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Eroica Fenice

La categoria Eventi/Mostre/Convegni contiene 26 articoli

Eventi/Mostre/Convegni

Divagazioni, la rassegna presentata al Mc Donald’s da Salerno Vittoria Spazio Cultura

Vi aspetta anche quest’anno Divagazioni, la rassegna promossa da “Salerno Vittoria Spazio Cultura”, che torna allo storico Palazzo Natella, attuale sede del ristorante Mc Donald’s di Salerno “Contemporaneità”, nei diversi linguaggi artistici e culturali, in un’ottica di impegno sociale e territoriale, è la parola chiave di questo nuovo ciclo di incontri: “Ospiteremo scrittori e intellettuali di caratura nazionale, con aperture a tutta la Campania. Forse parlare di cultura è eccessivo, non abbiamo questa pretesa, il nostro desiderio è fare divulgazione. Anzi, questo nuovo ciclo si contraddistingue per l’approccio sociale e per l’impegno territoriale, che caratterizza ogni nostra attività – sottolinea il dottor Luigi Snichelotto, partner McDonald’s per le province di Salerno e Potenza – Una sfida che abbiamo accolto dopo gli stimoli che ci sono arrivati dal mondo della stampa e delle istituzioni, un’iniziativa che ci sta arricchendo molto. Il tentativo è lanciare un segnale, è tendere ad un pensiero critico e, se necessario, divergente, incentivando nuovi luoghi di aggregazione”. Come in moderno “cafè chantant”, come a rievocare l’impronta originaria di Palazzo Natella, tra le affascinanti architetture che fanno da sfondo si alterneranno ospiti la cui fama oltrepassa i confini regionali: scrittori, musicisti, intellettuali riuniti con l’intento di favorire lo sviluppo di un pensiero critico tramite l’aggregazione. Tutto ciò reso possibile anche grazie al contributo volontario del Comitato SVSC e delle maestranze che dietro le quinte svolgono un lavoro prezioso. Membri del comitato organizzatore un gruppo di intellettuali, giornalisti ed esperti del mondo dell’impresa: Gabriele Bojano, Laura Patrizia Cagnazzo, Francesco Saverio Coppola, Fiorentino De Luca, Stefano Giuliano, Agostino Ingenito, Barbara Landi, Maria Rosaria Zinno. Il calendario degli appuntamenti di Divagazioni 2020 Come annunciato in conferenza stampa, il programma del ciclo “Divagazioni” 2020 prevede 10 appuntamenti scanditi durante tutto l’anno: fino a maggio avranno luogo i primi 6 e poi si riprenderà in autunno dopo l’intervallo estivo. Il comune denominatore della prima tranche di eventi saranno l’arte, la poesia, la musica, il giornalismo, la comunicazione, il sud. Dopo il primo evento di giovedì 23 gennaio, costituito da un convegno sul “tempo nella scienza e nella vita dell’umanità” del professore Massimo Squillante, già prorettore dell’Università del Sannio, attualmente direttore del Dipartimento di Diritto, Economia, Management e Metodi Quantitativi DEEM, il 13 febbraio sarà la volta dell’incontro con la professoressa Anna Bisogno, docente, giornalista e saggista di origini salernitane. Argomenti centrali saranno la storia e i linguaggi della radio e della televisione, con un focus sul Carosello. “Sud che vogliamo” sarà il dibattito con il giornalista e scrittore Marco Esposito previsto il 5 marzo. Presentato in moltissime comunità meridionali ma anche nel Nord Italia, il suo ultimo libro “Zero al Sud” del 2018, edizioni Rubettino, ha portato alla luce sperequazioni nella distribuzione dei fondi per le politiche sociali a danno di molte comunità del Mezzogiorno. Protagonista dell’incontro del 26 marzo Donatella Schisa, scrittrice meridionale emergente, autrice de “Il posto giusto”, uscito per L’ Erudita di Giulio Perrone nel 2017, che ha ricevuto una Menzione d’onore al Premio Quasimodo 2017, una Menzione di Merito […]

