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Eroica Fenice

Food

Al President di Pompei ricette d’autore all’olio d’oliva

Al ristorante President di Pompei, lo chef stellato Paolo Gramaglia ha presentato lo scorso martedì 18 febbraio un menu d’eccezione con un prodotto di qualità: l’olio DOP “Colline salernitane” dell’azienda Olivarte. Un prodotto antichissimo e pregiato, ricco di benefici per la salute, nonché alimento centrale della cultura mediterranea: l’ olio d’oliva, le cui origini risalgono all’età minoica, è indissolubilmente legato alla storia dell’uomo sia per la sua capacità di impreziosire qualsiasi cibo, rappresentando un ottimo alleato per la salute e la bellezza del corpo, sia per i risvolti economici che il suo commercio ha avuto nei secoli. Il cosiddetto “oro verde” della dieta mediterranea, grazie ai suoi componenti antiossidanti, svolge una preziosa azione protettiva contro le malattie cardiovascolari e l’invecchiamento. Il suo consumo può favorire il miglioramento dei valori pressori, ridurre il colesterolo cattivo e aiutare a prevenire le malattie metaboliche, come il diabete. Nell’antichità, era molto diffusa la credenza che l’olio d’oliva conferisse forza e giovinezza. Nell’antico Egitto, Grecia e Roma, veniva infuso con fiori ed erbe per produrre medicine e cosmetici.  Proprio per celebrare l’importanza dell’olio d’oliva, al President di Pompei presso gli Scavi è stato presentato da Paolo Gramaglia un menu interamente dedicato all’olio DOP Colline salernitane” prodotto dall’azienda Olivarte di Anna Smeraglia . L’azienda ha fatto della divulgazione in tutto il mondo dell’eccellenza dell’olio extra vergine prodotto nella provincia di Salerno la sua missione. Attraverso un lavoro pluriennale, l’azienda produce, commercializza e promuove l’olio extravergine DOP “Colline salernitane” e quello da “Agricoltura biologica”. Un riconoscimento europeo che indica un prodotto agricolo o alimentare il cui ciclo produttivo, dalla materia prima al prodotto finito, si svolge in un’area geografica ben delimitata e non riproducibile altrove. Lo straordinario menu all’olio d’oliva proposto da Paolo Gramaglia al President di Pompei Ciascuna portata è stata il risultato di un connubio più che riuscito tra la maestria dello chef e l’eccellenza dell’olio proveniente dal territorio del Cilento: ad inaugurare la degustazione, una zuppetta di farro, orzo, bacche di goji, mirtilli rossi e passion frutta, crema di olio extravergine Olivarte spalmabile, accompagnata da una selezione dei pani antichi pompeiani. Come primo piatto, un mischiato potente in trafila di bronzo cotto in sette essenze di mare, calamari, bottoni di impepata di cozze, alghe ed anemoni di mare; il secondo, un baccalà alla napoletana, scottato sulla sua pelle, salsa di pomodorino corbarino alla marinara, patate viola, fior di capperi e olive. Il dessert era l’ultima novità proposta da Olivarte: cioccolatini all’olio d’oliva classici, al peperoncino e al limone. Insomma, al President di Pompei si incontrano storia, cultura e gusto che danno origine a qualcosa di unico in campo enogastronomico, sempre all’insegna dell’alta qualità.   Fonte immagine: https://www.facebook.com/ristoranteppresidentinpompei/photos/a.10151299591282994/10157497065682994/?type=1&theater  

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Culturalmente

Natale ortodosso: come, quando e perché di un’antica tradizione

Esistono molti modi di festeggiare il Natale nel mondo: scopriamo insieme il Natale ortodosso, quando si festeggia, in quali Paesi e in cosa differisce da quello cattolico Lo scorso 7 gennaio, come tutti gli anni, è stato celebrato in Medio Oriente e nei Paesi dell’Europa dell’Est di tradizione russa il Natale ortodosso che presenta caratteristiche distinte rispetto al nostro Natale cattolico, a cominciare appunto dalla data. Quest’ultima è dovuta al fatto che le Chiese orientali cattoliche e le Chiese ortodosse seguono il calendario giuliano e non ad una questione “scismatica”, come alcuni erroneamente ritengono. A tal proposito, l’Archimandrita Christopher Calin, decano della cattedrale ortodossa russa, spiega: “La maggior parte delle chiese ortodosse di tutto il mondo utilizzano il calendario giuliano, creato sotto il regno di Giulio Cesare nel 45 a.C., e non hanno adottato il calendario gregoriano, proposto dal latino papa Gregorio XIII di Roma nel 1582. Anche gli ortodossi festeggiano il Natale il 25 dicembre, ma nel loro calendario questa data corrisponde al “nostro” 7 gennaio, cadendo in ritardo di 13 giorni. Non tutti i Paesi ortodossi hanno rifiutato di adattarsi al cambiamento però: in Grecia, ad esempio, il giorno del Natale coincide con quello cattolico; in Egitto, i cattolici del Cairo e di Alessandria, con le rispettive province, celebrano la nascita di Gesù come noi il 25 dicembre. Natale ortodosso: come si festeggia? Oltre alla differenza del calendario, le due Chiese si distinguono tra loro anche per altre caratteristiche. La Vigilia di Natale cristiana prevede festeggiamenti in compagnia di familiari e amici dalla sera fino alla mezzanotte del 25 dicembre, tutti si riuniscono a tavola tra cene pantagrueliche e giochi da tavola. Gli ortodossi fanno esattamente il contrario, osservando un periodo di quaranta giorni di digiuno e preghiera prima della vigilia. Un digiuno però non totale (è consentito infatti il consumo di pesce il mercoledì ed il venerdì), ma che nel giorno della vigilia diventa rigidissimo e prevede solo il consumo di cibo “socivo” ovvero grano lesso e frutta. Questo periodo di Avvento si conclude in chiesa al tramonto con la solenne Messa di Mezzanotte, dove al termine della preghiera i fedeli intonano l’inno di Natale ed al centro della chiesa viene portata l’icona della festività: una candela accesa che simboleggia la Stella Cometa. Infatti, a differenza dalla Chiesa cattolica, dove la nascita di Cristo è rappresentata dal presepe, il simbolo del Natale ortodosso è la candela. L’albero di Natale invece sembra essere una tradizione comune, ma ogni Paese ha le proprie tradizioni: ad esempio, in Grecia non arriva Babbo Natale a portare i doni ai bambini, ma San Basilio il 1° gennaio; in Bulgaria i fedeli bruciano un tronco di legno durante la notte della vigilia (le scintille simboleggiano la prosperità dell’ anno nuovo) e alla fine del pranzo non sparecchiano il tavolo, per lasciare gli avanzi per i cari defunti; durante il cenone della vigilia in Russia si consumano il miele e l’aglio, che simboleggiano la dolcezza e l’amarezza della vita. Fonte immagine: http://www.natale360.com/religioni/Natale_ortodosso.htm

