Anno 1912. Siamo all’epilogo del periodo Meiji, che sin dal 1868 aveva portato una fresca ventata di innovazioni in grado di mutare profondamente l’assetto politico, economico e sociale del Giappone. Sotto l’imperatore Mutsuhito e con il generale Nogi Maresuke a capo dell’esercito, il Giappone aveva ottenuto vittorie significative imponendosi in breve tempo in un panorama internazionale fino ad allora dominato dalle potenze occidentali, che erano rimaste sbalordite alla scoperta delle capacità di un paese che avevano erroneamente sottovalutato. È proprio in questo contesto storico che gli spettatori vengono calati dal regista Kon Ichikawa, come se si trovassero a bordo di una scialuppa, nel mare dei titoli di testa che appaiono in una delle prime riprese del film Kokoro, tratto dall’omonimo romanzo di Natsume Soseki del 1914.
La trama di Kokoro

La storia ruota attorno alla figura misteriosa del “Sensei” (Nobuchi) che porta con sé un segreto del passato che giorno dopo giorno lo perseguita e grava sempre di più nel suo cuore, in bilico tra il rapporto teso con Shizu, moglie molto forte e in grado di tenergli testa, e un graduale avvicinamento a “Watashi”, uno studente che nutre nei suoi confronti grande ammirazione e affetto.
Sia dal punto di vista concettuale che fotografico, le scene di maggior impatto estetico sono le riprese in sequenza girate in spiaggia da Kon Ichikawa. Le onde che vediamo all’inizio del film sono le stesse onde del mare increspato in cui Watashi si lancia per raggiungere il Sensei che, più al largo, dà l’impressione di volersi togliere la vita. Quando viene raggiunto dal giovane, il Sensei si volta verso di lui e i loro sguardi si incontrano. La sequenza di loro due, soli in mezzo al mare unico suono l’infrangersi delle onde, è molto intensa e significativa. Con questa immagine si è ormai giunti a metà della pellicola quasi a sottolineare come, anche a questo punto della storia, tra i due personaggi esiste ancora ancora una certa distanza e vi sono ancora incomprensioni e interrogativi a cui rispondere.
L’eroe tragico di Kokoro secondo Kon Ichikawa

Quando verso la fine del film, il Sensei decide di aprirsi a Watashi, ormai quest’ultimo si trova lontano da Tokyo, in una città di campagna per potersi prendere cura del padre malato. Il Sensei decide di confessarsi al Watashi con una lettera nella quale descrive la sua amicizia con un certo Kaji, compagno di studi che alla fine ha tradito a causa del loro amore reciproco per Shizu, provocando il suicidio di Kaji. Nella stessa lettera, il Sensei dichiara di volersi togliere la vita. Nel finale di Kokoro di Kon Ichikawa, il gesto suicida del Sensei è strettamente connesso all’atto di junshi del generale Nogi che con la sua scelta di seguire il suo imperatore nella morte, diventa eroe e simbolo del periodo Meiji.
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