Cartoni animati anni 2000, alla scoperta dei cult di quei tempi

Cartoni animati anni 2000, alla scoperta dei cult di quei tempi

Da quando le prime televisioni entrarono nelle case italiane negli anni Sessanta dopo il boom economico, i bambini e le bambine del Bel Paese potevano affezionarsi ai cartoni animati trasmessi sulle reti televisive cosi come i loro omologhi europei. Che si tratti di prodotti occidentali oppure provenienti dal Giappone; ogni generazione ricorda diversi cartoni o anime divenuti dei veri e propri cult, spesso ricordati come momenti di spensieratezza della propria infanzia.

I cartoni animati cult degli anni 2000

Canale / Produzione Titoli principali
Disney Channel Kim Possible, Phineas e Ferb, American Dragon
Cartoon Network Teen Titans, Ben 10, Billy & Mandy
Nickelodeon SpongeBob, Due Fantagenitori, Danny Phantom
Anime / Italia 1 Naruto, One Piece, Hamtaro
Rai / Rainbow Winx Club, Monster Allergy, Huntik

La generazione degli anni Duemila (ossia tutti coloro che vissero la propria infanzia tra il 2000 e il 2009) può vantare, così come le precedenti, di molti cartoni entrati nell’immaginario collettivo. D’altro canto in quegli anni la tv stava iniziano a cambiare; alle reti come Rai 2 e Italia 1 (da sempre rivolte alle fasce della popolazione più giovane) subentrarono nuovi canali a pagamento come Disney Channel, Disney Toon e Playhouse Disney del noto colosso dell’intrattenimento statunitense; Cartoon Network e Boomerang della Warner Media e Nickelodeon della Viacom.

Ecco alcuni dei cartoni animati degli anni 2000 di maggior successo tra prodotti Disney, Warner, nipponici oppure della produzione Rai.

Disney Channel nei primi anni 2000 con Kim Possible e Phineas e Ferb

In primis c’erano i cartoni della Disney trasmessi su Disney Channel e replicati in chiaro su Rai 2. I più apprezzati dal pubblico erano Kim Possible, American Dragon: Jake Long e Phineas e Ferb. Le tre serie animati, distinguibili per il loro diverso stile; “seppero far breccia nei cuori degli spettatori più giovani”. La prima è una serie animata dove si mescola azione, commedia e thriller di spionaggio, affronta la vita una teenager che si alterna tra gli impegni al liceo e la sua attività di spia con il fido compagno Ron Stoppable contro il Dottor Draken (ispirato ai cattivi di James Bond) e la sua collaboratrice Shego; la seconda racconta di un ragazzo sino-americano che scopre di potersi trasformare in un drago cinese e di avere il compito di proteggere le creature magiche di New York; nella terza abbiamo le avventure estive di due fratelli, Phineas e Ferb, mentre la sorella Candace prova a mostrare le loro “improbabili imprese” alla madre. Contemporaneamente l’ornitorinco domestico Perry svolge le sue missioni da agente segreto contro il genio del male Doofenshmirtz, uno scienziato pazzo creatore di mostruose invenzioni che finiranno per occultare i progetti mastodontici della coppia di fratelli.

A ciò si aggiungevano House of Mouse – Il Topoclub (dove Topolino gestisce un club dove si radunano i vari personaggi dei classici Disney), Lilo & Stich e A scuola con l’imperatore (due seguiti dei rispettivi classici Disney Lilo & Stich e Le Follie dell’imperatore).

Cartoon Network: Teen Titans, Billy e Mandy e Ben 10

Anche Cartoon Network aveva costruito un proprio pubblico proponendo un’offerta diversa. Il cartoon più apprezzato era Teen Titans, basato sull’omonimo team della DC Comics. Robin, Cyborg, Stella (Starfire), Corvina (Raven) e BeastBoy “Bibi” si uniscono per combattere le forze del male guidate dal malvagio criminale e mercenario Slado e altri supercriminali. Il successo di questa serie animata è dovuto alla mescolanza tra l’animazione occidentale e quella orientale, un tratto distintivo rispetto agli altri cartoni tratti dai fumetti della Dc (il caso di Justice League e Justice League Unlimited di Paul Dini e Bruce Tim oppure The Batman).

Abbandonando il mondo dei supereroi; Cartoon Network realizzò diverse serie animate in collaborazione con lo studio Hanna&Barbera. Dopo Johnny Bravo, Le Superchicche e Leone Cane Fifone; arrivarono Le Tenebrose avventure di Billy e Mandy (una serie animata dove il macabro e l’orrore incontrano il demenziale e la commedia), il Laboratorio di Dexter (storia di un bambino super-intelligente e del suo laboratorio nascosto nella “cameretta”), Nome in Kodice: Commando Nuovi Diavoli (una squadra di bambini che combattono gli adulti e gli adolescenti tramite una società di intelligence creata dai propri coetanei).

L’altro grande successo era Ben 10 creato dal team Man of Action, la vicenda di un ragazzino di 10 anni che si ritrova ad essere il proprietario di un orologio alieno (l’Omnitrix) capace di trasformarsi in ben 10 specie aliene diverse. Una delle serie di maggior successo sia durante la prima tv su Cartoon Network che in chiaro su Italia 1.

Il mondo degli anime: tra novità e vecchi classici

Oltre all’animazione occidentale, continua il successo degli anime con la replica di alcuni “must degli anni Ottanta e Novanta” come Pokemon, Dragon Ball, Doraemon e Lupin III. Nel frattempo nuovi prodotti nipponici affascinarono i più piccoli.

