Arte Sciopero, il documentario diretto da Luca Immesi, scritto e prodotto insieme a Hélène Nardini, è stato ospite da lunedì 18 a mercoledì 20 maggio del Nuovo Cinema Aquila di Roma, nel quartiere Pigneto. Il lungometraggio racconta lo Sciopero dell’Arte di Galeazzo Nardini, padre della produttrice.
Indice dei contenuti
| Informazioni chiave sul documentario “Arte Sciopero” | Dettagli e Riconoscimenti |
|---|---|
| Regia e Produzione | Diretto da Luca Immesi, scritto e prodotto con Hélène Nardini. |
| Soggetto e Protagonista | Galeazzo Nardini e il suo “Sciopero dell’Arte” durato 40 anni. |
| Premi e Festival | Miglior documentario italiano RIFF 2025; selezione MIA 2024. |

Il protagonista del documentario: chi è Galeazzo Nardini
Lo scopo del documentario è quello di portare lo spettatore all’interno di una delle performance artistiche più lungimiranti e radicali della storia dell’arte contemporanea: lo sciopero di Nardini durato 40 anni.
Galeazzo Nardini nasce a Pescia, nel nord della Toscana, nel 1938. Artista polivalente, frequenta l’Accademia delle Belle Arti di Firenze e in seguito l’Università Pantheon-Sorbona a Parigi. Nel 1971 nasce sua figlia Hélène. Diventato anche esperto di diamanti grezzi, nel 1973 fu il primo artista al mondo ad auto-esporre una propria opera al Museo del Louvre, un gesto replicato decenni dopo da Banksy. Tre anni dopo, espone anche alla Galleria degli Uffizi. Nel 1976 decide di avviare ‘Arte Sciopero‘, una lotta di resistenza contro lo sfruttamento degli artisti e la censura. Un gesto di protesta e di vita, che ha trasformato una parola in un mantra quotidiano, in un’opera d’arte totale, in cui decide di non vendere più le sue opere e di scrivere solo la parola “SCIOPERO”.

Nel corso degli anni partecipò anche a dei programmi RAI e continuò ad organizzare eventi spesso in collaborazione con la regione Toscana e il comune di Montecatini Terme. Pittore dall’indole europea in ogni opera che produceva, ha sempre mantenuto anche un forte legame con la sua terra, constatato ulteriormente anche dopo la sua scomparsa dal fatto che dal dicembre 2022 alcuni suoi disegni sono parte della collezione permanente del Montecatini Contemporary Art.
Il film è stato eletto come vincitore per il premio miglior documentario italiano del RIFF (Rome Independent Film Festival) 2025, selezionato ad Italians Doc It Better al MIA (Mercato Internazionale Audiovisivo) 2024. Il racconto si basa sul ripercorre attraverso materiali d’archivio inediti (fotografie, filmati Super 8, video) e interviste esclusive la vita e le scelte di Galeazzo, esplorando come lo Sciopero abbia influenzato ogni aspetto della sua esistenza.
La proiezione al Nuovo Cinema Aquila di Roma
Alle ore 21:20 la produttrice Hélène Nardini e il regista Luca Immesi danno il via alla seconda serata di ‘Arte Sciopero’ a Roma, prendendo possesso del palco per ringraziare brevemente i presenti e augurargli una buona visione, anticipando anche che al termine di questa ci sarà uno spazio di condivisione.
L’inizio della pellicola ci porta a Massa e Cozzile, un bellissimo borgo toscano in provincia di Pistoia in cui il pittore si è spento nel marzo 2016 all’età di 78 anni.
La narratrice è Hélène, ripresa già dall’interno dell’automobile con cui si è arrivati nello studio del padre e in cui inizia a raccontarci dello sciopero iniziato nel 1976. Sua figlia, custode della sua eredità, conduce lo spettatore in un viaggio intimo, svelando il legame indissolubile tra arte e vita e tanti piccoli aneddoti, come il regalo di una Gioconda più grande di quella che lei si aspettava durante la sua prima visita al Louvre.
Tra le voci che arricchiscono il racconto dando testimonianza delle battaglie politiche di Galeazzo e della sua arte figurano:
- Pier Luigi Tazzi (curatore e critico d’arte)
- Achille Bonito Oliva (curatore e critico d’arte)
- Valentino Catricalà (curatore e critico d’arte)
- Gian Luca Farinelli (Direttore della Cineteca di Bologna)
- Ben Vautier
- Carlo Canepari (architetto e docente)
- Alberto Lapenna (sindaco di Montecatini Terme)
- Giuseppe Chiari (artisti Fluxus)
Dopo 70 minuti, al termine della visione con alcune splendide immagini registrate presso La quercia delle streghe, (una quercia millenaria che si trova in provincia di Lucca), il regista racconta al pubblico della mostra che ci fu a Villa Borghese nel 1974: Il mondo è un’opera d’ arte in divenire, L’idea centrale di Galeazzo Nardini, a cui piaceva che il pubblico interagisse con la performance, era “Tutti possiamo essere/siamo autori fruitori. Il mondo è tuo, vieni a firmarlo“. Nel frattempo sono stati posizionati diversi cartelloni bianchi in sala, e gli spettatori sono stati così invitati in questa azione performativa ispirata proprio da ciò che fece Nardini 52 anni fa. Presentata dalla figlia come una delle cose che le sono rimaste più impresse dagli insegnamenti del padre, ha reso senza dubbio l’esperienza di ‘Arte Sciopero’ a Roma particolarmente emozionante e coinvolgente per tutti i presenti.

Il percorso di iniziative dedicato alla riscoperta dell’artista, oltre al film documentario, procede su più versanti: la mostra Galeazzo Nardini. Arte Sciopero, a cura di Cesare Biasini Selvaggi, prodotta da Contemplazioni, promossa dal Comune di Montecatini Terme in collaborazione con l’archivio Galeazzo Nardini, inaugurata il 21 marzo, visitabile alla Galleria Civica MO.C.A. di Montecatini Terme fino al 7 giugno 2026 e la monografia a lui dedicata, di prossima uscita, edita da Silvana Editoriale.
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