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Gutenberg Edizioni: presentazione del Calendario 2020

È stata una mostra breve ma pregna di sostanza quella con cui Gutenberg Edizioni ha presentato il suo Calendario 2020 presso lo storico Palazzo Venezia di Napoli. L’esposizione, durata dal 19 al 22 gennaio, è stata il momento culminante della III edizione del Concorso nazionale bandito dalla casa editrice, già da tempo attiva anche nel settore dell’arte contemporanea, tramite cui è stato possibile selezionare opere di artisti provenienti da tutta Italia. Fra gli oltre settecento interpreti, stimolati dal tema guida “Natura e Territorio”, dodici di essi hanno visto le loro opere pubblicate fra le pagine del calendario del nuovo anno. Inoltre, la commissione (composta da personalità attive sul territorio, come Franco Baccaro della Baccaro Art Gallery, l’artista Giuseppe Rescigno, Davide Caramagna della MM18, il disegnatore luci Ciro Ruggiero, Ciro Pirone dell’Associazione Arte MADI e il consulente artistico Luigi Caiffa) ha dedicato un ulteriore Catalogo d’Arte comprendente ben sessanta opere, tra quelle partecipanti al concorso, curato dalla storica dell’arte Cinzia Tesio. Il Calendario Gutenberg Edizioni 2020: le opere e gli artisti L’operazione di Gutenberg Edizioni ha due obbiettivi: offrire spunti per lo sviluppo di filoni artistici e canalizzarli entro idee che possano ampiamente avvicinarsi alla sensibilità degli artisti, non legati a un territorio specifico. Gli artisti selezionati (Barbara Bonfilio, Roberta Ceudek, Sebastian De Gobbis, Simona Gloriani, Monica Gorini, Giuseppe Greca, Maurizio Mafucci, Cesare Pinotti, Giuseppe Sticchi, Serena Tani, Cesare Vignato, Alberto Volpin, oltre alla menzione speciale della Casa Editrice per il giovane artista Angelo Franco) rientrano pienamente nei canoni artistici contemporanei, attraverso personali interpretazioni e rielaborazioni del tema indicato dalla Gutenberg.  Ogni artista ha declinato in maniera diversa il proprio senso di appartenenza al territorio e alla natura.  Cesare Pinotti nella sua Canestra di frutta  ha avuto un approccio contemplativo,  Giuseppe Sticchi e Cesare Vignato, rispettivamente con L’isola e Obbiettivo, partendo da elementi realistici, hanno creato spazi immaginari. Nell’opera Cattedrali nel deserto, Bonfilio raffigura una donna nel cui corpo si delinea un cantiere, in un’ottica, sembrerebbe, pessimistica del progresso  tendente alla disumanizzazione e a cui si contrappone la figura del lupo, simbolo dell’istinto naturale e animale. Questi sono solo alcuni esempi delle eterogenee declinazioni artistiche delle opere in mostra, così diverse tra loro, uniche e personali, ma che esprimono un senso comune e attivo dell’arte. A proposito del senso intimo dell’arte contemporanea, doveroso menzionare le parole di Cinzia Tesio che esprimono a pieno un concetto di arte che si modifica e si rinnova: «È arte con una forma ben precisa, non più legata a valori assoluti e universali, ma misurata e stabilita ogni volta dall’artista che la rapporta alla sua taglia: una taglia impeccabile per un abito che non faccia una grinza». Si tratta dunque di un’idea di arte “mobile”, che non si fossilizza sul voler ritrovare a tutti i costi un canone entro cui categorizzare le opere; un’idea di arte che, se pure attua un ritorno ai canoni cosiddetti “classici”, va sempre intesa attraverso una prospettiva coeva al nostro tempo. In tal senso l’incontro artistico avutosi in seno alla Gutenberg […]

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Layla di Massimo Piccolo apre la terza edizione di Marigliano Letteart

