Francesco Vairano non è solo uno dei più grandi doppiatori, dialoghisti e direttori di doppiaggio. Molto probabilmente, anzi sicuramente, Francesco Vairano è l’essenza del doppiaggio stesso. Non solo per bravura e professionalità, ma perché lui ha passione. Una passione e una gioia di vivere che contagiano chi gli parla, lo ascolta e lo osserva. La sua aura, i suoi modi e, ovviamente, la sua inconfondibile voce fanno di lui un’icona, soprattutto per gli appassionati del fantasy, della fantascienza e della cultura pop. In occasione del Comicon 2025, l’artista è stato invitato a un meraviglioso panel: “La voce dell’oscurità: Piton, Palpatine e Gollum raccontati da Francesco Vairano”, moderato da Eva Carducci e Alessandro De Simone.

Chi è Francesco Vairano
Tutti gli appassionati conoscono la versatile e camaleontica voce di Francesco Vairano, ma forse pochi sanno che lui è nato proprio a Napoli, che ama il cocktail Martini e che l’invito al Comicon 2025 è stato una piacevole sorpresa, arricchita dal mantenimento di una promessa importante: il suo drink preferito servito direttamente sul palco all’inizio del panel. Nella sua vita ha lavorato in oltre 200 produzioni tra film, animazione, serie tv e non solo, prestando la sua voce. Esperto dialoghista e direttore del doppiaggio, Francesco Vairano è stato e – ed è tutt’oggi – un punto di riferimento per i doppiatori. Angelo Maggi, il grandissimo doppiatore di Tom Hanks, Robert Downey Jr e Hugh Grant (per citarne solo un paio), ha parlato di lui nel corso di un’intervista sul canale TikTok @manunderthehood. Proprio a proposito del doppiaggio di Notting Hill con Hugh Grant e Julia Roberts, doppiata dall’altrettanto leggendaria Laura Boccanera, Maggi ha dichiarato: “Lui è un direttore pazzesco e un dialoghista ancora più pazzesco! I suoi testi sono dei veri spartiti musicali!” Francesco Vairano mette non solo passione, professionalità e tanto amore nel suo lavoro, ma anche quel pizzico di ironia che non guasta mai e che ha caratterizzato il panel il cui tema principale riguardava i tre dei più grandi villain del cinema da lui adattati e doppiati: Severus Piton nella saga di Harry Potter, Gollum (e Sméagol ovviamente) ne Il Signore degli Anelli e Lo Hobbit e Palpatine in Star Wars: La vendetta dei Sith, terzo film incentrato sulla storia di Anakin Skywalker e la sua caduta nel Lato Oscuro, e l’ultimissimo lungometraggio Star Wars: L’ascesa di Skywalker.

