Film e serie Marvel: recensione e analisi di Secret Invasion

Film e serie Marvel: Secret Invasion è un avvertimento?

Film e serie Marvel: ascese e cadute di serie tv. Secret Invasion è un avvertimento?

Elemento Dettagli Secret Invasion
Protagonista Samuel L. Jackson (Nick Fury)
Regia Ali Selim
Genere Spionaggio / MCU
Punto di forza Interpretazione di Olivia Colman
Criticità CGI altalenante e trama ripetitiva

Durante il grande successo del Barbienheimer, ovvero il sodalizio estivo dei blockbuster Barbie ed Oppenheimer, non poteva mancare anche la Marvel Studios, che con i film e le serie del Marvel Cinematic Universe negli ultimi anni sta sfornando la maggior parte dei successi internazionali al botteghino; tuttavia questa volta la casa di produzione ha deciso di puntare sulla serialità, che sta accrescendo il suo universo e dunque la sua importanza, perciò da poco tempo su Disney+ è uscita la nuova miniserie MCU Secret Invasion ideata da Kyle Bradstreet e diretta da Ali Selim: va da sé che non è proprio andata come speravano.

La trama di Secret Invasion: tra semplicità e complessità nei film e serie Marvel

Innanzitutto la trama è abbastanza semplice, ma solo per chi conosce un minimo l’MCU attraverso i fumetti o i film e serie Marvel, dunque di questo c’è da trattare nei dettagli successivamente: un gruppo di ribelli skrull, alieni infiltrati sulla Terra già da anni (come si vede nel film Captain Marvel del 2019, di Anna Boden e Ryan Fleck), capaci di poter assumere le sembianze di un umano sostituendolo, vuole conquistare la Terra, dunque Nick Fury (ex-capo dell’agenzia di intelligence Shield e quindi degli Avengers, interpretato dal fantastico Samuel L. Jackson) assieme all’agente Hill e all’amico skrull Talos devono cercare di fermare l’invasione segreta prima che porti ad un conflitto mondiale, essendo, Nick, l’unico a conoscere il pericolo dalle missioni con Captain Marvel negli anni ’90.

Poste queste premesse, si può dire che la serie non sia riuscita a contrastare il successo in sala del Barbienheimer, anzi ha fatto anche peggio di altre serie e non solo per il periodo bensì per varie problematiche, in primis con il pubblico:

  1. Già preannunciato e comune a vari prodotti MCU degli ultimi anni, è la vera e propria chiusura dell’universo a chi non lo conosce a fondo: ad esempio dalla trama emergono molti legami con Captain Marvel e ovviamente con i film di Avengers precedenti, di conseguenza diventa impossibile apprezzare la serie già guardandola dall’inizio per chiunque non conosca bene quei film e serie Marvel in generale;
  2. Gli stessi fan e conoscitori dell’MCU hanno difficoltà a comprendere parte dei passaggi, perché tra il 2019 e il 2023 sono passati vari anni e prodotti Marvel e per questo c’era bisogno di un approfondimento sia nelle vicende degli skrull, portati da Fury sulla Terra in seguito alla guerra kree-skrull (sempre in Captain Marvel), sia nel rapporto tra l’agente e il gruppo alieno.

Analisi dei problemi: perché l’MCU sta diventando un universo chiuso?

In tutto questo, nonostante alcuni insuccessi, i film e serie Marvel continuano a essere scritti facendo e rifacendo gli “errori” di cui si è parlato, ma per quale ragione? Perché, se da una parte portano le persone ad allontanarsi (o si conosce l’intero MCU o non si può capire a fondo nulla), dall’altra le portano invece ad avvicinarsi recuperando in binge-watching su Disney+ l’intero MCU: ovviamente viene prediletta di molto la seconda opzione, grazie al passaparola dei fan dal vivo tra amici e parenti, su Internet, nei blog, e nei social, per non parlare dell’enorme potere della Disney e della Marvel nel promuovere i loro prodotti che porta quasi sempre a blockbuster, ma questa incertezza legata proprio a Secret Invasion (o anche al film Ant-Man and the Wasp: Quantumania) può far pensare a un cambiamento nel rapporto tra l’MCU e il pubblico? Questo lo si scoprirà solo in futuro.