È il caso di Hamtaro; dove si raccontano le avventure dell’omonimo protagonista, un criceto che ama riunirsi con i propri amichetti Ghiotto e Boss cercando di non farsi scoprire dalla sua padroncina Laura. Seguivano all’elenco anche Naruto e One Piece, tratti dagli omonimi manga. Nel primo anime sono narrate le vicende del giovane Naruto Uzumaki, un giovane ninja del Villaggio della Foglia mentre nel secondo, famoso per il suo stile irriverente, demenziale e a tratti grottesco, le avventure per mare di Monkey D. Rufy (noto con il nome di Rubber cappello di paglia) e della sua ciurma costituita dalla dolce Nami, dallo spadaccino Roronoa Zoro, da Usop, da Sanji e dalla renna antropomorfa Chopper.

L’animazione statunitense oltre Disney e Cartoon Network

Non mancavano anche altre produzioni statunitensi degne di menzione. È il caso del canale televisivo Nickelodeon che continuò sulla scia del successo di Due Fantagenitori proponendo al suo pubblico due nuovi produzioni: Jimmy Newton – Ragazzo prodigio e Danny Phantom. Il quarto grande successo della rete Nickelodeon è Spongebob Squarepants. Le vicende della spugna sottomarina, creata dal biologo marino Stephen Hillenburg, conquistarono le simpatie di molti bambini e bambine con le sue improbabili avventure nella città sottomarina di Bikini Botton e le giornate lavorative al Krusty Krab.

Un altro cartone che dominò per molto tempo il palinsesto televisivo di Italia 1 era Tartarughe Ninja, tratto dai fumetti di Kevin Eastman e Peter Laird. Le quattro tartarughe antropomorfe protagoniste (Leonardo, Raffaello, Michelangelo e Donatello) tornano a difendere la città di New York dalle forze del male incarnate dal perfido criminale nipponico Oroku Saki, alias Shredder, capo di un gruppo di ninja noti con il nome di Clan del Piede. I quattro protagonisti possono contare sull’aiuto del maestro Splinter, della ricercatrice April O’Neil e del giustiziere notturno Casey Jones. Un vero successo apprezzato dalla critica e dai fan del fumetto a causa della sua fedeltà e dell’alternanza tra umorismo ben dosato e combattimenti con arti marziali.

E l’Italia? Arrivano i prodotti della Rai

L’ultimo mondo dell’animazione è quello dei prodotti della Rai.

Dopo i successi della triade su Sandokan (La tigre della Malesia, La tigre ruggisce ancora e Le due tigri) e Jolanda – La figlia del corsaro nero; gli studi d’animazione del servizio pubblico realizzarono altri prodotti d’animazione: Street Football – La compagnia dei celestini (ispirato dal romanzo di Stefano Benni), Kim (tratto dal romanzo di Kipling), L’ultimo dei Mohicani (dall’omino romanzo di J. F. Cooper) e Farhat – Il principe del deserto. A ciò si aggiunse il contribuito di Iginio Staffi e della sua società Rainbow, autrice di cartoni di grande successo come Winx, Monster Allergy e Huntik – Secrets & Seekers.

Inoltre gli animatori e sceneggiatori degli studi d’animazione della Rai “attuarono alcuni esperimenti” adattando diverse storie a fumetti rivolte ad un pubblico maturo. Si trattavano di Lupo Alberto (dal personaggio di Silver), Martin Mystère (di Alfredo Catelli e Giancarlo Alessandrini) e Rat-Man (creato da Leo Ortolani).

Fonte immagine di copertina: Wikipedia

Articolo aggiornato il: 25 Gennaio 2026

Altri articoli da non perdere
Analisi e retrospettiva del film American Beauty

American Beauty è un film statunitense diretto da Sam Mendes nel 1999, con cui si è aggiudicato numerosi riconoscimenti: cinque Scopri di più

Capitan Harlock torna al cinema per un evento speciale
Capitan Harlock

Il 9 aprile 1979 segnò l'arrivo in Italia di Capitan Harlock, uno dei personaggi più emblematici dell'animazione giapponese, grazie alla Scopri di più

The kissing booth, film | Recensione

The Kissing Booth è un film del 2018 diretto da Vince Marcello, basato sul romanzo della scrittrice Beth Reekles e Scopri di più

Berlinguer – La grande ambizione: l’altra faccia del “compromesso storico”
Berlinguer - La grande ambizione

Berlinguer – La grande ambizione di Andrea Segre apre la 19esima edizione della Festa del Cinema di Roma, che si Scopri di più

Film tratti dai romanzi di King: i 5 da non perdere
Film tratti dai romanzi di King: i 5 da non perdere

Il rapporto tra letteratura e cinema non è mai stato semplice. Se molti film tratti dai romanzi di Stephen King Scopri di più

Amores Perros: analisi di un amore crudele e spietato
Amores Perros (film) | Analisi e Recensione

Amores Perros è un film messicano del 2000, firmato Alejandro González Iñárritu, con il quale il regista ha debuttato nel Scopri di più

Condividi l'articolo!

A proposito di Salvatore Iaconis

Laureato in Filologia moderna presso l'Università Federico II di Napoli il 23 febbraio 2024 e iscritto all'Ordine dei giornalisti dal 25 gennaio 2021. Sono cresciuto con i programmi educativi di Piero e Alberto Angela, i quali mi hanno trasmesso l'amore per il sapere, e tra le mie passioni ci sono la letteratura, la storia, il cinema, la filosofia e il teatro assieme alle altre espressioni artistiche.

Vedi tutti gli articoli di Salvatore Iaconis

One Comment on “Cartoni animati anni 2000, alla scoperta dei cult di quei tempi”

Commenta