Dernier amour: il Casanova inedito di Benoît Jacquot

Dernier Amour

Inghilterra, XVIII secolo. Giacomo Casanova, interpretato da Vincent Lindon, in esilio in Inghilterra – terra a lui del tutto sconosciuta geograficamente tanto quanto in termini di costumi e usanze – vive il suo dernier amour, il suo ultimo amore per una giovane donna inglese, La Charpillon, una fascinosa Stacy Martin.
Un ormai più che maturo Casanova, veneziano di nascita, francese d’adozione, seduttore infallibile, ma anche scrittore, avventuriero, filosofo e agente segreto italiano, è protagonista del nuovo film di Benoît Jacquot. Benoît si mette alla prova in un altro film in costume, dopo Les Adieux à la reine, proponendoci una versione inedita del più francese dei personaggi italiani. La rappresentazione di questo personaggio è mutuata direttamente dall’Histoire de ma vieopera autobiografica di Casanova che l’autore, durante la presentazione del suo film all’Institut Francais di Napoli per il Napoli Film Festival, confessa di aver letto più volte fin dalla giovane età e di aver amato fin al punto da lasciarsi plasmare da essa e dal suo autore/protagonista.

Luci basse frutto dell’abile e ricercata fotografia di Christophe Beaucarne, pochi personaggi, un cammeo di Valeria Golino nei panni di Corneille, cantante lirica e compagna di Casanova, poca interferenza con gli eventi storici o con il costume. Dernier amour racconta in flashback, in una confessione resa dallo stesso Casanova pochi anni prima della morte, di un amore eccezionale nel senso letterale del termine: “Ognuna era la prima e l’ultima, sono sempre stato amico di tutte, tranne una“.

Casanova è ormai più che maturo, gode, ovunque vada, della fama di fascinoso seduttore, di predatore infallibile: eppure davanti alla bellezza acerba di una donna scaltra e raggiratrice, mostrerà tutta la fallibilità della sua capacità seduttiva. Forse per l’età matura di Casanova, forse per l’abilità nel raggiro de La Charpillon, giovane donna poco raccomandabile, forse per la clamorosa differenza d’età tra i due che li fa combattere ad armi impari in un gioco d’amore che lascerà ferite insanabili in un uomo ormai al tramonto.
La trappola architettata da La Charpillon inizialmente appare come una banale truffa per estorcere denaro ad un ricco e anziano nobiluomo: diventerà poi un gioco di pura vanità, una manovra fine a se stessa per piegare fino a spezzare un incallito seduttore, una strategia per cui la cacciatrice, offrendosi continuamente senza mai concedersi, finirà per sfinire la preda.

Il taglio dato alla narrazione è, quindi, sicuramente inaspettato: lo spettatore che si aspetta amori travolgenti e furenti, incontri sensuali e passionali, libertinaggio e immoralità si troverà difronte un Casanova pensoso, malinconico, nostalgico, retrospettivo e introspettivo, un Casanova inedito.

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