Layla di Massimo Piccolo | Recensione | A 14 giorni dall’inizio del nuovo anno a Marigliano, comune della provincia napoletana, si inaugura la terza edizione di “Marigliano Letterart“, la rassegna culturale che propone interessanti e stimolanti incontri letterari, ideata e organizzata da Deborah Daniele, con il sostegno di associazioni come il Circolo letterario anastasiano di Giuseppe Vetromile, Clarae musae di Vittoria Caso e I colori della poesia di Annamaria Pianese, oltre al patrocinio del Comune di Marigliano. Il primo incontro si è svolto nella sala del Pato’ Lounge Bar di Marigliano, luogo scelto appositamente per avvicinare un pubblico variegato di lettori, al fine di promuovere in maniera ampia questa iniziativa culturale. Ad inaugurare il ciclo di incontri è Massimo Piccolo, autore dalla personalità poliedrica essendo non solo scrittore, bensì anche regista, giornalista e fotografo. Per la casa editrice  napoletana Cuzzolin, l’autore aveva già pubblicato la favola moderna “Estelle“. L’incontro si apre con la presentazione del suo romanzo “Layla” ambientato, come ci spiega l’autore, in una Napoli diversa da quella che siamo abituati a conoscere attraverso gli autori contemporanei; non è la Napoli dei commissari, né quella di un tempo lontano o dei quartieri difficili e malfamati. L’autore ha voluto scavare più a fondo, arrivando a sviscerare tradizioni plurisecolari, per toccare temi nascosti e mistici; uno degli aspetti che caratterizza la città è quello dell’esoterismo, dei culti nascosti che si stratificano col tempo nelle mille sfaccettature che essa assume in base a come ognuno sceglie di guardarla; nessuna città più di Napoli, centro nevralgico di tradizioni e culti plurimillenari, avrebbe potuto fungere da palcoscenico letterario per il romanzo di Massimo Piccolo. La volontà dell’autore è quella di portare alla luce la bellezza del patrimonio napoletano, non solo in ciò che è evidente e sotto gli occhi di tutti, bensì in ciò che i simboli, le strade e le numerose chiese e cappelle della città nascondono. Questi solo alcuni dei temi sviscerati durante la presentazione di un libro che arriva a toccare numerose sfaccettature dell’animo umano e non solo. La presentazione di Deborah Daniele fa emergere la perplessità del lettore una volta arrivato all’ultima pagina del libro, in un finale forse volutamente aperto alle più svariate interpretazioni. Un romanzo che lascia dubbi e nessuna certezza, solo come i grandi libri sanno fare, secondo Deborah Daniele. I protagonisti I protagonisti del romanzo sono ragazzi che si accingono a varcare il limite tra l’adolescenza e l’età adulta, con tutte le crisi del caso e i problemi legati ad un mondo che inizia a svelarsi e a far cadere il velo che lo ha fino a quel momento ricoperto, mostrandone i fantasmi reali e irreali. Layla, una giovane e timida studentessa al penultimo anno di liceo, nel romanzo si spoglia delle sue incertezze e delle sue fragilità, facendo emergere anche la sua forza. Nella copertina del romanzo in primo piano il volto di una ragazza, fotografata dall’autore stesso, richiama l’attenzione col suo sguardo volutamente enigmatico, che cattura e inquieta, prefigurazione del mistero che avvolge il […]

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Beerfest 2019 – le eccellenze della birra artigianale italiana

