Franco Melidoni e il suo Peppiniello in Miseria e Nobiltà

Franco Melidoni e il suo Peppiniello

Franco Melidoni si presenta come un simpaticissimo signore, allegro e gioviale. Un uomo semplice di grande umanità ed umiltà, pur provenendo da una lunga stirpe di attori del teatro e del piccolo grande schermo ed essendo un attore egli stesso. Un incontro casuale, il nostro, ma che ci dà l’opportunità di conoscere una persona che conserva a distanza di anni un ricordo indelebile di quella che è stata l’esperienza più importante di tutta la sua vita. Franco Melidoni ha interpretato la parte di Peppiniello in Miseria e Nobiltà, trasposizione della famosissima opera teatrale del grande Eduardo Scarpetta e che resterà nella memoria di tutti per la sua famosissima battuta ricorrente nel film: “Vincenzo m’è padre a me!”

Tutti, almeno una volta nella vita, hanno visto Miseria e Nobiltà. Al sud probabilmente un po’ di più, al punto che molte delle battute sono citate a memoria dagli stessi napoletani. Miseria e Nobiltà, la commedia scritta nel 1888 dal grande Eduardo Scarpetta, vanta un numero impressionante di messe in scena e grazie alla trasposizione cinematografica di Mario Mattoli, è divenuta ancora più famosa, addirittura immortale, grazie all’interpretazione del grande principe della risata Antonio De Curtis, in arte Totò. Abbiamo approfittato di questo fortunatissimo incontro, avvenuto per caso – o per destino? – presso l’agenzia di Antonio Luise, imprenditore e collezionista dei cimeli di Diego Armando Maradona nonché caro amico del grande Melidoni come di molti grandi artisti, per porgergli alcune domande.

Chi è Franco Melidoni in sintesi?

Dettaglio Informazione
Ruolo celebre Peppiniello in Miseria e Nobiltà (1954)
Battuta iconica “Vincenzo m’è padre a me!”
Regista del film Mario Mattoli
Colleghi illustri Totò, Sophia Loren, Enzo Turco
Franco Melidoni intervista Peppiniello Miseria e Nobiltà
Franco Melidoni e il suo Peppiniello – Un momento dell’Intervista

Come Franco Melidoni ottenne il ruolo di Peppiniello?

Franco Melidoni, come sei stato scelto per il ruolo di Peppiniello in Miseria e Nobiltà?

Vengo da una famiglia di attori, mio nonno era molto amico di Eduardo Scarpetta e aveva il consenso di portare in scena tutte le sue commedie in tutta Italia, ad eccezione di Napoli e Roma, infatti mio padre è nato a Crotone. Il nonno sceglieva una città, affittava il teatro per un anno e metteva in scena tutte le sue commedie, facendo il tutto esaurito tutte le sere. Mia zia, Giulia Melidoni, che interpretava Bettina nel film, è nata a San Pier d’Arena. Mi trovavo a Milano, ero andato a trovare mio padre che lavorava nella compagnia di Carlo Dapporto. Una signora che si occupava di quelli che oggi chiamano i casting, mi vide e disse a mia madre che stavano scegliendo gli attori per la nuova commedia di Mario Mattoli, tratta dall’opera di Scarpetta e di partecipare ai provini a Roma, subito dopo le feste di natale. Andammo agli Stabilimenti Ponti-De Laurentiis e durante i provini, a cui hanno peraltro partecipato alcuni attori poi divenuti famosi, vedemmo che nessuno mi mandava a chiamare. Quando furono usciti tutti, ci chiamarono per firmare il contratto, senza che io avessi fatto nulla. Mi chiesi perché? Poi venne fuori che la stanchezza dello scomodissimo viaggio in treno, unita al sonno e ai miei vestiti stropicciati, avevano contribuito a darmi l’aspetto e l’espressione giusta per interpretare questo bambino cresciuto in povertà. E così ebbi la parte!

Aneddoti divertenti sul set di Miseria e Nobiltà

Si ricorda un episodio divertente in particolare durante la lavorazione del film?

