato di statue greco-romane e con […]

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PizzArt di Nomea Eventi, gastronomia e arte a Palazzo Venezia

Pizza fritta, arte e napoletanità. Questo è il trittico perfetto scelto da Condurro pizzerie e Nomea Eventi per la prima edizione di PizzArt. Nell’affascinante cornice di Palazzo Venezia ha fatto il suo debutto sabato 12 ottobre il nuovo format di Nomea Eventi che mira ad intrattenere il pubblico con serate per gli amanti del food e non solo. L’idea, che è stata accolta subito con un sold-out, è infatti quella di creare eventi caleidoscopici in cui il buon cibo si accompagni non solo al beverage, come accade fin troppo spesso, ma alla musica, alla danza e al teatro. La scelta della location, che dovrebbe cambiare ogni volta, sarà egualmente importante. Per creare bellezza, servono infatti luoghi, location non convenzionali, che già di per sé ne siano portatrici e che possano essere motivo di gioia per gli occhi e per l’anima. E da questo punto di vista Palazzo Venezia, uno dei più bei gioielli architettonici di Napoli, è perfetto anche perché è l’emblema del riscatto di una città intera. Da fabbrica di occhiali a polo culturale. Non più lenti, asticelle e naselli ma esposizioni, concerti e performance teatrali. Le vicende di questo complesso raccontano di un tesoro nascosto troppo a lungo, inutilizzato per l’inefficienza delle amministrazioni comunali, che sta gradualmente riprendendo l’antico splendore grazie al giovane imprenditore Gennaro Buccino. PizzArt, buona la prima! Acquolina in bocca. Questa è stata la reazione che ha accompagnato i nostri passi all’interno dell’atrio del palazzo. Il profumo delle splendide pizze fritte made in Condurro si sentiva fin dalle scale. Entrati il sentimento di surrealtà ha preso il sopravvento. Pochi luoghi riescono come Palazzo Venezia a creare una sensazione di sospensione temporale. E in questo spazio- tempo inesistente, tra luci soffuse e il live painting di Valentina Todaro, si è svolta con successo la serata che ha visto nei capolavori della famiglia caposaldo della dell’arte bianca in Campania solo un gradito incipit. Ci sono state infatti diverse performance musicali che si sono snodate tra il giardino pensile e la suggestiva Casina Pompeiana. I pezzi di sax di Pasquale Marmo, la chitarra di Ivano Pagliuso e gli angelici passi di Imma Noemi Sacco si sono alternati agli ad excursus su curiosità, aneddoti e strane etimologie della  lingua napoletana e sui suoi piatti più celebri dell’associazione “I Lazzari“. Nomea Eventi con PizzArt si è dimostrata ancora una volta in grado di happening esperienziali di altissimo livello e non aspettiamo altro che potervi raccontare il prossimo evento, la prossima emozione.

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Cafè Experience, il 13 ottobre al Riff Lounge Bar

Cafè Experience, il 13 ottobre la premiazione al Riff Raccontare il caffè, dove lo si vive ogni giorno. Questa è l’idea dietro Cafè Experience, contest fotografico in cui centrale sarà, appunto, la bevanda più amata al mondo. Ad ospitarlo sarà il Riff LoungebarVincenzo Lamagna sul contest Cafè Experience Perché come slogan del contest Cafè Experience è stato scelto “Mostraci il tuo caffè?” Lo slogan del contest sintetizza perfettamente la sua anima: l’idea è quella di mettere in mostra il talento, facendolo emergere da un elemento quotidiano, quasi mainstream, ma di sicuro iper personalizzabile. Da qui, appunto, “Mostrarci il tuo caffè”. È vero che immortalare in un unico scatto fotografico un caffè fumante non é impresa facile? Proprio perché di foto di caffè ne vediamo a bizzeffe ogni giorno – dalla fugace storia su Instagram per immortalare un pomeriggio al bar al post dello studente in crisi – essere originali e trasmettere se stessi attraverso un singolo scatto non sarà per niente semplice! Ma è proprio questa la sfida. Secondo gli organizzatori del contest quale elemento del caffè emergerà maggiormente dalle numerose fotografie di questa strong dark drink? Il trait d’union che vedremo per la maggiore sarà sicuramente il concept del caffè visto come pausa dalla realtà e dalle varie problematiche che ci affliggono ogni giorno. Secondo gli organizzatori del contest ci saranno giovani talenti che penseranno di immortalare il caffè non come bevanda ma come momento di convivialità? Dato che la creatività è l’unica vera richiesta che abbiamo fatto ai partecipanti del contest, ci aspettiamo davvero qualsiasi cosa. Il caffè è “solo” un input, speriamo di vedere davvero cose diverse e sorprendenti. Dai diversi scatti fotografici della tazzina di caffè può emergere una particolare impronta del carattere del fotografo? Analizzeremo con attenzione ogni scatto perché, ovviamente, anche dietro una “semplice” foto si cela sicuramente l’anima di chi l’ha realizzata o, quantomeno, ci si può leggere un messaggio. Cercheremo innanzitutto i messaggi più “forti” e d’impatto, poi ci focalizzeremo sulla realizzazione prettamente tecnico-artistica del lavoro. Significato e significante dovranno camminare di pari passo, per lasciare un segno marcato. Quale è il messaggio fondamentale che il contest Cafè Experience si prefigge di dare al pubblico? Il contest spera di trasmettere in prima istanza ciò che il documentario farà poi: l’importanza della tradizione e della condivisione, elementi che il caffè racchiude in maniera perfetta. Café Experience – il termine per l’invito foto chiude il… Al contest fotografico si può partecipare entro l’11/10/2019 e contribuire nel dare impulso alle diverse emozioni e sensazioni che l’aroma, il colore intenso ed il sapore del caffé possono suscitare. Che sia espresso, macchiato o americano non importa. Coffee is coffee everywhere! Fonte immagine : https://www.facebook.com/events/903020346745333/  