Sabato 21 e domenica 22 dicembre, nella splendida cornice di Castel dell’Ovo, si è tenuto l’evento che sta attirando l’attenzione in tutto il mondo della birra artigianale italiana, patrocinato dal Comune di Napoli, Unionbirrai, l’associazione di categoria dei piccoli birrifici indipendenti, e Confesercenti. Il Beerfest racchiude in sé una selezione di ben diciassette tra i migliori birrifici artigianali, campani e italiani: hanno aperto i propri impianti di spillatura sulla birra artigianale tra le più suggestive realizzate in Italia. Le birre non sono state le uniche protagoniste di questo evento, grazie alla presenza di volti noti dell’enogastronomia partenopea come Ciro Salvo (50 Panino), Leopoldo Infante (Taralleria Napoletana), Ciro Scognamiglio (Poppella), Giovanni Gentile (Wapo Natural Food), Antonio Aliberti (Casa KBirr) e Pasquale Rinaldo (Cipajo e Ristorante D’Amore a Capri) che hanno proposto le specialità gastronomiche che rendono Napoli e la Campania protagoniste nel mondo. Tra i birrifici presenti troviamo: Birrificio Sorrento, Birrificio dell’Aspide, Birrificio Bella ‘Mbriana, Birrificio Bonavena, Maestri del Sannio, Eastside brewing, Ca’ del Brado, Croce di Malto, Okorei, Cauldron, Menaresta, Manerba, KBirr, Extraomnes e Birrificio Karma; quest’ultimo nasce dalla passione di Mario Cipriano, grande conoscitore dell’Homebrewing (l’arte di produrre la birra in casa). Un imprenditore che non si accontenta del semplice ingresso nel mercato della birra artigianale, bensì intende lasciare un segno attraverso la ricerca costante, per rendere riconoscibile e originale il suo prodotto. Riscopre ingredienti poveri come il mosto di vino, le bucce d’arancia, il limone, la mela annurca che danno un sapore diverso e una buona dose di tipicità alla birra. Karma, la birra artigianale, è rifermentata in bottiglia per mantenere inalterate tutte le qualità nutrizionali e organolettiche, non c’è pastorizzazione né filtraggio, né conservanti. Programma culturale  Le degustazioni sono state accompagnate da un ricco programma culturale: alla presentazione della birra artigianale e la tavola rotonda sull’indipendenza dei pub, che ha aperto il programma con la presenza di personaggi di rilievo del movimento brassicolo nazionale come Manuele Colonna, Schigi e Andrea Turco. Di seguito la conferenza sulla storia di Xyauyù, una della birre italiane più conosciute al mondo,  eccellenza del Birrificio Baladin, tenuta dal suo ideatore Teo Musso. Si tratta di una birra piatta, limpida e senza schiuma; tecnicamente un Barley Wine, color rubino intenso. Al naso, splendide note olfattive di torrone, caramello, datteri e prugne secche. In bocca si moltiplicano le sensazioni calde e corpose di caramello accompagnate da sentori di torrone e datteri e un finale che ricorda lo zucchero filato o, se preferite, la caramella mou. ln rilievo il laboratorio battezzato “Il panino e la birra” nel quale si è fatto luce sui possibili abbinamenti cibo-birra. Un filo conduttore dell’area culturale che ha visto protagonisti gli interpreti dell’area Food sopra citata. Grande risalto, nell’ambito della manifestazione, è stato conferito al progetto “Scegli Napoli”, nato con l’obiettivo preciso di promuovere l’acquisto di tutti i prodotti realizzati dalle aziende con sede legale nella città di Napoli e del suo territorio metropolitano.

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Gruppo Laringe: Christmas party e solidarietà

