Wes Anderson, nato a Houston nel 1969, è uno dei registi statunitensi più riconoscibili del cinema contemporaneo. Il termine “andersoniano” si è trasformato in un’etichetta usata per descrivere una precisa estetica visiva e narrativa, in quanto il regista è stato in grado di costruire un immaginario completamente personale. Cresciuto in Texas, Anderson si avvicina al cinema fin da giovanissimo, nonostante il suo primo sogno fosse diventare scrittore. Durante gli anni scolastici, però, partecipa attivamente al teatro, scrivendo e dirigendo spettacoli, un’esperienza che influenzerà significativamente il suo modo di raccontare storie. In seguito, all’università del Texas, dove studia filosofia, incontra i fratelli Wilson, che diventeranno suoi importanti collaboratori.
I film di Wes Anderson, spesso, si presentano come commedie leggere, anche se in realtà nascondono al loro interno temi come malinconia, solitudine, traumi familiari e percorsi di crescita personale. I protagonisti sono personaggi imperfetti, ma animati da determinazione e sensibilità. Le storie si svolgono in mondi immaginari più fiabeschi che realistici, permettendo allo spettatore di osservare la realtà con un certo distacco ironico.
Ecco 3 film di Wes Anderson da non perdere!
1. Asteroid City
Il film è ambientato negli anni Cinquanta e ruota attorno ad Asteroid City, una piccola e isolata cittadina nel deserto che ospita una evento scientifico dedicato a giovani talenti dell’astronomia accompagnati da famiglie molto diverse tra loro: scienziati, insegnanti, militari e altre figure eccentriche sono costrette a convivere in uno spazio ristretto per alcuni giorni. Tra i ragazzi nasce una vera e propria competizione intellettuale, mentre tra gli adulti si sviluppano relazioni fatte di attrazione, incomprensioni e silenzi. L’atmosfera è sospesa tra quotidianità e assurdo, comico e malinconico. Parallelamente, il film mostra anche il processo creativo dell’opera stessa, alternando la vicenda di Asteroid City con il racconto della sua messa in scena teatrale e televisiva.
2. The French Dispatch
Il film si apre con la scomparsa improvvisa di Arthur Howitzer, fondatore e direttore di The French Dispatch, un quotidiano pubblicato nella cittadina francese immaginaria di Ennui-sur-Blasé. Prima dell’addio e della chiusura definitiva della rivista, i membri della redazione si riuniscono per preparare l’ultimo numero, realizzato per rendere omaggio al direttore e al suo modo unico di fare giornalismo. Il volume raccoglie una serie di racconti che accompagnano lo spettatore in un viaggio tra i diversi mondi di Ennui-sur-Blasé: dall’arte contemporanea alle tensioni politiche giovanili, fino a vicende criminali narrate con ironia e leggerezza. Le storie sembrano autonome, ma sono legate da un filo comune e celebrano l’amore per la scrittura e la libertà creativa.
3. Ultimo tra i film di We Anderson, ma non per importanza: Fantastic Mr Fox
Dopo dodici anni di una vita tranquilla e monotona sottoterra, Mr. Fox, ormai padre e capofamiglia, inizia ad avvertire il desiderio di tornare a sentirsi libero e riprendere l’attività che un tempo lo definiva: rubare polli alle fattorie vicine. Tuttavia, questa scelta, non rende particolarmente felici i tre ricchi e spietati allevatori, ormai convinti di voler eliminare definitivamente la minaccia rappresentata dalla volpe. La loro reazione scatena una vera e propria persecuzione che non coinvolge solo Mr. Fox, ma mette in pericolo l’intera comunità animale. Di fronte a una situazione sempre più critica, l’ingegno, l’astuzia e le capacità del protagonista diventano fondamentali per affrontare le conseguenze delle proprie azioni. Fantastic Mr. Fox è un film che, nonostante si presenti come una storia animata e leggera, affronta temi importanti come l’identità personale, la responsabilità e il conflitto tra istinto e dovere. Per quanto riguarda lo stile, Wes Anderson utilizza dialoghi ironici e una messa in scena utili a riflettere sul concetto di libertà e sulle conseguenze delle scelte individuali, mostrando come l’egoismo possa coinvolgere negativamente anche gli altri.
Fonte immagine: Wikipedia, Di Harald Krichel – Opera propria, ritagliata

