Lie to Me: la serie che ti insegna a svelare le bugie

Lie to Me

Lie to Me è una serie televisiva statunitense andata in onda dal 2009 al 2011 su Fox, con protagonista Tim Roth (Pulp Fiction). In seguito ad un calo di visualizzazioni ed alcuni problemi con gli attori, la serie fu cancellata e ad oggi è stata completamente dimenticata. 

L’influenza di Paul Ekman 

La serie si basa sulle ricerche e pubblicazioni dello psicologo statunitense Paul Ekman, considerato il pioniere delle microespressioni facciali. La trama segue infatti il lavoro del dottore Cal Lightman, uno scienziato specializzato nel linguaggio del corpo e nello studio della mimica facciale di cui ne è l’inventore (nella realtà Ekman le ha solo perfezionate e ampliate). Gestisce, insieme alla sua socia in affari Gillian Foster il Lightman Group, un’associazione che collabora con le autorità e l’FBI per sbattere in prigione i criminali; Lightman riesce, infatti, a capire le emozioni delle persone e di conseguenza se stanno mentendo, in base alle reazioni spontanee del viso in determinate situazioni. 

Una piccola finestra sui personaggi 

Oltre la trama poliziesca, Lie to Me si concentra sulle vicende personali dei personaggi e sui complessi rapporti interpersonali: Cal è ossessionato dal suicidio della madre, morta quando lui era ancora giovane, in quanto mentalmente instabile. Per tutta la sua vita Cal non riesce a spiegarsi come non sia stato in grado di riconoscere la depressione della madre e dissuaderla dal togliersi la vita, per questa ragione dopo essere riuscito a fuggire da un padre abusivo e da una vita di delinquenza tra Inghilterra e Irlanda del Nord, Cal decide di iscriversi alla facoltà di psicologia negli Stati Uniti e cercare di rimediare ai suoi errori, imparando a capire le persone osservandole. 

La socia e codirettrice del Lightman Group, Gillian è una brillante psicologa e amica di Cal, anche se non sempre la vedono allo stesso modo, specialmente poiché il secondo ha un modo di agire talvolta impulsivo e scorbutico, al contrario di lei che sa gestire le situazioni con estrema calma e gentilezza. All’inizio della serie ha un marito, un ex-cocainomane, dal quale poi divorzierà in seguito a vari problemi coniugali. È lasciato sottintendere nella serie che Gill e Cal siano attratti l’uno dall’altro.
I collaboratori di Cal, Loker e Ria sono entrambi abili rivelatori di menzogne, Ria in particolare ha un dono naturale ad analizzare e comprendere le microespressioni ed è per questa ragione che viene assunta da Cal, nonostante non abbia alcun titolo o studio in merito.   

Riconoscere le emozioni tramite le microespressioni 

All’interno della cinesica, lo studio del linguaggio del corpo, esiste un ramo che si focalizza sulle microespressioni facciali. Per microespressioni si intende tutte quelle espressioni del volto che si manifestano in una frazione di secondo, queste sono suscitate da emozioni forti nell’individuo che non può mascherare quello che prova, anche se a livello semi impercettibile. 

Grazie agli studi di Ekman è stato possibile classificare le emozioni principali in rabbia, disgusto, gioia, vergogna, tristezza, paura, sorpresa, imbarazzo, colpa, etc. La capacità di captare queste brevissime espressioni involontarie, permette di identificare i sentimenti veritieri di una persona e quindi scovare la menzogna; per citare un esempio esistono due tipi di sorrisi: quello genuino, delineato da una durata lunga, coinvolge gli occhi ed è solitamente simmetrico, al contrario un sorriso sociale, cioè fatto volontariamente, sarà più breve e asimmetrico. 

Questa tipologia di studi è molto interessante quando si trattano soggetti sociopatici, i quali non provano rimorso e hanno tendenzialmente un comportamento amorale, per cui quando magari un individuo sta esprimendo falsamente dispiacere, il suo volto si contrarrà per pochissimi secondi mostrando in realtà soddisfazione e compiacimento in quello che si sta dicendo. Per cui il nostro volto permette, da un lato al bugiardo di costruire la propria menzogna, allo stesso tempo non riesce a non mostrare ciò che sta cercando di nascondere. 

Lie to Me, dunque, cerca, seppur romanzando in alcuni punti, di diffondere conoscenza tra gli spettatori riguardo questa tecnica scientifica, per far imparare al proprio pubblico a capire quando si sta mentendo ed aumentare la consapevolezza sull’argomento. 

Fonte Immagine: Screenshot realizzato da Giorgia Manzo tratto da “Lie to Me” (2009–2011), © 20th Century Fox Television.

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