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Eventi/Mostre/Convegni

Il coraggio di essere Frida: moda e fotografia al Filangieri di Napoli

Il coraggio di essere Frida, il fashion project della designer di moda Susi Sposito, ispirata alla mostra Todos podem ser Frida Frida Kahlo, una donna fragile ma forte, un’icona di coraggio, che ha ispirato e continua ad ispirare intere generazioni di donne: simbolo di una bellezza fuori dagli schemi, la pittrice messicana è stata un’eroina passionale, dalla vita intensa e difficile, la cui grandezza ha superato la malattia riuscendo a trasformare la sua condizione in un’opportunità per esprimere la propria arte. Accettare la propria unicità e farne un punto di forza, rifiutando l’omologazione imposta da una società che ci vuole tutti uguali: tutto questo è Il coraggio di essere Frida, il fashion project della designer di moda Susi Sposito, ispirata alla mostra Todos podem ser Frida della fotografa brasiliana Camila Fontanele de Miranda, incentrata sul tema della diversità. Inaugurata sabato 25 gennaio al Museo Civico Filangieri di Napoli, la mostra che unisce moda e fotografia d’autore, celebra e valorizza l’identità di ognuno di noi, incoraggiando il coraggio di difenderla sempre e comunque. «La moda industriale a cui siamo abituati ci ha un po’ snaturati: siamo diventati tutti uguali. Ed è sempre più difficile esprimersi. Questo progetto nasce proprio dall’esigenza di porre l’attenzione sull’identità e farla diventare un’esperienza estetica. È nato così un circolo virtuoso e un team che ha lavorato in perfetta sintonia», spiega Susi Sposito. «Ho subito abbracciato il progetto, – racconta il fotografo Alessandro Tarantino – che ha permesso di far uscire fuori il vissuto di tutte le persone che abbiamo coinvolto finora. Per valorizzare l’immagine reale ho preferito uno schema di luci elementare, con un punto luce soltanto. Questo è un progetto aperto: potenzialmente può continuare all’infinito». Il coraggio di essere Frida: il progetto Nato nel 2016, il progetto ha coinvolto persone di ogni età, sesso e cultura che si sono messe in gioco accettando di posare per Tarantino, indossando i capi firmati dalla stilista Susi Sposito, per realizzare scatti di grande espressività. Make up e hair styling sono a cura di Marina Caragallo, giovane make up artist di grande talento. La collezione di abiti è ispirata al mondo esteriore ed interiore di Frida Kahlo: fiori e animali che subito riportano alla mente gli autoritratti della celebre pittrice messicana, ma anche “gabbie”, bustini steccati e vaporose gonne che raccontano lo splendore dell’unicità di ogni essere umano. Gli abiti riprendono fedelmente i motivi delle foto dell’artista: una natura lussureggiante che decora le stoffe, materiali all’apparenza grezzi ma preziosi come la seta buretta, e ancora scialli, frange, corpetti e gonne vaporose ispirati alla moda messicana di inizio novecento. Anche la danza ha avuto il suo spazio durante il vernissage dell’esposizione, con l’esibizione del corpo di ballo del centro studi Artedanza in una coreografia poetica sulle note del brano Historia de un amor di Carlos Almaran, attraverso la quale lo spettatore può scoprire i due volti di Frida, tra la forza d’animo e l’energia vitale della sua terra natìa. La mostra è aperta al pubblico al Museo Civico Filangieri in Via Duomo, […]

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Eventi/Mostre/Convegni

Divagazioni, la rassegna presentata al Mc Donald’s da Salerno Vittoria Spazio Cultura

Vi aspetta anche quest’anno Divagazioni, la rassegna promossa da “Salerno Vittoria Spazio Cultura”, che torna allo storico Palazzo Natella, attuale sede del ristorante Mc Donald’s di Salerno “Contemporaneità”, nei diversi linguaggi artistici e culturali, in un’ottica di impegno sociale e territoriale, è la parola chiave di questo nuovo ciclo di incontri: “Ospiteremo scrittori e intellettuali di caratura nazionale, con aperture a tutta la Campania. Forse parlare di cultura è eccessivo, non abbiamo questa pretesa, il nostro desiderio è fare divulgazione. Anzi, questo nuovo ciclo si contraddistingue per l’approccio sociale e per l’impegno territoriale, che caratterizza ogni nostra attività – sottolinea il dottor Luigi Snichelotto, partner McDonald’s per le province di Salerno e Potenza – Una sfida che abbiamo accolto dopo gli stimoli che ci sono arrivati dal mondo della stampa e delle istituzioni, un’iniziativa che ci sta arricchendo molto. Il tentativo è lanciare un segnale, è tendere ad un pensiero critico e, se necessario, divergente, incentivando nuovi luoghi di aggregazione”. Come in moderno “cafè chantant”, come a rievocare l’impronta originaria di Palazzo Natella, tra le affascinanti architetture che fanno da sfondo si alterneranno ospiti la cui fama oltrepassa i confini regionali: scrittori, musicisti, intellettuali riuniti con l’intento di favorire lo sviluppo di un pensiero critico tramite l’aggregazione. Tutto ciò reso possibile anche grazie al contributo volontario del Comitato SVSC e delle maestranze che dietro le quinte svolgono un lavoro prezioso. Membri del comitato organizzatore un gruppo di intellettuali, giornalisti ed esperti del mondo dell’impresa: Gabriele Bojano, Laura Patrizia Cagnazzo, Francesco Saverio Coppola, Fiorentino De Luca, Stefano Giuliano, Agostino Ingenito, Barbara Landi, Maria Rosaria Zinno. Il calendario degli appuntamenti di Divagazioni 2020 Come annunciato in conferenza stampa, il programma del ciclo “Divagazioni” 2020 prevede 10 appuntamenti scanditi durante tutto l’anno: fino a maggio avranno luogo i primi 6 e poi si riprenderà in autunno dopo l’intervallo estivo. Il comune denominatore della prima tranche di eventi saranno l’arte, la poesia, la musica, il giornalismo, la comunicazione, il sud. Dopo il primo evento di giovedì 23 gennaio, costituito da un convegno sul “tempo nella scienza e nella vita dell’umanità” del professore Massimo Squillante, già prorettore dell’Università del Sannio, attualmente direttore del Dipartimento di Diritto, Economia, Management e Metodi Quantitativi DEEM, il 13 febbraio sarà la volta dell’incontro con la professoressa Anna Bisogno, docente, giornalista e saggista di origini salernitane. Argomenti centrali saranno la storia e i linguaggi della radio e della televisione, con un focus sul Carosello. “Sud che vogliamo” sarà il dibattito con il giornalista e scrittore Marco Esposito previsto il 5 marzo. Presentato in moltissime comunità meridionali ma anche nel Nord Italia, il suo ultimo libro “Zero al Sud” del 2018, edizioni Rubettino, ha portato alla luce sperequazioni nella distribuzione dei fondi per le politiche sociali a danno di molte comunità del Mezzogiorno. Protagonista dell’incontro del 26 marzo Donatella Schisa, scrittrice meridionale emergente, autrice de “Il posto giusto”, uscito per L’ Erudita di Giulio Perrone nel 2017, che ha ricevuto una Menzione d’onore al Premio Quasimodo 2017, una Menzione di Merito […]