Mercoledì 18 dicembre, nella suggestiva cornice del ristorante “Il gabbiano”, a Bacoli, abbiamo partecipato al “Christmas party for Africa”, organizzato dal gruppo Laringe: i fratelli Roberto, Gianni, Ciro, Alessandro e Alfredo Gisonno hanno colto l’occasione non solo per festeggiare ed augurare un buon Natale a parenti e amici, ma anche per parlare e promuovere progetti di cui sono fautori, ovvero “Campi Flegrei in progress” e l’impegno per la costruzione di una scuola in Africa Natale è tempo di tradizioni, è tempo di allegre compagnie, è tempo di festeggiamenti: ed è proprio attenendosi a questi principi che i membri del gruppo Laringe hanno deciso, anche quest’anno, di organizzare una festa che riunisse amici, familiari e ospiti importanti come il sindaco di Bacoli, Josi Gerardo Della Ragione, in una serata all’insegna del divertimento, del buon cibo e, soprattutto, della solidarietà e dell’impegno sociale. Il fulcro di questo annuale appuntamento è stato la presentazione di due progetti che stanno particolarmente a cuore ai membri del gruppo: il primo, oltreoceano, consiste nella costruzione di una scuola nella Repubblica del Bènin, in Africa, intitolata ad Antonio Laringe, per dimostrare, scendendo in campo in prima persona, che nessun cambiamento e nessun miglioramento del mondo e della società in cui viviamo possono avvenire, se non si parte dal basso, e per basso bisogna intendere l’istruzione e l’educazione di tutti, a partire dall’infanzia e, soprattutto, coinvolgendo quelle fasce di mondo e società, alle quali sembrano essere negati anche i diritti più basilari, come quello all’istruzione. “Campi Flegrei in progress”: valorizzare il proprio territorio attraverso enogastronomia e incentivi al turismo Il secondo, invece, è giocato “in casa” potremmo dire, per utilizzare un gergo più calcistico: dalla voglia di fare bene anche in terra propria, nasce infatti “Campi Flegrei in progress”, iniziativa volta alla valorizzazione e alla crescita del territorio dei Campi Flegrei, attraverso il coinvolgimento di tutti i tessuti (sociale, economico, gastronomico, turistico, ambientale ed impresario) che possono e devono cooperare, per la prosperità di un territorio che dona lavoro, bellezza, patrimonio artistico, culturale ed enogastronomico non solo ai campani, o agli abitanti di Bacoli, ma al mondo tutto. A stuzzicare il palato degli invitati, per l’occasione, sono scesi in campo gli chef dei ristoranti appartenenti al gruppo, che hanno preparato e presentato una lunga sfilata di ricercati finger food: montanarine ai friarielli con pomodorino secco e salsa di alici, insalatina di calamari e cereali al limone, tartare di tonno al tartufo, cappuccino di baccalà, baccalà alla napoletana con polvere di alghe, e avanti così fino a soddisfare i gusti di tutti i presenti, il tutto accompagnato con vini bianchi e rossi del territorio e una birra aromatizzata con mandarini dei Campi Flegrei. – Foto: Ufficio stampa Gruppo Laringe.

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A Figlia d”o Marinaro: pulizia, qualità, amore e beneficenza

La vita de ‘A Figlia d’’o Marinaro è stata raccontata in un fumetto intitolato “Assuntì: scetatè, scè!” realizzato dalla Scuola salernitana del Fumetto Comix Ars, il cui ricavato andrà in beneficenza all’Ospedale Pausillipon. Assunta Pacifico è una vera matrona napoletana. Frutto di una vita difficile, è riuscita a trasformare sacrifici e dolori in carattere, grinta e voglia di fare. Proprio per questo, ogni volta che può, chiede a chi parla male di lei di “ESAG(G)ERARE!”. A sette anni sognava la normalità, andare a scuola e giocare con le bambole. Invece, puliva le cozze e serviva “O bror e purpo” nel ristorante del papà, soprannominato “Papucc ‘o Marenaro”. Imparava, così, “la fatica di fare il mestiere”, le nozioni e i gesti per accertarsi della qualità del pesce e, soprattutto, a rapportarsi alle persone, a conoscerne l’animo. Con il tempo, quella bambina è diventata una delle più rilevanti imprenditrici della Campania e ha reso la sua cucina la capitale indiscussa della zuppa di cozze. Proprio la sua storia e la sua dedizione sono al centro dell’iniziativa benefica dedicata alla Fondazione Santobono Pausillipon Onlus, presentata alla stampa il 18 dicembre all’Hotel Romeo di Napoli. Nel corso della serata si discute di cultura della bontà che una città, tanto buona quanto traditrice come la nostra, dovrebbe praticare. Si parla allora di Noemi, la piccola di 4 anni rimasta ferita in un agguato lo scorso 3 maggio in Piazza Nazionale, e di tanti altri bambini che rischiano e, molte volte, perdono la vita per l’omertà e la disattenzione di tutto il resto della comunità, di cui ognuno di noi fa parte. Diffondere il senso di responsabilità, la premura e la cura verso gli altri diventa così motore di cambiamento. La tradizione, invece, è alla base del successo del ristorante, aperto da oltre sessanta anni in via Foria, diventato, in poco tempo, famoso in tutto il mondo per la qualità delle sue pietanze e per quell’aria di sana veracità che lo staff, come una grande famiglia, regala. Contemporaneamente, si propone come vetrina di varie eccellenze campane, dai taralli e dalle freselle, ai vini e ai babà. Assunta ha così creato una salda rete di sostegno tra i più rilevanti produttori di merci di prestigio e qualità che, durante l’evento, le dimostrano riconoscimento e, soprattutto, affetto sincero. Ed è proprio l’amore che la circonda a farla emozionare quando si commuove nel ringraziare il marito, Nunzio Scicchitano, e i suoi tre figli Giuseppe, Maria e Carmela, oltre che tutto lo staff, di cui sottolinea sempre l’importanza. Potevamo immaginarlo da una donna che, ogni volta che può, urla con fierezza che il suo motto è “Pulizia, Qualità e tanto cuore!” che, con dedizione, offre ai più e ai meno fortunati.