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Trenta fuochi, Diana Toucedo al Napoli Film Festival

La ventunesima edizione del Napoli Film Festival si chiude con la proiezione di Trenta fuochi, lungometraggio d’esordio della regista Diana Toucedo. L’Istituto Cervantes di Napoli ha ospitato l’ultimo film in programma per l’edizione 2019 del Napoli Film Festival: Trenta Fuochi (Trinta Lumes), opera prima della giovane regista Diana Toucedo che ha vinto il D’A Film Festival di Barcellona e il premio per gli effetti visivi al Toulouse Cinespaña. Inoltre il film è stato già accolto con successo al Pesaro Film Festival, rendendo Napoli la seconda città italiana in cui è stato proiettato. Trenta Fuochi, trama del film di Diana Toucedo Ambientato a O Courel, un paesino sulle montagne della Galizia, il film ha come protagonista Alba, una ragazzina di 12 anni che vive a contatto con la natura e gli antichi riti magici che caratterizzano quel luogo. La particolarità consiste nel fatto che la famiglia di Alba e altre poche sono le uniche rimaste a vivere in quel luogo, da diversi anni spopolato e su cui vige una leggenda per cui le persone che sono andate via sembrano tornare, ma non fisicamente. Trenta Fuochi, un film tra religione, mistero e documentario Nel dibattito che si è tenuto dopo la proiezione del film, coordinato dal direttore del NFF Mario Violini, la Toucedo ha descritto ampiamente la lavorazione che c’è stata dietro Trenta Fuochi. Cinque sono stati gli anni dedicati a questo progetto, di cui i primi due sono stati dedicati all’immedesimazione e al contatto diretto con le terre della Galizia, nonché all’interazione con il popolo gallego. Un popolo di uomini e donne, afferma la regista, «a prima vista riservato, ma se entri in sintonia con loro ti aprono anche la porta di casa». Sui racconti orali usciti dalle bocche di donne e uomini del luogo Diana Toucedo ha ricavato parte della sceneggiatura di Trenta Fuochi, un film complesso a metà strada tra il documentario e la fiction. I lunghi campi di paesaggi, costituiti da montagne, prati, case diroccate e colpite ripetutamente dalla pioggia (anche questi frutto del quinquennale lavoro di riprese e montaggio), fanno sì che a essere la vera protagonista dell’opera sia proprio la natura con tutto il suo fascino e il suo alone di mistero. Non è un caso se l’ambientazione di Trenta Fuochi sia proprio la Galizia, una terra che oltre ad aver dato i natali alla regista è anche una comunità con alle spalle una lingua, il gallego, e una cultura che risulta essere un retaggio delle popolazioni celtiche che in passato abitavano quelle terre. Ancora oggi gli abitanti portano avanti la sacralità di quei riti, che sembrano andare via via scemando a causa dell’industrializzazione massiccia che sta amputando parti di quel patrimonio naturale. Uno degli obiettivi che si prefigge Diana Toucedo è di preservare nel tempo quel piccolo mondo antico e pagano che vive accanto ai riti della religione cristiana. Storia di un (eterno) ritorno Ma forse uno dei punti di interesse di Trenta Fuochi è la sua struttura circolare legata in stretto modo all’emigrazione, l’altro […]

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Comunicati stampa

Vanilla Wine e Restaurant: laboratorio sensoriale di approccio al vino

Iniziano gli appuntamenti di approccio al vino al Vanilla Wine&Restaurant lungo la suggestiva costiera di Castellammare di Stabia. Dal prossimo 2 ottobre alle ore 20.00 avrà inizio il ciclo di appuntamenti dedicati all’approccio al vino. Il primo incontro sarà rivolto all’analisi sensoriale. Un viaggio esplorativo nell’affascinante mondo dei profumi, dei sapori e dei colori del vino. Si scoprirà in che forma i cinque sensi lavorano per raccontarci il vino, come interpretare i segnali che ci sono inviati dai sensi per poi tradurli e raccontare agli altri le nostre sensazioni. In questo primo corso introduttivo, saranno misurate le capacità sensoriali degli ospiti e saranno degustati i vini dalle diverse caratteristiche aromatiche. A seguire cena – degustazione a cura di con il seguente menu: Antipasto di benvenuto, Polpettina su crema di zucchine, Fagottino ripieno di ricotta e funghi, Maialino al forno bagnato al vino bianco con patate e piselli e dolce della casa. Per info e prenotazioni_E-mail [email protected]; Tel. 3518806095; Fb: Vanilla_Wine&Restaurant

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