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Musica

Gli Echi dell’Eterna Bellezza, la musica che racconta Pompei antica

Quando degli artisti di grande talento e sensibilità si riuniscono nell’intento di dare espressione alle emozioni partendo da un’idea originale e valida, ne nasce sicuramente qualcosa di meraviglioso: è ciò che accade con “Gli Echi dell’Eterna Bellezza”, il cd diretto e prodotto da Nello Petrucci, artista pompeiano noto a livello internazionale per le sue opere figurative, insieme alla Satyr M.B. Production, la cui musica si ispira ai tesori sepolti dell’antica Pompei Realizzato col patrocinio del comune, il disco è stato presentato nella sala Marianna De Fusco del Municipio alla presenza del sindaco Pietro Amitrano:“Pompei è orgogliosa di avere fra i suoi cittadini un artista poliedrico come Nello Petrucci. Pompei è l’eterna bellezza ed abbiamo bisogno di queste iniziative, di ricordarci ogni giorno che siamo cittadini pompeiani. La nostra città è la città antica più viva del mondo”. “È stata un’esperienza formidabile assistere alla nascita di un cd: nel dipingere un quadro, nel realizzare una scultura, si è soli con la propria opera, concretizzare dei progetti richiede invece la partecipazione di molte più persone. La Satyr ha voluto trasformare delle idee in realtà, in questo caso sul piano musicale, ma anche sul piano cinematografico: questo gennaio, infatti, saremo impegnati in un cortometraggio su Alice nel Paese delle Meraviglie, che sarà girato interamente a Pompei”, racconta Petrucci. Un disco nato dalle composizioni di grandi musicisti come Pericle Odierna, Antonio Onorato, Flavio G. Cuccurullo, e Nicola H. Samale, capaci di tradurre in suono le suggestioni che solo una città dalla storia ricca e millenaria come Pompei, con le sue meraviglie archeologiche, può suscitare. Il fascino e il mistero di Pompei ne Gli Echi dell’Eterna Bellezza In questi brani le immagini diventano musica: impossibile non restare rapiti dalle atmosfere evocate, impossibile non sentirsi immersi in una dimensione senza tempo, dove sembra di riuscire a vedere con i propri occhi scene di infinita bellezza: “Gli Echi dell’Eterna Bellezza”, di Flavio Cuccurullo, dà il nome all’intero progetto e stimola una riflessione profonda sul rapporto tra l’antico e il moderno, tra il sacro e il profano, tra le stelle e il cielo. Suoni che attraversano i secoli, tra cui dominano le particolarissime note del clarinetto greco, offrendo uno sguardo su quel mondo lontano nel tempo, ma che nella mente appare vivo ancora oggi. “Pompei Misteriosa” di Antonio Onorato è il pezzo in cui maggiormente si avverte il senso di “mistero” che avvolge Pompei antica, un autentico pozzo di tesori ancora nascosti e che non smette mai di sorprendere. “Viaggio in America” di Pericle Odierna, con la sua coinvolgente vivacità, sembra all’apparenza discostarsi dall’idea fulcro del progetto, ma sarà proprio il contrasto tra sonorità moderne e tecniche compositive barocche, a trascinare l’ascoltatore in un vortice senza tempo e spazio. Per quanto appaia inconsueto il paragone tra la modernità dell’America (il cosiddetto “Nuovo Mondo” per gli Europei), a ben riflettere anche Pompei può essere considerata un “mondo nuovo” tutto da scoprire, grazie ai particolari sulla vita quotidiana emersi in oltre due secoli e mezzo di scavi. Ed in effetti, […]

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Food

Pizzeria La Cosacca di Pompei presenta il suo nuovo menù

Situata in via Lepanto 271/273 a Pompei, la Pizzeria La Cosacca ha presentato alla stampa il suo nuovo menù autunno-inverno: all’appuntamento dello scorso sabato 7 dicembre, organizzato da Renato Rocco, direttore de La Buona Tavola Magazine, sono intervenuti giornalisti ed esperti del settore per collaudare le novità proposte. Un’esperienza gastronomica all’insegna della tradizione: è ciò che si può trovare alla Pizzeria La Cosacca, non lontano dal centro della città mariana. Il locale si presta a diventare un luogo di ritrovo per la movida cittadina, ma anche per coloro che sono in visita al famoso Santuario o agli scavi. Il menù presentato sabato ha messo in risalto il talento di Stefano De Martino, pizzaiolo con alle spalle una carriera notevole nonostante la giovane età: dopo un’entrée composto dalla classica frittatina napoletana, con cipolla, carote, carne macinata, besciamella, fili di peperoncino e pomodoro San Marzano, si è passati alla degustazione di quattro pizze: La Pizza Di De Martino con crema di friarielli, fior di latte di Agerola, Lardo di maialino nero, tarallo sbriciolato e fili di peperoncino; La Cipolla Barricata composta da vellutata di cipolle ramate di Montoro sfumate con grappa barricata, fior di latte di Agerola, pancetta croccante di maialino nero e fonduta di formaggi stagionati; La Cosacca 2.0 con emulsione di pomodorini del Piennolo DOP, formaggio di pecora stagionato alle vinacce, pomodorini gialli del Piennolo DOP e basilico; La Buona Tavola con crema di papaccelle, fior di latte di Agerola, tuorlo d’uovo fritto, scaglie di Cacioricotta cilentana e basilico cristallizzato. A conclusione, l’assaggio di dolci della celebre pasticceria napoletana Poppella. De Martino propone una pizza in cui regnano molti dei prodotti tipici della tradizione gastronomica campana: fior di latte di Agerola, crema di friarielli, cacioricotta cilentana, cipolle ramate di Montoro, papaccelle napoletane, pomodorini del Piennolo DOP e molto altro ancora. Una pizza friabile e fragrante, altamente digeribile perché preparata con un impasto indiretto composto da un bland di farina tipo 0 al 90% e tipo 1 al 10, biga al 90%, poolish al 10%. Una prelibatezza con un’idratazione del 70% e perciò facilmente masticabile. Oltre al gusto del cibo, improntato su tradizione ed estro, altri punti forti del locale sono sicuramente l’ambiente accogliente, l’arredamento colorato e vivace, le ampie possibilità di parcheggio e la cordialità del personale. Fonte immagine: https://www.labuonatavola.org/la-cosacca-presentazione-del-nuovo-menu/