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Marco Presta presenta Fate come se non ci fossi a Napoli

La Sala del Capitolo del complesso di San Domenico Maggiore di Napoli ha ospitato nel pomeriggio di sabato 14 dicembre la presentazione di Fate come se non ci fossi, il nuovo libro di Marco Presta pubblicato da Einaudi. Un evento voluto dall’associazione culturale e sociale GuapaNapoli, il cui fondatore Armando Grassitelli ha fatto da introduttore. Chi è Marco Presta Al pubblico radiofonico il nome di Marco Presta è sicuramente noto, dato che assieme ad Antonello Dose conduce la trasmissione radiofonica Il ruggito del coniglio in onda su Radio 2 da 25 anni. All’attività di conduttore radiofonico alterna anche quella di attore e di scrittore di spettacoli teatrali, potendo vantare collaborazioni con Andrea Camilleri, Luca Ronconi e Aldo Trionfo, nonché quella di autore per la televisione prendendo parte a trasmissioni quali UnoMattina e Petrolio in qualità di editoriale satirico. Ultima, ma non meno importante, la sua attività di scrittore che lo ha portato alla pubblicazione di sette libri che diventano otto con Fate come se non ci fossi. Fate come se non ci fossi. Frammenti di vita quotidiana conditi dall’umorismo Marco Presta considera la sua ultima fatica letteraria come un «taccuino di riflessioni», una serie di racconti che illustrano episodi della propria vita familiare e lavorativa legati dal fil rouge dell’umorismo. Una caratteristica che per l’autore è sia una fortuna «perché ti permette di superare qualsiasi cosa», ma anche una sfortuna «perché non puoi incazzarti». Egli ci delizia raccontando alcuni episodi biografici tratti dalla propria vita, che vanno dalla spesa di indumenti intimi a cui la moglie lo costringe a un richiamo ricevuto dal capo di stato maggiore per una battuta sulla vicenda di Ustica, finendo per raccontare addirittura di quando nei primi tempi in cui lavorava in RAI giunse lo scrittore Gabriel García Márquez per rilasciare un’intervista e rimase bloccato all’ingresso. Ma Fate come se non ci fossi diventa un’occasione per Marco Presta di lanciarsi in un elogio della radio e della letteratura, due mezzi che definisce “potenti” perché «entrambi ti fanno lavorare con il cervello e ti permettono di creare le immagini dei personaggi che leggi o senti. Chi fruisce non è passivo da un contributo fondamentale». Quanto detto lo si percepisce anche dalla lettura di alcuni brani tratti da Fate come se non ci fossi, dove l’uso di uno stile leggero unito all’uso di metafore e similitudini al limite dell’epicità per raccontare momenti quotidiani ha regalato un’ora di risate al pubblico presente in sala. Ciro Gianluigi Barbato Fonte immagine copertina: Ufficio Stampa

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Leonardo Horse Project: il video racconto della storia del Cavallo di Leonardo da Vinci

