Chirurgia estetica in estate: cosa fare e cosa evitare secondo Marlino

Con l’estate alle porte e la crescente popolarità dei ritocchi estetici, che vede l’Italia posizionarsi tra i primi posti al mondo per numero di interventi, sorge una domanda comune: è il momento giusto per la chirurgia o per i trattamenti di medicina estetica? Nel 2023 nel Paese sono state registrate oltre 757.000 procedure, con una netta preferenza per quelle non chirurgiche come iniezioni di botulino e acido ialuronico, che costituiscono la maggioranza degli interventi. Con un messaggio che va in controtendenza ma resta attento alle esigenze dei pazienti, il Dottor Sergio Marlino, chirurgo plastico ed estetico, spiega perché è spesso preferibile evitare gli interventi chirurgici durante l’estate e quali trattamenti sono invece più richiesti tra luglio e agosto.

Quando si valuta di sottoporsi a un intervento di chirurgia estetica, la programmazione è tutto. Il Dottor Sergio Marlino consiglia di organizzare gli interventi in modo intelligente e di evitare di arrivare all’ultimo momento, perché il periodo post-operatorio è importante quanto l’intervento stesso.

In Italia, l’intervento di mastoplastica additiva si conferma anno dopo anno il più richiesto. Per questo tipo di chirurgia al seno, è preferibile operare entro il mese di giugno, principalmente per motivi legati alla guarigione: il processo di cicatrizzazione richiede dalle tre alle quattro settimane e, durante questo periodo, la cicatrice non deve essere esposta al sole.

Durante i mesi estivi, le persone tendono a trascorrere più tempo all’aperto o al mare, condizioni che non favoriscono un corretto decorso post-operatorio. Inoltre, le alte temperature possono aumentare il rischio di infezioni e rallentare la guarigione.

La cautela estiva non riguarda solo gli interventi chirurgici. Anche trattamenti come peeling dermatologico e laser sono fortemente sconsigliati nei mesi caldi. “Queste procedure rendono la pelle particolarmente sensibile alla luce solare – spiega Marlino – e l’esposizione ai raggi UV può causare la comparsa di macchie cutanee”. Chi si è sottoposto a un intervento prima dell’estate deve prestare particolare attenzione durante l’esposizione al sole. È fondamentale utilizzare sempre la protezione solare 50+ ed evitare traumi, soprattutto nella zona operata.

Ricorrere alla chirurgia estetica: salute o bellezza?

Nonostante le precauzioni, ci sono comunque trattamenti molto richiesti anche in estate. Tra questi: la rinoplastica, che consente di rimodellare il profilo del naso; la blefaroplastica, un intervento che ringiovanisce lo sguardo attraverso l’eliminazione di pelle in eccesso e borse palpebrali, e che risulta essere tra le procedure più popolari in Italia; e il botulino, utilizzato sia per ridurre le rughe d’espressione (come quelle sulla fronte o intorno agli occhi), sia per trattare l’iperidrosi, ovvero l’eccessiva sudorazione di ascelle, mani e piedi. I trattamenti con tossina botulinica, in particolare, hanno visto una crescita del 21% nel 2023 rispetto all’anno precedente.

In sintesi, la scelta del periodo giusto è un elemento di fondamentale importanza per la buona riuscita di un percorso di medicina o chirurgia estetica. Mentre l’estate si rivela adatta per trattamenti mirati che non richiedono lunghi tempi di recupero e non sensibilizzano la pelle al sole, come la rinoplastica o il botulino, per interventi più invasivi e per procedure come i peeling è saggio attendere. Con la fine della stagione calda, infatti, tornano protagonisti trattamenti come il peeling dermatologico, ideale per rigenerare la pelle dopo l’esposizione solare. Il peeling favorisce il rinnovamento cellulare, migliora la texture della pelle e ne uniforma il colorito. Anche in questo caso, è di primaria importanza evitare l’esposizione al sole subito dopo il trattamento per prevenire la comparsa di discromie.

Fonte immagine: ufficio stampa

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