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Cinema e Serie tv

L’Immortale di Marco D’Amore, la conferenza stampa all’Hotel Vesuvio

Prodotto da Cattleya con Vision Distribution, in collaborazione con Sky Timvision e distribuito dalla stessa Vision Distribution, è al cinema il film di Marco D’Amore ‘L’Immortale’, presentato in conferenza stampa all’Hotel Vesuvio di Napoli. In pochi giorni ha già conquistato il pubblico sbancando al botteghino. Quasi 2 ore di intense e contrastanti emozioni che terranno il pubblico col fiato sospeso, in un vortice di suggestioni in cui solo un personaggio come Ciro Di Marzio, interpretato magistralmente dall’attore e regista Marco D’Amore, è in grado di trascinare: tutto questo è “L’Immortale”, una pellicola nata come spin-off della celebre serie tv Gomorra di cui, appunto, ‘il boss di Secondigliano’ è il pilastro principale. Un capitolo completamente a parte quindi, che racconta la storia di Ciro partendo dall’infanzia fino al dramma della sua tragica esistenza, fatta di paura e morte. Un’esistenza frutto di ciò che gli è accaduto da quando è nato, delle persone che hanno segnato il suo percorso e che lo hanno reso ciò che è: il male assoluto. Ambientato tra la Napoli degli anni ’80 post-terremoto e la moderna capitale lettone Riga, la storia collega perfettamente la quarta e la quinta stagione della serie televisiva: Ciro, sparato al petto dal suo unico amico Genny Savastano, in realtà non è morto e la sua “seconda vita” è un’occasione per ripercorrere con la memoria il suo vissuto fino a quel momento. Da quando nel 1980, a soli 21 giorni, viene ritrovato vivo sotto le macerie dei palazzi distrutti dal terremoto, episodio con cui si guadagnerà il soprannome di Immortale, all’infanzia passata in strada, tra furtarelli, fame e povertà, fino all’ultima guerra tra clan. Sopravvissuto anche stavolta, sarà costretto a rifugiarsi sul Baltico che farà da sfondo alla sua nuova vita criminale, condannato per l’ennesima volta all’immortalità, in un mondo, il suo, dove vivere è mille volte peggio che morire. Marco D’Amore parla del suo ‘L’Immortale’: “Una vetta insormontabile o un abisso senza fondo, tutto questo è il personaggio di Ciro Di Marzio” Durante la conferenza stampa di presentazione, preceduta dall’anteprima proiettata al Cinema Metropolitan di via Chiaia, il regista e protagonista Marco D’Amore ha presentato il resto del cast: Giuseppe Aiello, che interpreta Ciro Di Marzio da bambino, Giovanni Mastarella, Gennaro Di Colandrea, Marianna Robustelli, Valentina Elia, Martina Attanasio, Salvo Simeoli, Nunzio Coppola e Nello Mascia. «Ciro è un essere umano totale, conflittuale, tridimensionale. Ha, a mio avviso, la potenza dei grandi protagonisti della letteratura teatrale come l’Amleto o lo Jago di Shakespeare, il Caligola di Camus. In questi anni trascorsi spalla a spalla con lui, l’ho amato ed odiato, l’ho compreso e condannato, l’ho sognato e ne ho avuto l’incubo. Questa ossessione mi ha fatto immaginare infinite storie possibili che ne ampliassero il racconto, ne indagassero le origini. Una di queste ha preso il sopravvento, mi ha fatto pensare a un viaggio di andata e ritorno che a partire dalla narrazione seriale conducesse gli spettatori dalla televisione al cinema e dal cinema alla televisione. Un film assolutamente autonomo e indipendente, rivolto […]

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Napoli e Dintorni

Wolves Coming in piazza Municipio a Napoli, la natura si ribella

Liu Ruowang torna in Italia con Wolves Coming: cento lupi di ferro, ognuno di 280 kg, irrompono in piazza del Municipio a Napoli. Una scena dell’ultimo film futuristico in programmazione al cinema? No, stiamo parlando di arte e precisamente della grandiosa opera realizzata dallo scultore e pittore cinese, che ha scelto proprio il capoluogo campano per la sua mostra destinata a far discutere. Dal 14 novembre e fino al 31 marzo 2020, infatti, la piazza del Municipio di Napoli, cuore istituzionale della città, si presenta come una immensa galleria a cielo aperto, in cui un branco di lupi inferociti, dal grande impatto scenico, costituirà la nuova attrazione dell’ormai prossimo Natale 2019. La monumentale mostra è stata introdotta in conferenza stampa nella Sala della Giunta di Palazzo San Giacomo, sede del Comune di Napoli, ed inaugurata dal sindaco De Magistris, dall’assessore alla Cultura Eleonora De Majo e dall’assessore uscente Nino Daniele. Già esposta in parte nel 2015 alla Biennale di Venezia e all’Università di Torino, Wolves Coming rappresenta il grido disperato della natura che si ribella al progresso scientifico e tecnologico e all’eccessiva antropizzazione dell’ambiente, offrendo uno spunto di riflessione sui valori della civilizzazione e sulla grande incertezza da cui è dominata la società contemporanea. Con la sua arte, Ruowang è stato in grado di farsi portavoce della tradizione lessicale e filosofica della sua terra d’origine, amalgamandola al contempo con riferimenti al nostro mondo occidentale globalizzato, sempre più in conflitto con le leggi della natura. Il guerriero che sfodera la spada come per difendersi dall’attacco dei cento lupi, “simboleggia la preoccupazione dell’animo umano dopo la crisi economica del 2007 – spiega Ruowuang – Ma l’opera ha anche un altro significato. Il lupo è un animale che lavoro in branco ed è proprio dall’unione delle forze che l’uomo può superare le difficoltà”. Un’occasione di riflessione per l’uomo contemporaneo La particolarità dell’esposizione, organizzata e curata da Matteo Lorenzelli, animatore della storica galleria milanese Lorenzelli Arte, sta nell’essere una delle poche opere con la quale il visitatore può liberamente interagire. A tal proposito, non sono mancate le polemiche, dato che le sculture sono state, già in più occasioni, utilizzate come panchine: “Ho scelto questa forma e questa altezza proprio perché le persone potessero interagire con l’opera, anche sedersi. In questo modo, i cittadini impareranno a conoscere i lupi e tra un po’ non sembreranno più feroci”, chiarisce Ruowang. “Il Comune di Napoli è stato ben lieto di collaborare all’iniziativa, anche perché l’anno prossimo ricorre il 50° anniversario delle relazioni diplomatiche tra Italia e Cina. Ho importato un gran numero di opere e per la prima volta il consueto catalogo che accompagna l’esposizione è stato pubblicato anche in lingua cinese. Uno degli aspetti più interessanti dell’arte di Liu Ruowang, secondo me, è che non possiede nessuna di quelle sofisticazioni, di quelle artificiosità tipiche dell’arte contemporanea”, spiega Lorenzelli. “Sebbene l’idea originaria prevedeva l’installazione a piazza del Plebiscito, ho ritenuto più vantaggioso che essa venisse collocata in piazza Municipio, il vero cuore della città. Ciò che mi […]

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Cinema e Serie tv

Il Giorno più Bello del Mondo, il nuovo film di Alessandro Siani da oggi nelle sale