L’Ippodromo Snai San Siro, luogo d’arte, d’intrattenimento, di storia e di cultura, polmone verde nel cuore della città di Milano, ha fatto da cornice in questi mesi al Leonardo Horse Project: lanciato lo scorso aprile, il progetto ideato da Snaitech per celebrare il genio di Leonardo da Vinci in occasione del Cinquecentenario della sua morte, ha riscosso un enorme successo. Proprio all’ingresso dell’Ippodromo si può ammirare infatti una delle statue equestri più grandi al mondo – il Cavallo di Leonardo – realizzata dalla scultrice statunitense Nina Akamu che si è ispirata ai disegni originali di Leonardo. Dietro la scultura equestre progettata dal genio toscano nel 1482 si celano aneddoti e curiosità, raccontati per la prima volta in un video illustrato che ripercorre l’incredibile storia che ha portato il Cavallo di Leonardo da Vinci dal Rinascimento fino ai giorni nostri quando 13 riproduzioni, realizzate da altrettanti designer di fama nazionale e internazionale, hanno invaso pacificamente Milano, Roma, Porto Cervo per ritornare adesso lì dove sono stati svelati per la prima volta durante la Design Week 2019: l’Ippodromo Snai San Siro. La storia di questa grande opera può essere ulteriormente approfondita grazie a un’App di realtà aumentata che offre un’esperienza totalmente immersiva nel progetto. L’App è disponibile su AppStore e GooglePlay Il Cavallo di Leonardo, le riproduzioni in scala di design vi aspettano in mostra all’Ippodromo Snai San Siro, visitabili tutti i giorni dalle 10 alle 19 (Piazzale dello Sport, 6 – Milano).

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Cucina e Salute

Christmas is coming to Sciuè il panino vesuviano

I giovanissimi fratelli Giuseppe e Marco De Luca, capitanati da papà Mauro, accolgono e celebrano il dodicesimo mese dell’anno, foriero di aria di festa e tradizione, inaugurando i nuovi menù natalizi da “Sciuè il panino vesuviano” e “Sciuè, pizzainteglia” Il Natale, si sa, è la festa preferita da tutti, grandi e piccini: vuoi per l’aria di festa, vuoi per i regali, vuoi per il cibo. Ed è proprio a quest’ultimo elemento che si sono ispirati, per Sciuè, ilpaninovesuviano e Sciuè, pizzainteglia i fratelli De Luca, capitanati dal più grande dei due, Giuseppe, chef e maestro panificatore: l’idea è quella di proporre, sotto forma di panino e pizza, le atmosfere e i sapori tipici del Natale. Burro, acciughe, lime, insalata russa e la pizza in teglia… No, non c’è da spaventarsi, non troverete tutti questi prodotti sulla stessa fetta: si comincia con la prima, una freschissima e saporita focaccia, guarnita con burro montato al lime, acciughe del Cantabrico e germogli; il burro montato al lime è delicato e fresco, e crea le giuste note di contrasto per il sapore forte e la sapidità delle acciughe: a questo bisogna poi aggiungere e menzionare la leggerezza dell’impasto, dovuta alla lunga lievitazione a cui Giuseppe sottopone i suoi impasti, contribuendo a rendere questa esperienza culinaria estremamente piacevole e, soprattutto, facilmente digeribile. Si passa, poi, alla focaccia che strizza l’occhio alla tradizione più verace, presentandosi ricoperta di gamberi, ravanello, insalata russa e capperi: anche in questo caso, forse in maniera più inaspettata, a colpire è la leggerezza e delicatezza di questa proposta dello chef, che riesce ancora una volta a trasformare e portare la tradizione a nuovi livelli. …baccalà fritto, papaccelle, minestra maritata e il panino vesuviano E per quelli che proprio non riescono ad aspettare lo scoccare dell’ora di cena del 24, o del pranzo del 25, allora potranno cominciare il duro allenamento di stomaco e mascelle in casa Sciuè, dove si è già dato il via alle danze: si parte con un pane al sesamo nero, farcito con vossignoria il baccalà, per l’occasione mantecato con il nipponico pane panko, accompagnato da provola affumicata, crema di papaccelle e scarola riccia; il sapore della crema di papaccelle è forte e tenta di sovrastare il resto dei sapori ma, con il giusto bilanciamento di amarezza, dato dalla scarola riccia, il panino si presenta ben equilibrato e piacevole al palato. Per le giornate più fredde, invece, è il caso di dare una chance alla ciabatta con crema maritata di broccoli, che fa da letto alla cicoria e allo stracotto di manzo: in questo panino si viene abbracciati dai sapori, le consistenze e gli odori tipici dell’inverno, e sembrerà davvero di essere tornati bambini, a casa dei nonni. Piccola chicca, quest’ultimo panino è da provare anche nella versione senza glutine, nel quale l’esplosione dei sapori risulta addirittura migliore dell’originale. Che sia a pranzo o a cena, vale sempre la pena fare un salto a Pomigliano d’Arco e lasciarsi guidare dai giovanissimi fratelli De Luca, non fosse altro che per […]

