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Eroica Fenice

Il giorno più bello, un tragicomico road movie

Il giorno più bello, un tragicomico road movie

Il giorno più bello – Der geilste Tag è il film – campione d’incassi in Germania – scritto, diretto e interpretato da Florian David Fitz.

Andi (Matthias Schweighöfer) è un giovane, ambizioso e ipocondriaco pianista affetto da fibrosi polmonare che, in attesa di un donatore, è ricoverato in ospedale. È qui che conosce Benno (Florian David Fitz), un ladruncolo e truffatore di poco conto che, come lui, ha ben poche speranze di sopravvivere dopo la recente diagnosi di un tumore al cervello. Sarà con la grande determinazione a godersi gli ultimi giorni a loro disposizione che i due, dopo essere scappati dalla clinica e aver racimolato un’ingente somma di denaro avuta in prestito da una banca, partono alla volta del continente nero fermamente intenzionati a trascorrere il giorno più bello della loro vita prima di farla finita.

Il giorno più bello: quando comicità e serietà si fondono alla perfezione

Considerata la criticità degli argomenti trattati nel film, il cancro e il suicidio, il rischio per Fitz di calcare la mano con la drammaticità e la retorica era davvero alto. Dall’altro lato, invece, avrebbe potuto esagerare inserendo fin troppe gag, battute e situazioni comiche nella trama con il risultato di rendere il tutto irrispettosamente grottesco e ridicolo. Per fortuna, il quarantatreenne tedesco è stato in grado di dosare e mixare alla perfezione i due ingredienti principali del suo riuscitissimo road movie – comicità e serietà – ottenendo un risultato notevole sia dietro sia di fronte la macchina da presa.

Questi due elementi sono da subito riconoscibili nelle diverse personalità dei protagonisti: Andi è introverso, serio, onesto e rispettoso; mentre Benno è egocentrico, egoista, estroverso e irriverente. Il primo si affida alla speranza di un trapianto; il secondo, invece, non ha alcuna intenzione di sprecare quel poco che gli resta da vivere a vegetare in un letto d’ospedale. Tra i due nascerà un profondo legame di amicizia nel quale uno colmerà le mancanze e i difetti, non soltanto caratteriali ma anche di salute, dell’altro così da potersi buttare a capofitto nella loro ultima, grande avventura.

A rendere la trama singolare e interessante, aiutandola ad allontanarsi e distinguersi da altre pellicole aventi gli stessi temi, hanno poi contribuito molto l’eccezionale fotografia di Bernhard Jasper, il quale ha saputo catturare appieno l’Africa con i suoi sconvolgenti panorami e l’azzeccatissima e selezionata colonna sonora a opera di Egon Riedel e Siggi Mueller.

Il giorno più bello intrattiene ed emoziona lo spettatore senza togliergli mai il sorriso donandogli, anzi, diversi e intelligenti istanti di riflessione. Uno tra i più intensi è contenuto nelle bellissime e significative parole che Benno rivolge ad Andi per rassicurarlo:

“La morte non esiste, c’è solo un breve momento prima e non è affatto male.”

La scelta sul come e sul quando quel breve momento debba essere e sopraggiungere, non andrebbe negata a nessuno; in fondo, a chiunque dovrebbe essere concesso di vivere il giorno più bello della propria vita soprattutto nel caso in cui dovesse trattarsi dell’unico, l’ultimo, dopo innumerevoli altri trascorsi tra le brutture della sofferenza provocate da malattie e condizioni di disagio indescrivibili che soltanto chi esperisce sulla propria pelle o su quella dei propri cari può realmente comprendere.