Un film per tutta la famiglia, una pellicola esilarante che farà sognare grandi e piccini: Il Giorno più Bello del Mondo, nuovo film di Alessandro Siani, proiettato in anteprima al cinema Metropolitan di Napoli e presentato in conferenza stampa all’Hotel Vesuvio di Via Partenope, esce oggi 31 ottobre nei cinema di tutta Italia. Atmosfere fiabesche ed un bel po’ di action: un mix insolito ma decisamente ben riuscito, quello che conferisce al nuovo lavoro cinematografico dell’attore e regista partenopeo Siani, da anni affermato anche a teatro e in televisione, le caratteristiche di un progetto decisamente nuovo, un viaggio attraverso cui lo spettatore potrà divertirsi e riflettere, sognare e stupirsi. Il Giorno Più Bello del Mondo, la trama Arturo Meraviglia, squattrinato impresario teatrale caduto in disgrazia, riceve un’inaspettata eredità da un lontano zio deceduto e spera così di poter saldare tutti i suoi debiti. Scopre però, con evidente disappunto, che l’eredità sono due bambini, Rebecca e Gioele: dapprima prevale lo sconforto, ma il rendersi conto che Gioele ha dei poteri sovrannaturali cambierà tutte le prospettive. Grazie, infatti, alle magie di cui è capace il piccolo, Arturo potrà risalire la china e risolvere i suoi problemi economici. Il bambino prodigio, però, cadrà nella mira di un gruppo di infidi ricercatori che vogliono indagare su di lui sottoponendolo a loschi esperimenti. Da qui comincerà una fantastica avventura ricca di colpi di scena in cui, aiutato dai suoi stravaganti amici e da una bella scienziata, Arturo riuscirà a proteggere Gioele ed a ricostruire il successo del suo teatro, arrivando a vivere così il giorno più bello del mondo. Improvvisazione e fantasia, gli ingredienti speciali del film Il Giorno più Bello del Mondo, scritto, diretto ed interpretato da Siani, è il risultato di un lavoro lungo tanti mesi, preparato in ogni dettaglio ma anche improvvisato: “Cosa ti dicevo quando venivi sul set?” – chiede l’attore napoletano in conferenza stampa, rivolgendosi alla piccola attrice del suo film Sara Ciocca – “posa questo copione, improvvisiamo”. Anche la scelta di far uscire il film in un periodo diverso da quello natalizio è stata abbastanza coraggiosa: “Abbiamo messo davanti il film”, ha dichiarato Siani, dimostrando così di dare priorità alla qualità del prodotto e non alla quantità di persone che riempiranno le sale dei cinema. Alcune delle scene sono state girate in Francia, a Colmar, una location quanto mai adatta a ricreare le atmosfere “disneyane” della storia, di cui la fantasia è una caratteristica fondamentale. Un cast di rilievo e sorprendenti effetti speciali Il film rappresenta anche un punto di svolta nella carriera cinematografica di Alessandro Siani. Dopo svariati anni di commedia romantica, genere a cui si era dedicato finora, l’attore e regista partenopeo ha infatti voluto realizzare un’incursione (piuttosto riuscita) nel mondo degli effetti speciali: “Il cinema è cambiato, siamo ad un punto di svolta ed è necessario adeguarsi. Oggi il linguaggio è diverso e avevo voglia di offrire un film che potesse arrivare così, dritto al cuore, per tutte le famiglie. Ringrazio la distribuzione (Vision) per avermi […]

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Food

Il Mio San Marzano: ode al pomodoro campano!

Si è svolta questa settimana, allo stabilimento Solania di Fosso Imperatore a Nocera Inferiore (Sa), l’attesissima terza edizione de “Il Mio San Marzano”, organizzata da Renato Rocco, direttore de LaBuonaTavola Magazine e promossa dall’azienda Solania srl, in collaborazione con Perrella, distributore esclusivo del pomodoro Solania in Campania e Molise. Presso lo stabilimento di Nocera Inferiore, vera e propria eccellenza nella trasformazione del celebre oro rosso di San Marzano, si sono riuniti più di 300 tra pizzaioli e chef provenienti da tutto il Sud Italia insieme a tanti ospiti d’eccezione, tra cui Luciano Pignataro, giornalista enogastronomico de Il Mattino e del LucianoPignataroWine Blog. L’esperto di gastronomia ha posto l’accento sull’importanza della “valorizzazione e sul recupero del pomodoro San Marzano”. “Dopo un periodo di crisi, il pomodoro San Marzano è tornato ad essere un orgoglio italiano e campano, soprattutto grazie ai giovani pizzaioli e chef che ne stanno riscoprendo il gusto e la versatilità nei piatti” ha commentato il giornalista. “Come per il vino negli anni ’90, anche il pomodoro è tornato ad avere un nome ed un cognome, non vendendolo più in scatole senza nessuna etichetta. Solania è un’azienda particolare perché è fabbrica ma anche produzione, il pomodoro viene seguito dal momento della raccolta fino al suo arrivo sul mercato. Dobbiamo ringraziare in primis due cuochi, Alfonso Iaccarino e Gennaro Esposito, che hanno reintrodotto l’importanza del pomodoro nell’alta cucina, dove si è cercato di eliminare tale prodotto perché considerato troppo meridionale”, ha aggiunto Pignataro. Categoria fondamentale che ha contribuito a restituire al pomodoro l’importanza che merita, è stata sicuramente quella dei pizzaioli che hanno istituito una gara tra loro sulla qualità delle materie prime. Altra presenza importante, infatti, Francesco Martucci, pizzaiolo e numero uno della classifica 50 TOPIZZA e partner di Solania, che ha evidenziato l’unicità del pomodoro San Marzano, “ingrediente fondamentale in cucina e in pizzeria, per la sua caratteristica di acidità-dolcezza non paragonabile a nessun altro tipo di pomodoro”. La festa dell’oro rosso campano “In ristorazione, anche in quella di massimo livello, così come in pizzeria, il pomodoro regna, perché rappresenta il metro di valutazione per stabilire la qualità dell’offerta gastronomica del locale”, spiega Maurizio Cortese, organizzatore eventi e consulente per startup in ristorazione, enogastronomia e food&beverage di lusso, intervenuto alla manifestazione. Una vera festa in onore del fiore all’occhiello del food made in Campania, durante la quale gli artisti del settore hanno presentato in esclusiva le loro ricette preparate con il pomodoro San Marzano Dop disponendo di cinque forni e di altrettante postazioni cucina. La manifestazione è servita anche a firmare l’accordo tra Solania e Authentico, l’app creata da Pino Coletti, mediante la quale il consumatore può verificare, attraverso la scansione del codice a barre, se il prodotto è un autentico Made in Italy. A conclusione della serata, la cerimonia del taglio del nastro del Museo delle etichette, che racchiude una collezione rarissima di etichette di pomodoro San Marzano conservata all’interno dell’azienda che attesta l’evoluzione storica della grafica di un prodotto unico ed inconfondibile. Fonte immagine: https://www.google.com/url?sa=i&source=images&cd=&cad=rja&uact=8&ved=2ahUKEwjdlc_hjrrlAhVQ3aQKHWteBCoQjB16BAgBEAM&url=https%3A%2F%2Fwww.assonapoli.it%2Fil-mio-sanmarzano-alla-solania-il-21-ottobre%2F&psig=AOvVaw1lVD5wnPzTEjmNrYG5Iaf9&ust=1572185799575751