Ricordo la scena in cui il cuoco portava tutte quelle cose da mangiare e Totò e gli altri grandissimi interpreti che non toccavano cibo da giorni, ci si avventarono. Il cibo si freddò e usarono dei mozziconi accesi nascosti qui e là per simulare il vapore della pasta ancora calda. Totò, che sapeva improvvisare come nessuno e poteva permetterselo, poiché era un genio, ebbe l’idea di infilarsi gli spaghetti nelle tasche della giacca. Sullo schermo, l’idea ha funzionato alla grande, ma la costumista non gradì e si arrabbiò da morire nel ritrovarsi il vestito di scena sporco ma, come già detto, Totò era un grande e queste eccentricità gli venivano perdonate, in virtù del suo genio e del fatto che fosse un gran signore!

Il ricordo di Totò: com’era lavorare con il Principe?

A proposito di Totò, com’è stato lavorare a contatto con lui?

Io ero piccolo e lo vedevo più come un nonno, era gentile e affettuoso. Per girare il film mi assentai un mese da scuola ed un autista era incaricato di prendere l’assegno per me ogni settimana e consegnare i miei compiti fatti: studiavo durante le pause delle riprese, qualche volta lui era lì accanto. Rividi Totò a Cerignola qualche anno dopo. Lui stava girando il film Gambe d’oro ed era ormai cieco (probabilmente oggi un intervento avrebbe risolto il suo problema) e poi lo rividi a Fiumicino, seduto nella Cadillac, auto che lui amava molto e cambiava ogni anno e fumava una delle sue predilette Turmac, le sue sigarette preferite. Mi avvicinai e dissi: “Principe sono Franco Melidoni, Peppiniello!” lui tese le mani e disse, “fatti vedere” e quando mi toccò il viso e le spalle mi disse: “Comm sì crisciut!” e quella fu l’ultima volta che lo vidi.

Franco Melidoni ha ricevuto in seguito altre offerte di lavoro nel cinema ma i genitori hanno preferito che proseguisse con gli studi. Tuttavia il teatro è parte del DNA della famiglia Melidoni e Franco ha continuato a recitare in teatro, insegnando a sua volta recitazione, soprattutto ai più piccini, nella memoria del suo indimenticabile Peppiniello e alla sua immortale battuta: Vincenzo m’è padre a me!

Fonte: foto di Antonio Luise, foto di Peppiniello dal Web, si ringrazia Antonio Luise Immobiliare per l’ospitalità.

Articolo aggiornato il: 26/12/2025

Altri articoli da non perdere
Greta Gerwig e il nuovo adattamento cinematografico di Piccole donne
Greta Gerwig e il nuovo adattamento cinematografico di Piccole donne

Piccole donne torna ad incantare con la nuova e potente versione cinematografica della regista statunitense Greta Gerwig. Prodotta dalla Columbia Pictures Scopri di più

Razzie Awards 2026: ecco le nomination per i peggiori film
Razzie Awards 2026: ecco le nomination per i peggiori film

Anche quest'anno sono stati annunciati i film candidati ai Razzie Awards 2026, il premio satirico che viene assegnato ai peggiori Scopri di più

Parthenope, recensione del potente capolavoro di Paolo Sorrentino
Parthenope. Recensione del potente capolavoro di Paolo Sorrentino

Parthenope, la nostra recensione del potente capolavoro di Paolo Sorrentino. Il genio di Paolo Sorrentino compie un nuovo miracolo: Parthenope. Scopri di più

La saga di Saw: tra enigmi e sangue
saw l'enigmista

La saga di Saw: trama, personaggi e film dell'enigmista Da quando ha fatto il suo inquietante debutto nel 2004, la Scopri di più

The Outsider, Jared Leto e la yakuza | Recensione
The Outsider, Jared Leto e la yakuza | Recensione

Il fascino di vedere una persona occidentale abbracciare una diversa cultura come quella giapponese è in molte persone, e in Scopri di più

Film maledetti: i 5 set più tragici del mondo cinematografico
Film maledetti: i 5 set più tragici del mondo cinematografico

Nel mondo del cinema molti sono stati gli eventi tragici accaduti sui set. Le morti rendono i film "maledetti". Vediamo Scopri di più

Condividi l'articolo!

A proposito di Adelaide Ciancio

Vedi tutti gli articoli di Adelaide Ciancio

Commenta