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Riconoscere e prevenire – il workshop di Dermatologia Etnica

“La medicina non ha frontiere, seguiamo tutti con o senza permesso di soggiorno, no alle barriere!” (Mario Delfino) A Napoli una scelta davvero all’avanguardia è stata fatta il gennaio scorso, ovvero quella di aprire un presidio medico dermatologico rivolto a tutti i cittadini stranieri, che possono da allora usufruire di visite altamente specializzate presso il II Policlinico di Napoli ubicato a Via Pansini. Una scelta di inclusione sociale e medica questa che si oppone a tutti gli atteggiamenti discriminatori attuati dalla società odierna e che risulta  quindi essere in netto contrasto con alcuni dettami della politica nazionale. L’ambulatorio di DERMATOLOGIA ETNICA si pone l’importante obiettivo di superare tutte le barriere culturali o linguistiche, mettendo al primo posto un’esigenza davvero primaria: quella di far curare tutte le persone che soffrono di una malattie cutanee. Nel solo mese di novembre sono state effettuate circa 500 visite ai cittadini stranieri, per la maggior parte provenienti dalla Somalia, Nigeria, Ucraina Repubblica Dominicana.  Riconoscere e prevenire Visite gratuite e non solo. L’ambulatorio di Dermatologia Etnica si è fatto recentemente promotore, nella persona della Dott.ssa Fabbroncini, del Workshop “Riconoscere e prevenire: il ruolo della corretta accoglienza e della mediazione culturale e linguistica nella tutela della salute” previsto in due giornate (22 Novembre e il 3 Dicembre) presso II Policlinico. L’obiettivo prefissato del Workshop è stato quello di aiutare e di informare il maggior numero di extracomunitari circa gli strumenti teorico-pratici di educazione sanitaria e medicina preventiva per un rapido riconoscimento delle malattie dermatologiche. Programma del Workshop  Il workshop si è svolto dalle ore 12,30 alle 15,00 presso l’Aula Santoianni situata dell’edificio 10 dell’A.O.U Federico II. La rappresentanza di migranti che vi ha partecipato, fino a pochi anni fa, aveva difficoltà ad accedere ai servizi sanitari a causa delle barriere linguistiche culturali e giuridiche che esistevano maggiormente. Il 22 Novembre la giornata di Workshop interattivo è stata seguita dai dermatologi Dott. Forgione e Dott. Di Caprio e dalla psicologa Dott.ssa De Rosa che si sono occupati di patologie cutanee come la tubercolosi e la lebbra. Il Dott. Di Caprio si è interessato al riconoscimento precoce delle malattie dermatologiche della cute nera. La Dott.ssa De Rosa, invece, ha svolto un percorso di accoglienza e di inclusione sociale. Il 3 Dicembre ci saranno gli interventi del Dott. Lo Presti che si  occuperanno di un percorso formativo sulle problematiche emergenti della Dermatologia Etnica, della Dott.ssa Marra sull’integrazione, e deI Dott. Lo Presti con il mediatore culturale C. Greco. 

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