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Food

Giuseppe Vesi contro Tripdvisor: recensioni sospette

Giuseppe Vesi, l’artista della pizza napoletana, solleva la spinosa questione delle recensioni su Tripadvisor: dopo aver riscontrato alcune anomalie su diversi post pubblicati sul famoso sito, il noto pizzaiolo napoletano si dichiara pronto a battagliare per far luce su eventuali irregolarità e ci racconta cosa è accaduto. Giuseppe Vesi, un nome altisonante nel mondo della gastronomia partenopea: la sua pizza è una delle più apprezzate del territorio campano, il suo locale una vera istituzione per i cultori del piatto napoletano per eccellenza. Da qualche giorno, pare si sia trovato, suo malgrado, vittima di una circostanza poco gradevole che l’ha spinto a porre l’accento su una questione, forse troppo spesso sottovalutata: parliamo delle recensioni sul famoso sito Tripadvisor, portale su cui gli utenti possono pubblicare le proprie opinioni sull’accoglienza ricevuta in un locale, sulla qualità del servizio offerto e così via. Ci racconti cosa è successo. In pratica abbiamo riscontrato che un utente in due giorni ha scritto sedici recensioni su diversi locali napoletani. Questo ci è sembrato assurdo e anche impossibile. Ma soprattutto inammissibile per quelle che sono le rigide regole del portale. Come si è accorto che c’era qualcosa di poco chiaro in tutto questo? Anche altri ristoranti della città sono stati presi di mira dallo stesso utente misterioso? Sì, anche altri ristoranti e pizzerie. Ed è assurdo. Il “recensore” per scrivere tante cose in due giorni avrebbe dovuto mangiare parecchio. Credo che sarà ingrassato tanto in quei giorni. Come si garantisce (in teoria) che la veridicità di tali recensioni non sia inficiata da concorrenza sleale, faziosità di qualunque genere, o addirittura da qualcuno che, dietro pagamento, si presti a postare giudizi negativi sul lavoro altrui? Il portale ha un suo regolamento molto chiaro e preciso. Però, come si dice, fatta la legge trovato l’inganno. È normale che questo sistema, che è bellissimo, basato sul buon senso, sul buon comportamento di ognuno può presentare falle che poi si manifestano in situazioni come questa, quanto meno ambigue. È già partita la denuncia? Quali sono gli eventuali reati di cui dovranno rispondere i colpevoli? I nostri legali sono al lavoro per verificare se esistono i termini di una denuncia per diffamazione e danno d’immagine. Qual è la cosa che la infastidisce di più della questione a livello morale? A livello morale ognuno decide cosa fare e come comportarsi. Mi colpisce che si agisca con tanta leggerezza, o addirittura premeditazione, screditando il lavoro di anni, la ricerca costante e faticosa per assicurare il meglio a tutti coloro (tantissimi) che ci stimano e vanno via col sorriso dopo aver mangiato.

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Teatro

I Corti della Formica 2019, la XIV edizione al Teatro Tram di Napoli

Presentata in conferenza stampa la quattordicesima edizione de I Corti della Formica, in corso al Teatro Tram di Napoli, evento dedicato ai corti teatrali, in cui la giuria sarà composta da giovani appassionati di teatro, tutti under 25 Dodici spettacoli, divisi in gruppi di tre, per quattro serate: torna anche quest’anno, dopo ben dieci edizioni, il festival de “I Corti della Formica”, il primo ideato e realizzato a Napoli, per iniziativa di Aries Teatro ed Eventi. Giunta alla sua quattordicesima edizione, la kermesse attinge le proprie risorse unicamente dal pubblico, ma nonostante le inevitabili difficoltà che presenta un’impresa del genere, questa manifestazione continua a richiamare ogni anno autori ed artisti da tutto lo stivale, con le loro idee sempre interessanti da sviluppare sul palcoscenico. I corti selezionati (tra i quali due scelti con la collaborazione della rassegna “Le cortigiane” diretta da Tiziana Tirrito) saranno valutati da una giuria composta esclusivamente da ragazzi under 25, scelti a loro volta tra giovani frequentatori di teatro. Le serate in programmazione, come sempre al Teatro Tram di Napoli, termineranno il 13 ottobre: pubblico e giuria potranno assistere ogni sera a spettacoli diversi e al termine di ogni rappresentazione, confrontarsi e scambiarsi opinioni con gli attori del cast intorno ad un determinato argomento. Vari i temi trattati, interessanti ed attualissimi, come le nevrosi, le donne, il revenge porn, l’omofobia, in questo festival ideato e diretto da Gianmarco Cesario e nato nel 2005 con il nome originario “La Corte della Formica”. Tanti i premi destinati ad autori ed artisti I premi saranno consegnati la sera del 18 ottobre, quando la giuria decreterà il vincitore per il Miglior Corto, oltre al Miglior Autore di testo originale, Miglior Attore, Miglior Attrice, Miglior Regista e Migliore Adattamento. Compito della giuria popolare (e quindi del pubblico presente in sala) sarà invece scegliere i quattro finalisti, uno per serata, tra i quali sarà eletto vincitore assoluto quello andato in scena nella serata con maggior affluenza di pubblico. Lo sponsor dell’evento, Ottica Sacco, premierà con targhe speciali lo spettacolo con il Miglior Gusto Estetico, la targa dedicata alla memoria di Daniele Mattera, per lo spettacolo che utilizza espressività corporea, i passaporti per Positano, consegnati dal Gerardo D’Andrea, direttore artistico del Positano Teatro Festival che da otto edizioni riserva una vetrina nell’ambito della sua programmazione, dal nome ‘Il Teatro che verrà’, e tre segnalazioni per la rassegna ‘Acting Drama’ che avrà luogo presso il Teatro Gelsomino di Afragola. Come da due anni a questa parte, sarà il Teatro TRAM, in via Port’Alba 30, ad accogliere la manifestazione, che si concluderà domenica 13 ottobre. Ogni sera si inizierà dalle 20:30, il biglietto costa 12 euro. Per info e prenotazioni: tram.biglietteria@gmail.com TEL. 3421785930 – Fonte immagine: https://www.expartibus.it/napoli-presentata-xiv-edizione-de-i-corti-della-formica/

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Culturalmente

Dall’Ottocento ad oggi, chi erano e chi sono gli Italiani nel mondo?

Milioni di italiani sparsi un po’ ovunque sul globo, ma cosa c’è dietro le storie di persone che hanno lasciato la patria e gli affetti più cari e che oggi rappresentano un’importante realtà all’estero? La storia del nostro Paese è da sempre stata caratterizzata dal fenomeno dell’emigrazione che affonda le sue radici negli anni ’60 dell’Ottocento. Nel 1861, infatti, all’indomani dell’Unità d’Italia, ebbe inizio la prima fase, conosciuta come Grande Emigrazione, conclusasi negli anni ‘20 del XX secolo con l’ascesa del fascismo. Con l’avvenuta unificazione dell’Italia, fino alla prima guerra mondiale, le cause principali dell’emigrazione italiana furono la povertà, data dalla mancanza di terra da lavorare, soprattutto nell’Italia meridionale. Altre motivazioni furono l’insicurezza causata dalla criminalità organizzata, la scomparsa del sistema feudale con la conseguente perdita, per i piccoli agricoltori, di molti appezzamenti di terra. In questa fase, le destinazioni verso cui si diressero i nostri connazionali furono principalmente l’America del Sud, l’America del Nord e l’Europa. A partire dalla fine del XIX secolo una parte consistente italiani emigrò verso l’Africa, principalmente in Egitto, Tunisia e Marocco. Il secondo periodo del fenomeno, conosciuto come Migrazione Europea, copre invece un arco di tempo che va dalla fine della seconda guerra mondiale (1945) agli anni settanta del Novecento. Le mete più comuni per gli emigranti italiani della seconda metà del XX secolo furono invece le nazioni europee in crescita economica, come la Svizzera, il Belgio, la Francia e la Germania. Per molti si trattava di permanenze temporanee, spesso solo di qualche mese, con l’obiettivo di lavorare, guadagnare e poter così avere un futuro migliore in Italia. Una terza ondata emigratoria è cominciata all’inizio del XXI secolo: la cosiddetta Nuova Emigrazione, è stata originata dalle difficoltà causate dalla crisi economica mondiale sorta nel 2007. I protagonisti di questa terza fase migratoria (nota come “fuga di cervelli”) sono principalmente i giovani italiani, spesso laureati, in cerca di migliori opportunità in nazioni straniere. Secondo l’anagrafe degli italiani residenti all’estero (AIRE), il numero di cittadini italiani che risiedono fuori dall’Italia è passato dai 3.106.251 del 2006 ai 4.973.942 del 2017, con un incremento del 60,1%. I discendenti dei nostri compatrioti che viaggiarono in cerca di fortuna e che si stabilirono all’estero definitivamente, sono chiamati “oriundi italiani“: si stima che, nel mondo, essi ammontino a un numero compreso tra i 60 e gli 80 milioni; oltre alla cittadinanza del Paese di nascita, possono ottenere anche la cittadinanza italiana dopo averne fatto richiesta. Italiani nel mondo: com’è la situazione oggi? Ma veniamo ai giorni nostri: secondo l’Aire (Anagrafe Italiani residenti all’estero), l’emigrazione italiana si concentra in prevalenza tra l’Europa (2.767.926) e l’America (2.059.422). Il Paese con la più alta presenza di italiani è l’Argentina con 819.910 iscritti, seguono la Germania (743.622) e la Svizzera (614.996). Dall’ultimo “Rapporto Italiani nel mondo”, ad opera della Fondazione Migrantes, si riscontra che la fascia d’età dei giovani che oggi decidono di stabilirsi in un Paese straniero va dai 18 ai 34 anni. Sicuramente, per questa generazione di cosiddetti “Millennials”, ciò che spinge […]

