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Eroica Fenice

17 anni

17 anni (e come uscirne vivi), un film di Kelly Fremon Craig

Uscito nelle sale cinematografiche italiane il 30 marzo, 17 anni (e come uscirne vivi) è una commedia made in USA scritta e diretta dalla regista trentaseienne Kelly Fremon Craig.

Nadine (Hailee Steinfeld) è una liceale di diciassette anni con un carattere e una personalità tutt’altro che ordinari. Parla molto, spesso a sproposito, analizza il mondo dal suo punto di vista e non ha la tipica vita sociale che ci si aspetterebbe da una ragazza della sua età. L’unica amica, la sua migliore amica, con la quale trascorre il suo tempo è Krista (Haley Lu Richardson). Tuttavia, il rapporto con quest’ultima si rompe definitivamente quando la giovane inizia a frequentarsi – fino a diventarne a tutti gli effetti la ragazza – il fratello maggiore di Nadine, Darian (Blake Jenner) che lei detesta e invidia sin da quando erano bambini. Per la protagonista – che ha perso il padre all’età di 13 anni e ha una relazione conflittuale non solo con Darian, ma anche con la madre Mona (Kyra Sedgwick) – comincia così un periodo costellato di sbalzi d’umore, scenate e colpi di testa ai quali nessuno, neanche il professor Burner (Woody Harrelson) con il quale si confida, sembra riuscire a porre un freno. Sarà soltanto grazie a un’improvvisa presa di coscienza, sopravvenuta in seguito a una cocente delusione, se Nadine maturerà prendendo atto dei cambiamenti da realizzare per non sentirsi più un’emarginata all’interno della sua stessa famiglia, così come nel resto della società.

17 anni  di Kelly Fremon Craig (e come uscirne vivi), un teen movie profondo

Trattandosi di una commedia che ha per protagonista un’adolescente alle prese oltre che con le problematiche tipiche di quell’età anche con una situazione familiare non semplice, dal film di Kelly Fremon Craig ci si sarebbe potuto aspettare il solito film pieno di banali e scontati luoghi comuni.

La pellicola, invece, va ben oltre le aspettative non soltanto per la qualità propria del cast e del girato, quanto perché propone molteplici spunti di riflessione di cui molto spesso difettano i film di questa categoria. Nadine è egocentrica, egoista, ribelle e anticonformista fino all’estremo; eppure, è soprattutto una ragazza con una forte sensibilità e un profondo disagio interiore che tenta di mascherare malamente con frasi taglienti e sarcastiche accompagnate da reazioni spropositate.

La regista, costruendo e sviluppando l’intera trama sulla protagonista, ha offerto al pubblico il suo originale contributo sui giovani del nostro tempo, i cosiddetti nativi digitali i quali, alla minima differenza con i coetanei, si sentono e vengono poi etichettati come “diversi” perché non perfettamente omologati alla massa.

Ottima l’interpretazione della giovanissima attrice Hailee Steinfeld – divenuta famosa grazie al film dei fratelli Coen Il Grinta (2010) – che ha saputo far proprio il personaggio di Nadine con una bravura e una naturalezza lodevoli, così come notevole è stato il lavoro fatto dai suoi colleghi, in particolar modo, l’esilarante Woody Harrelson.

17 anni (e come uscirne vivi) di Kelly Fremon Craig si è dimostrata essere una commedia brillante e acuta che non scade nell’ordinario; oltre a far ridere e sorridere più di una volta il pubblico, lo accompagna lungo un percorso di (ri)valutazione sull’età più bella della vita e allo stesso tempo più controversa, perché più difficile da vivere e da delineare.