Il collegio: il reality della Rai che ha fatto discutere

Il collegio: il programma della Rai che ha fatto discutere

Il collegio è un programma televisivo prodotto dalla Rai e MagnoliaBanijay Italia, andato in onda su Rai 2 dal 2017 fino al 2023, e nuovamente dal 2025, ma solo su RaiPlay. All’interno di questo articolo parliamo proprio di questo programma, e delle critiche che ha scatenato con la sua messa in onda.

Caratteristiche principali del docu-reality Il collegio

Elemento Descrizione
Genere Docu-reality a sfondo storico
Partecipanti Circa 20 adolescenti (14-17 anni)
Obiettivo Conseguire il diploma di licenza media dell’epoca
Autorità Preside, professori e sorveglianti
Divieti Smartphone, elettronica, trucchi, cibo moderno

Il collegio: cos’è?

Innanzitutto, partiamo col dire che questo è un docu-reality ambientato in un preciso periodo storico, ad esempio nel 1960, 1968, 1981, e così via, e vede la partecipazione di una ventina di adolescenti, di età compresa tra i 14 anni e i 17 anni, i quali devono studiare per circa un mese all’interno di un collegio dell’epoca in cui ciascuna edizione è ambientata, al fine di conseguire il diploma di licenza media. Vi è un corpo docente costituito dal preside, massima autorità del collegio, e da un numero variabile di professori (di italiano, matematica, storia e geografia, inglese, e così via). Vi è anche una coppia di sorveglianti, un uomo per i ragazzi, e una donna per le ragazze, che controllano sempre il comportamento degli adolescenti.

Le critiche al comportamento dei ragazzi

Le regole del collegio sono molto severe, e i trasgressori vengono puniti dal preside: le punizioni sono proporzionali alla gravità del gesto compiuto. Esse possono consistere in compiti extra, nelle pulizie, lavori di giardinaggio o cucina; in certi casi il collegiale può essere messo in isolamento per una o più giornate, oppure, in caso di comportamenti particolarmente gravi, il preside può espellere lo studente dal collegio. Oltre tutto ciò, all’ingresso nel collegio i ragazzi hanno l’obbligo di abbandonare i propri abiti moderni e indossare le divise dell’istituto, e l’obbligo di consegnare tutto il materiale proibito come il telefono, oggetti elettronici, gioielli, trucchi, piastre, cibo, e così via. È anche previsto che, i primi giorni, i ragazzi adeguino il loro taglio di capelli rispetto all’epoca storica e rispetto alla struttura del collegio. Il risultato è che all’interno del programma si vedono varie scene divertenti e non, in cui vi sono studenti lamentarsi o addirittura piangere per il taglio di capelli — come vediamo nel video sotto — ore di lezione in cui i giovani disturbano ininterrottamente le lezioni, scaturendo a volte anche proteste o addirittura vere e proprie occupazioni, oppure scene di studenti che molte volte rispondono male ai professori o i sorveglianti: tutto ciò ha scatenato l’indignazione generale da parte del pubblico, che giudica i ragazzi superficiali, maleducati ed ignoranti, oltre che non osservanti delle regole in generale.

È davvero colpa dei ragazzi?

Immagina di essere un ragazzino o una ragazzina di quindici anni che per la prima volta si trova da solo, senza genitori, in un posto che non conosce, privato delle sue cose, del suo comfort, in un’epoca come la nostra in cui lo smartphone è tutto per gli adolescenti, i quali passano ore e ore sui social media, rifugiandosi in un mondo fatto perlopiù di superficialità, in cui tutto è perfetto e tutti vorremmo essere o avere quelle cose che vediamo. E immagina anche che, non solo sei privato di tutto ciò, ma devi anche seguire delle regole a cui non sei abituato, vi sono delle usanze e professori di un’altra epoca, lezioni a tutte le ore. Tutto ciò non vuole ovviamente discolpare i ragazzi, che moltissime volte si sono davvero comportati male, ma semplicemente farci entrare nell’ottica che è facile giudicare guardando solo ciò che noi vediamo dalla televisione, in cui c’è un lavoro di editing, oltre che ad un lavoro dei creatori stessi del programma, e di conseguenza, dovremmo un po’ tutti avere dell’empatia e immedesimarci in questi adolescenti, chiedendoci: “Ma io, come mi sarei comportato?”.

Fonte immagine in evidenza: Wikipedia, Rai e Magnolia, FedeMon-ty

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