La stop motion è una tecnica senza tempo capace di affascinare chiunque, questo fascino nasce proprio dalla complessità che c’è dietro a questa arte. Definire la stop motion una semplice tecnica cinematografica risulta essere riduttivo, è un’arte che nasconde manualità, creatività e pazienza. Nonostante attualmente il mondo sia dominato dalla computer grafica, la stop motion continua a esercitare un fascino non indifferente questo perché ha la capacità di dar vita a degli oggetti inanimati che grazie a questa tecnica sembrano aver un cuore pulsante e una vita propria. Ma cos’è lo stop motion? Com’è nata questa tecnica? Qual è la sua storia?
Indice dei contenuti
Scheda tecnica della Stop Motion
| Caratteristica | Dettaglio |
|---|---|
| Nome italiano | Animazione a passo uno |
| Principio base | Movimento simulato fotogramma per fotogramma |
| Materiali comuni | Plastilina, marionette, modellini |
| Frame rate standard | 24 fotogrammi al secondo |
| Pioniere documentato | Segundo de Chomón (1909) |
Cos’è la stop motion? Meccanismi e tecnica
La stop motion (nota anche come “animazione a passo uno” in italiano), nata in alternativa al disegno eseguito a mano, è una tecnica che si basa sul principio del movimento simulato un pezzo per volta. Nell’ambito specifico dell’animazione la stop motion si serve di marionette o più generalmente fa uso di figure in plastilina; questi oggetti, a ogni variazione di posizione, vengono fotografati e la sequenza dei fotogrammi crea così l’illusione del movimento.
Queste figure in plastilina vengono spostate di pochissimi millimetri in modo quasi impercettibile da un’inquadratura all’altra, è un processo molto lungo e preciso che richiede tempi di produzione estremamente lunghi, ma anche molta pazienza e cautela, basti pensare che per realizzare un secondo di pellicola cinematografica sono necessari ben 24 fotogrammi.
La storia della stop motion
Definire con certezza quali siano le origini della stop motion risulta essere un’impresa piuttosto ardua, senza contare che molte delle pellicole che iniziavano a far uso di questa tecnica sono andate perdute, di conseguenza non è semplice riuscire a comprendere il momento esatto in cui il mondo cinematografico abbia deciso di far uso della stop motion.
Tuttavia andando ad analizzare diverse fonti, è emerso che Le Théâtre de Bob (1909) di Segundo de Chomón (un cortometraggio che mette in scena un teatro di burattini); sembrerebbe essere il primo utilizzo documentato di questa tecnica. Da questo momento in poi quest’arte inizierà a diffondersi a macchia d’olio nel mondo cinematografico anche grazie al contributo di alcuni maestri di quest’arte come:
- Ray Harryhausen, il quale diede vita a creature mitologiche e mostri spaventosi indimenticabili;
- Phil Tippett, ricordato per esser stato il creatore della go-motion, una sorta di variante della stop motion finalizzata a rendere il movimento delle marionette ancor più realistico.
Dove possiamo trovare questa tecnica?
Questa è una tecnica usata prevalentemente nell’ambito dell’animazione, tra i capolavori che fanno uso della stop motion vanno sicuramente citate opere come Nightmare Before Christmas (1993) di Henry Selick (prodotto da Tim Burton) o La sposa cadavere (2005) di Tim Burton. Tuttavia con la tecnica del passo uno si possono creare anche degli effetti speciali all’interno di film live action utilizzando sempre dei modellini. Tra i film live action che fanno uso della stop motion sicuramente vanno citate pellicole come Star Wars (serie cinematografica creata da George Lucas) o ancora Terminator (un film del 1984 diretto da James Cameron). Attualmente nonostante la CGI abbia preso piede nell’ambito cinematografico, la stop motion è una tecnica che non smetterà mai di affascinare il pubblico.
Articolo aggiornato il: 12/01/2026