Meglio villain che troppo buoni
Il tema del villain è stato al centro della chiacchierata con Francesco Vairano. Il maestro ha spiegato al pubblico i cosiddetti “cattivi” sono sempre i personaggi migliori da interpretare per la varietà di sfumature dei loro personaggi. Molto spesso dietro la loro malvagità si nasconde una storia dolorosa ed è quello che capita a Severus Piton, interpretato al cinema dal compianto Alan Rickman. Chi conosce bene la saga letteraria di J.K. Rowling è al corrente della storia personale del personaggio: nato da una famiglia mista (mamma strega, padre babbano) e anche molto povera. Severus ha trovato in Lily Evans, una strega nata babbana il suo primo e unico amore. La rottura della loro amicizia quando Severus, influenzato da Lucius Malfoy e il suo gruppo, i neonati Mangiamorte, le diede della mezzosangue (insulto mortale nel mondo dei maghi). Il dolore nel vederla sposare James Potter, suo acerrimo rivale a scuola. Infine la profezia e il tentativo fallito di salvare la vita alla sua amata dalla furia omicida di Lord Voldemort e infine ricominciare tutto da capo con Harry per cui prova sentimenti contrastanti: il contrasto tra il fastidiosa atteggiamento di sfida di James e gli occhi verdi di Lily che gli stringono il cuore. Insomma ce n’è abbastanza per fare impazzire chiunque. Anche Gollum, nato dalla penna del grande J.R.R. Tolkien, può essere definito un antieroe tormentato più che un villain. Ma a differenza di Piton il suo tormento proviene dall’influenza malefica dell’Anello forgiato da Sauron ha contaminato la sua mente portandolo ad uccidere suo cugino Deagol, a rubare, imbrogliare e infine ad isolarsi e ridursi nello stato in cui tutti lo conosciamo meglio, rodendosi in un tormento continuo che ne Nel Le due torri la sua follia è sfociata in un dialogo schizofrenico con il vecchio sé stesso, l’ex hobbit Sméagol. In ultimo, e forse il cattivo per eccellenza, come detto dallo stesso George Lucas, c’è il personaggio di Palpatine. Lo stesso Lucas, creatore della saga Star Wars, definì Palpatine l’incarnazione del male puro.
Francesco Vairano e i casting per i doppiatori
Come dialoghista e poi direttore del doppiaggio, ovviamente, a Francesco Vairano è toccato spesso il compito di scegliere il cast e di inviare i provini di uno o più attori per un ruolo alle grandi case di produzione americane e non. Un lavoro non privo di imprevisti, come quando a poche settimane dall’uscita de Il Signore degli Anelli – Le due torri, ancora non si sapeva chi doveva fare Gollum né Sméagol. Dato che il personaggio era assai complicato ad un certo punto qualcuno ha chiesto: “perché Gollum non lo fai tu?” e così è andata, ma mancava ancora un tassello. La voce di Sméagol presentava toni più acuti, tormentati e meno sibilanti, e la produzione aveva qualche dubbio perché, come lo stesso Francesco Vairano ha spiegato al pubblico: “Ignorava il canarino che è in me!”. Infatti, alla fine l’ha spuntata e il risultato lo conosciamo tutti. Un episodio analogo è nato per la scelta di Severus Piton: Francesco Vairano fu scelto tra tanti attori dalla produzione con la motiviazioneche “era viscido” come il personaggio. Il pubblico ha incoraggiato il maestro a pronunciare le due battute più famose del Principe Mezzosangue (come Severus si definiva), ovvero “Potrei vomitare!” dal film L’Ordine della Fenice e il semplice ma sentito, sofferto e potente “Sempre…” riferito al suo mai sopito amore per Lily Potter. Il doppiaggio di Palpatine è giunto un po’ a sorpresa, all’ultimo episodio della seconda trilogia, dove il personaggio aveva la voce ormai fissa di Carlo Reali. L’annuncio del cambio voluto dalla produzione destò un bel polverone e una serie di scontenti nel pubblico ma quando venne fuori il nome di Francesco Vairano, ovvero Piton e Gollum, le proteste si placarono quasi all’istante.

Un finale commovente
Come molti sanno, sono previsti reboot e serie di franchise che hanno conquistato un posto speciale nel cuore del pubblico. Va detto, però, che non tutte le notizie sono state accolte bene e Francesco Vairano non pensa di prendere parte al doppiaggio, un po’ per l’età (81 anni portati benissimo) un po’ perché crede nell’originalità di un prodotto e i reboot sono “imitazioni ripetitive”. Lui ha lavorato tanto e dato al pubblico italiano molto più che semplici adattamenti e si ritiene soddisfatto del suo lavoro. Nonostante ciò Francesco Vairano è una persona talmente umile da pensare che in platea non ci sarebbe stato nessuno: niente era più lontano dalla verità. Il panel si è concluso in modo emozionante e Francesco Vairano si è commosso di fronte alla dedizione e l’ammirazione che il pubblico ha dimostrato dopo ben 25 anni dalle produzioni che lo hanno reso celebre per più di una generazione. Sul palco dell’Auditorium del Teatro Mediterraneo, al Comicon 2025, davanti a una meritatissima standing ovation, il Maestro del doppiaggio italiano ha versato lacrime di gratitudine e gioia, e tutto il pubblico con lui per lo stesso motivo: una profonda riconoscenza per aver dato, in una delle lingue più belle del mondo, accesso ad un mondo magico, spaziale e fantastico che resterà per sempre nei nostri cuori.
Immagine in evidenza: elaborazione grafica foto di Adelaide Ciancio e poster promozionali. Foto articolo di Leonardo Marciano
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