Recensione della serie Secret Invasion: regia, montaggio e personaggi

Per il momento, parlando dell’ultima serie uscita, si possono fare le seguenti osservazioni:

  • L’esperimento della sigla iniziale fatta con l’A.I. è riuscito, anche perché il risultato non è male, come è interessante il voler uscire dal genere supereroistico per andare nello spionaggio; tuttavia ciò diventa una pecca quando da fan e non-fan dei film e delle serie Marvel ci si aspetta di vedere un universo costellato da supereroi e supercattivi, che tra l’altro già è stato teatro di eventi clamorosi, ma invece davanti agli occhi si presenta qualcosa di completamente diverso e sconosciuto che incuriosisce solo nei primi episodi;
  • La differenza tra film e serie Marvel più uniformi è che nelle serie la sceneggiatura è di solito più minuziosa e moderata nei primi episodi per poi divenire più frenetica dando per scontato dinamiche che si susseguono in modo naturale, al contrario qui non è così proprio perché manca l’ossatura di fondo per conoscere bene la storia e il tempo giusto per affezionarsi ai personaggi, i quali finiscono per essere scritti malissimo. Non solo i personaggi sono scritti così, ma la stessa trama e le varie sottotrame hanno costanti ripetizioni per avere un allungamento (se si pensa alla relazione tra Fury e Priscilla), quando potevano esserci approfondimenti al posto delle ripetizioni con la stessa funzione di enfasi;
  • La regia è giusta, soprattutto per le scene di battaglie e inseguimenti, poche ma buone e che hanno osato sotto il profilo della violenza, anche se la CGI spesso ha fatto brutti scherzi e, purtroppo, non è la prima volta: un altro esempio è la serie She-Hulk;
  • Il montaggio è ottimo, perché spesso ha accresciuto la tensione tipica dello spionaggio con montaggi paralleli di eventi accaduti contemporaneamente in posti diversi e corse contro il tempo, intersecandosi in maniera perfetta con la geopolitica presentata, però ne restano pochi esempi, gli unici da ricordare della serie, che per la maggior parte del tempo è una ripetizione noiosa di dinamiche sempre uguali tra i personaggi e con colpi di scena banali;
  • La Sonya Falsworth di Olivia Colman è il personaggio migliore (probabilmente per l’interpretazione), mentre il Gravik di Kingsley Ben-Adir è caratterizzato il giusto ma risulta stucchevole, sia per l’aspetto un po’ inadatto al ruolo sia per l’interpretazione a tratti senza il mordente da vero villain;
  • Infine Nick Fury rimane grande nell’universo dei film e serie Marvel, soprattutto per l’interprete, però in questa serie – a differenza dei film – lo si è visto lontanamente e il fattore dell’anzianità è di fatto un alibi implementato nella stessa storia.

Fonte dell’immagine per “Film e serie Marvel: Secret Invasion è un avvertimento?”: www.comicsuniverse.it

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Articolo aggiornato il: 17 Febbraio 2026

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A proposito di Giuseppe Arena

Ciao, mi chiamo Giuseppe Arena e sono di Napoli. Fin da bambino amo il cinema, infatti ora lo studio alla facoltà di Scienze della comunicazione, presso l'Università Suor Orsola Benincasa; inoltre nel tempo libero, oltre a guardare film, ne parlo pure su "Eroica Fenice" e sulla mia pagina Instagram "cinemasand_". Oltre al cinema, sono appassionato anche di altre arti, comunemente incluse nella "cultura-pop", come le serie-tv e i fumetti: insomma penso che il modo migliore per descrivere il mondo sia raccontare una storia!

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