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Culturalmente

Abbigliamento anni ’80, le tendenze e i look di un’epoca

Calze bucate, fasce tra i capelli cotonati, minigonne a strati, braccialetti di ogni forgia e colore, pizzi e merletti: viaggiamo all’indietro nel tempo, verso il decennio più eccessivo e colorato del secolo scorso, per ricordare (o scoprire) l’abbigliamento anni ’80! “Ah…che bei tempi!”…. Inutile negarlo, quando si ripensa agli anni Ottanta, questa esclamazione è irrinunciabile. E chi li ha vissuti, tutti o in parte, sa a cosa mi riferisco: sarà la spensieratezza di quel periodo, i ritmi più rilassanti, l’entusiasmo che si respirava, la fiducia che si poteva riporre nel futuro. Fatto sta che quel decennio che vide l’alba di Internet, la caduta del muro di Berlino, la vittoria dell’Italia ai Mondiali di calcio e tanto altro, conserva una magia che lo rende indimenticabile per tutti ancora oggi. L’unica cosa, forse, dove gli anni ’80 non possono essere definiti proprio “favolosi” è stata la moda. L’eccessività e la pomposità di quegli anni si rifletterono, inevitabilmente, anche nel campo dell’abbigliamento e il risultato, diciamolo, non fu dei migliori: i dogmi dell’alta moda parigina che prediligeva tinte pastello, raffinatezza ed uno stile sobrio, furono completamente rifiutati a favore di colori sgargianti e modelli che definire “trash” è un puro eufemismo. ABBIGLIAMENTO ANNI ’80: LO STILE DI QUEGLI ANNI Erano gli anni in cui, la cantante americana Madonna si apprestava a diventare una star planetaria e, in effetti, in fatto di look, si può dire che fosse lei a dettare legge e ad ispirare le folle. Che sia stato un bene o un male, questa è un’altra storia. Ma, più nel dettaglio, in cosa consisteva lo stile anni ’80? Assolutamente irrinunciabili le maglie over-size, indossate sui fuseaux (gli attuali leggins); le stampe erano le più stravaganti, molto diffuse quelle con i videogiochi dell’epoca o con i pois: palline di ogni dimensione, retaggio della moda anni ’60, spiaccicate non solo sulle maglie, ma anche su pantaloni, gonne ed accessori. Ma il punto più sprezzante del buon gusto lo si raggiunse con un particolare da brivido: le orribili spalline! Voluminose e spropositate come si addice solo alla saga di “Guerre stellari”, venivano infilate ovunque: giacche, cappotti, maglie, niente si salvava da questa oscenità, considerata allora un vero must per essere trendy. E come dimenticare il mitico Levi’s Strauss 501, con l’etichetta sulla tasca posteriore rossa? Considerato uno status symbol, era il principe di tutti i modelli di jeans: a proposito, ricordate anche voi l’assoluta assenza di distinzione tra modelli maschili e modelli femminili? Dritti e a vita alta, avevano la capacità di imbruttire anche un fisico perfetto. Riguardo ai fuseaux, neanche loro scampavano a colori fluo e stampe a pois, a righe e lamè. Alcuni poi avevano anche la staffa, quel pezzo in più di stoffa che si infila sotto il piede. Il modello da ciclista, che terminava qualche centimetro sopra il ginocchio, a volte aveva anche una striscia laterale e magari un raffinatissimo (!) abbinamento tra verde fluorescente e fucsia. Per le gonne poi, ci pensava il tulle (tanto tulle…) a renderle un segno […]

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Food

Festival degli Artisti del Gusto alla Tenuta dei Normanni di Salerno

Nata da un’idea di Angela Merolla, si è tenuta lo scorso martedì 9 luglio, alla Tenuta dei Normanni di Salerno, la prima edizione del Festival degli Artisti del Gusto. Il Festival degli Artisti del Gusto ha riunito i protagonisti degli articoli e dei reportage fotografici del mensile enogastronomico L’Arcimboldo: un percorso wine e food itinerante con musica live, ambientato in una location ricca di fascino immersa nell’area naturalistica che fu riserva di caccia dei Normanni, a cui fa da sfondo un maestoso anfiteatro. Con la partecipazione del giornalista, scrittore e conduttore televisivo Enzo Landolfi, il festival si è pregiato anche della presenza dello Scultore-Artista del Ferro Nunzio Cogliano. La festa dei sapori campani Una serata esclusiva, dove poter degustare prodotti tipici regionali di altissima qualità: dallo “Scarpariello scustumat’” proposto dall’Osteria VinoRosso, ribattezzato così per l’abbondanza di pomodori previsti nella ricetta, al “Ragù che pensa” di Gennaro Galeotafiore, che ha bisogno di ben 4 giorni di cottura. Tanti gli sponsor che hanno supportato la manifestazione: la “Luigi Castaldi Group”, da circa 50 anni leader nella distribuzione Food&Beverage, tra i migliori produttori di prodotti d’eccellenza campani per genuinità, qualità e ricercatezza; Eden Banqueting di Poggiomarino NA, che si è occupata dell’organizzazione con la sua squadra di professionisti in grado di creare atmosfere uniche, innovative ed eleganti; la Goeldlin Collection azienda sartoriale, produttrice di abiti da lavoro sita al CIS di Nola in provincia di Napoli, che ha provveduto alle divise per i protagonisti food; il “Gruppo La Piccola Napoli” con il suo team di pizzaioli diretti dal Presidente Paco Linus e dal vice Enzo Fiore; l’Associazione Provinciale Cuochi Napoli, guidati dal Presidente Giuseppe Sorrentino. Un viaggio nel gusto e nei sapori della nostra terra, il cibo ed il vino visti nell’ottica della qualità e della naturalezza, sapori inconfondibili della tradizione gastronomica campana, che ancora una volta ha dimostrato di essere unica al mondo. Fonte immagine: https://www.google.com/url?sa=i&source=images&cd=&cad=rja&uact=8&ved=2ahUKEwiai9SK6K_jAhVQz4UKHckSDQ8QjB16BAgBEAQ&url=http%3A%2F%2Fwww.lumagazine.it%2F2019%2F07%2F02%2Fa-salerno-il-9-luglio-il-festival-degli-artisti-del-gusto%2F&psig=AOvVaw09VHgb5MBvxtxiy71gXawB&ust=1563035750384271

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Food

Apre a Castellammare di Stabia La Canesta, pizza bistrot innovativo

Da un’idea di Antonio La Monica, Tommaso Sabatino e Antonio Ferraro, apre a Castellammare di Stabia il pizza bistrot “La Canesta”. All’insegna dell’alta gastronomia, questo innovativo locale ha i numeri giusti per essere apprezzato da tutti, turisti e abitanti del posto. La piazza alberata e circolare in cui è ubicato ricorda, nella forma, una cesta, in napoletano “canesta” (il famoso “panaro”) da cui deriva il particolare nome del locale. Proprio come il tradizionale paniere partenopeo calato dal balcone per farsi consegnare la spesa dai negozianti comodamente a casa propria, La Canesta promette di offrire ai suoi clienti un’ampia varietà di leccornie. Uno stile originale, un mix che unisce l’arte di Giovanni Santarpia, pizzaiolo stabiese di fama internazionale, consulente del locale, e l’esperienza del maestro gastronomo Antonio Ferraro, da più di trent’anni una vera istituzione stabiese in questo settore. Nel corso della presentazione alla stampa, Santarpia, vincitore del “3 spicchi” del Gambero Rosso e del premio Pizzaioli di “Italia a Tavola”, racconta: “Per uno stabiese che vive a Firenze, partecipare all’avvio di un’attività nel paese d’origine è un onore. Spero che la mia pizza possa regalare emozioni, anche attraverso l’utilizzo di prodotti classici”. “Troverete qui tutto quello che è locale, potrete mangiare quelle cose che un tempo si facevano a casa. Questo banco sarà sempre pieno di norcinerie, dalle verdure di stagione alla griglia, ai salumi e formaggi scelti”, aggiunge Ferraro. I pizzaioli de La Canesta sono due fratelli stabiesi, Mario e Gerardo Calabrì, allievi di Santarpia: “Sono due fratelli che amano fare la pizza, amano fare una pizza di qualità, privilegiando la materia prima e la cura maniacale dell’impasto. Con l’apertura della Canesta avranno la possibilità di mettere in luce le loro qualità e di mettere a disposizione del pubblico stabiese e non, la pizza realizzata secondo le tecniche del mio impasto”, dice il maestro pizzaiolo. La Canesta pizza bistrot: l’esperienza del maestro gastronomo Antonio Ferraro ed il talento di Giovanni Santarpia Non solo una pizzeria, ma anche un bistrot. La Canesta infatti presenta un’offerta gastronomica di alta qualità, garantita dalla competenza del maestro gastronomo Antonio Ferraro, già titolare di una delle salumerie più importanti della città e che si trovava nel centro antico: “Sono felice di poter tornare ai fornelli e ad offrire la mia gastronomia. Nel locale sarà presente un banco gastronomia, accessibile anche liberamente ad ora di pranzo per l’asporto o per la realizzazione delle classiche merende (o colazioni, che dir si voglia nel gergo partenopeo), banco che sarà sempre pieno di norcinerie, verdure di stagione alla griglia, prodotti tipici come latticini o provoloni, salumi e formaggi scelti. Insomma, sarà un po’ come mangiare le cose come si facevano un tempo a casa, e la location si presta ad essere proprio un classico bistrot francese”, spiega Ferraro. Tra le novità presentate, la più particolare è sicuramente “La stabiese”, una pizza creata da Santarpia, preparata con crema di zucca, carciofi, polpo, limone di Sorrento ed olio Evo, più simile a quella di un panettiere per la cottura molto […]

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Eventi nazionali

Torna Salerno Letteratura Festival, il più grande evento letterario del Sud

Annunciata con la conferenza stampa tenutasi mercoledì 29 maggio nella Sala Francesco De Sanctis – Regione Campania in via Santa Lucia a Napoli, la settima edizione di Salerno Letteratura Festival: 200 partecipanti fra scrittori, musicisti, attori e artisti italiani e stranieri, dal 15 al 23 giugno, oltre ad un’anteprima prevista per il 14. Salerno riapre così le porte all’evento letterario più importante del Sud Italia, in cui l’arte, la letteratura, la musica, la cultura in generale, rappresentano il filo conduttore dei tanti appuntamenti in calendario. “È bello sapere di aver portato in sette anni questo festival ad un livello ormai da tutti riconosciuto. Si tratta ormai, in termini assoluti, della terza manifestazione letteraria in Italia: escludendo il Salone del Libro di Torino, dopo Mantova e Pordenone c’è subito Salerno Letteratura. È anche il festival più lungo in Italia, che si svolge in un periodo dell’anno durante il quale anche il turismo può trarne grandi benefici: in giugno, quando i prezzi tra l’altro sono abbastanza contenuti, oltre alle meraviglie della costiera amalfitana, dalle 17 fino alle 3 di notte si può godere di un programma ricchissimo di eventi e cose da fare”, spiega il direttore artistico Francesco Durante. A conferma del carattere multiculturale della manifestazione, in cartellone ospiti da 21 nazioni, dagli Stati Uniti alla Cina, dalla Colombia all’Islanda, dal Canada al Regno Unito. Ospiti di grandissima caratura, come il premio Pulitzer Richard Powers, Chris Offutt, il nome più importante del noir americano, l’imprenditore Brunello Cucinelli, autore de “Il sogno di Solomeo: la mia vita e l’idea del capitalismo umanistico”. “Cucinelli ci è sembrato perfettamente adeguato al discorso che vogliamo fare, quello in cui imprenditoria e cultura si incontrano per un nuovo Umanesimo”, ha detto Durante. “Sono molto orgoglioso anche del fatto che quest’anno inoltre abbiamo raggiunto la parità di genere, nel senso che le autrici e gli autori si equivalgono numericamente – aggiunge – e sicuramente, per il secondo anno consecutivo, la prolusione inaugurale sarà tenuta da una donna”. Parliamo quest’anno di Eva Cantarella, che racconterà il “suo” Ovidio, ponendo l’accento sull’originalità del rapporto tra Ovidio ed il genere femminile. “Molti gli sponsor privati che hanno appoggiato la manifestazione, cosa per nulla semplice, come La Doria, D’Amico, BPER, la Fondazione Cassa di Risparmio Salernitana, l’Università Telematica Pegaso e tanti altri”, annuncia il direttore organizzativo Ines Mainieri. Musica italiana e straniera, eventi per bambini e ragazzi, spettacoli, libri e tanto altro nella splendida cornice della città di Salerno Tanta la musica e tanti gli spettacoli organizzati nei quali si incontreranno, ad esempio, il fado e la canzone napoletana, o una serata dedicata alla poesia irlandese, a testimonianza del rapporto consolidatosi negli anni tra il festival ed altre manifestazioni europee: Portogallo, Irlanda, Spagna e Francia. Lo spettacolo di chiusura sarà affidato ad una coreografa colombiana, Klemcy Salza, ispirato a “Cent’anni di solitudine” di Gabriel García Márquez. Non mancheranno appuntamenti pensati per i bambini e i ragazzi, che avranno il loro spazio in incontri dedicati e nella Summer School. Tra gli ospiti, Christian […]

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