Lo Zecchino d’Oro: torna con la 68esima edizione

Lo Zecchino d'Oro

Lo Zecchino d’Oro compie 68 anni, ma l’energia resta quella di un bambino iperattivo. Ancora una volta cori di bambini, ma anche accordi di solidarietà e un protocollo ufficiale con il Ministero dell’Istruzione. Insomma, l’edizione 2025 prova a rispondere a una domanda semplice ma gigantesca: cosa può fare una canzone per l’infanzia, oggi, nelle scuole e nel Paese?

Programma e novità dell’edizione 2025

Dettaglio evento Informazioni chiave
Date della diretta 28, 29 e 30 novembre 2025
Conduttori semifinali Carolina Benvenga e Lorenzo Baglioni
Conduttore finale Carlo Conti
Canzoni in gara 14 brani inediti

Tre gli appuntamenti in diretta su Rai 1 e RaiPlay: venerdì 28 e sabato 29 novembre per le semifinali con Carolina Benvenga e Lorenzo Baglioni, e domenica 30 novembre per la finalissima con Carlo Conti. In mezzo, non solo spettacolo: scuola, musica, mensa per i poveri e un Topo Gigio che torna a casa come se il 1959 fosse ieri. 14 le canzoni in gara, con 20 bambini ad interpretarle. Come ribadito più volte sarà la canzone a vincere, perché il palco è dei piccoli, ma la voce è di chi scrive e di chi ascolta.

Musica e scuola: il protocollo con il ministero

La conferenza stampa si è aperta in modo insolito: non con una promo, ma con una firma. Quella del protocollo d’intesa tra il Ministero dell’Istruzione e del Merito e l’Antoniano.

Il ministro Giuseppe Valditara chiarisce che musica, canto, coro e teatro non sono “attività extra”, ma strumenti veri di inclusione e lotta alla dispersione scolastica. Inoltre, racconta che nei programmi Agenda Sud e Agenda Nord, questi strumenti sono entrati di diritto tra le leve per riportare a scuola i ragazzi più fragili.

L’esempio più forte arriva da Caivano. Nel quartiere del Parco Verde, dove due anni fa gli abbandoni scolastici toccavano il 50%, oggi gli iscritti sono 750.

Il coro diventa, in questo racconto, una metafora semplice e lucidissima: si impara a giocare di squadra, a contenere l’io in qualcosa di più grande e a capire che se qualcuno canta fuori dal coro, quest’ulimo entra in crisi.

Dentro il protocollo ci sono anche riferimenti a musicoterapia, sperimentazione didattica e centralità della musica fin dalla scuola primaria. La musica classica, ma non solo, perché l’importante è che “parli all’anima” e restituisca ai bambini un patrimonio di emozioni, non solo di nozioni.

Zecchino d'Oro
Ministro Giuseppe Valditara durante la conferenza stampa

Un classico del servizio pubblico che resta contemporaneo

Per la Rai, lo Zecchino d’Oro è molto più di un “programma storico”. Il direttore dell’Intrattenimento Prime Time, Williams Di Liberatore, lo definisce apertamente un fiore all’occhiello del servizio pubblico.

Si tratta inoltre del programma musicale più duraturo dopo Sanremo, e negli ultimi anni ha visto gli ascolti non solo reggere, ma crescere.

Il vicedirettore Franco Argenziano, visibilmente emozionato, parla dello Zecchino come di un sogno d’infanzia realizzato: passare da spettatore che guardava Mago Zurlì a chi ora lavora dietro le quinte, rimanendo fedele a un principio semplice: farsi capire dai bambini senza parlare “da bambini”.

Carlo Conti: «vince la canzone, non il bambino»

In collegamento video, Carlo Conti entra subito con un ricordo dovuto: un pensiero al maestro Peppe Vessicchio, per anni arrangiatore delle canzoni dello Zecchino oltre che figura apprezzatissima e osannata al Festival di Sanremo.

Poi ribadisce il dogma della manifestazione: “Allo Zecchino d’Oro sono in gara le canzoni, non i bambini. Vince la canzone, mai il bambino”.

Zecchino d'Oro
Carlo Conti in collegamento

È un dettaglio solo in apparenza formale. In realtà è il punto che separa il talent show competitivo dal laboratorio educativo: i piccoli non sono messi in classifica uno contro l’altro; la gara riguarda il brano, il messaggio, la scrittura.

Per l’edizione di quest’anno, Conti ricorda anche la componente di memoria e gioco: in giuria, nelle prime puntate, Orietta Berti, Valentina Persia, Carolina Rey, poi Giulia Salemi e Rocío Muñoz Morales.

In finale, due volti “taleequaleschi”: Flavio Insinna e Gabriele Cirilli, travestiti da Mago Zurlì e Richetto, in un omaggio dichiarato alla storia del programma; accanto a loro, il professor Vincenzo Schettini, con la sua fisica “spettacolare” a portata di bambino.

E naturalmente torna lui, Topo Gigio, che nel video mostrato in conferenza gioca a confondere Oscar, elezioni e premi immaginari, per poi atterrare dove è sempre stato di casa: sul palco dello Zecchino, con una nuova hit pronta da ballare.

Lo Zecchino d'Oro
L’immancabile Topo Gigio

Piccolo coro, nuova direttrice, 14 canzoni

Quest’anno il Piccolo Coro dell’Antoniano vive un piccolo cambio di stagione: è il primo Zecchino in TV con la nuova direttrice Margherita Gamberini.

Gamberini racconta mesi di prove “lunghe ma belle”, un lavoro iniziato molto prima delle dirette, tra: studio delle parti vocali, coordinamento con il maestro Stefano Nanni, scoperta del lato più “industriale” di questo mondo: videoclip, cartoni, numeri di visualizzazioni, social.

In gara ci saranno 14 canzoni e 20 bambini interpreti da 10 regioni. I brani sono dichiaratamente variegati: dance, folk, suggestioni latine, pezzi pensati per fasce di età diverse.

L’obiettivo è semplice: parlare a tutti, dal bambino della scuola dell’infanzia fino ai più grandi (e ai genitori, che fingono di ascoltare solo “per i figli”).

Lo Zecchino d’Oro 2025: i conduttori

Sul fronte conduzione, la squadra è quella già rodata: Carolina Benvenga, volto familiare di Rai Yoyo, ormai di casa all’Antoniano e Lorenzo Baglioni, ex prof di matematica, cantautore e divulgatore, al suo secondo anno sul palco.

Carolina parla di una famiglia “calda e accogliente”, dove si respirano “amore, cura e bambini”, che per lei, dice, è “il posto preferito al mondo”. Lorenzo, invece, usa la matematica per spiegare lo spirito del progetto: “A scuola ci insegnano che 1 + 1 = 2, allo Zecchino ti ricordano ogni giorno che uno insieme a un altro è maggiore di due.”

È la formula più sintetica possibile di quello che succede quando scuola, Rai, Antoniano, bambini e pubblico lavorano nella stessa direzione.

Zecchino d'Oro
Carolina Benvenga e Lorenzo Baglioni

Perché lo Zecchino d’Oro conta ancora

In un panorama televisivo in cui l’infanzia è spesso schiacciata tra reality in miniatura e contenuti iper–frammentati, lo Zecchino d’Oro continua a proporre una cosa quasi radicale:

  • Bambini che cantano testi pensati per loro;
  • Adulti che scrivono e dirigono assumendosi la responsabilità dei contenuti;
  • Una rete televisiva che usa la propria forza di fuoco per parlare di scuola, povertà, comunità.

È intrattenimento, certo. Ma è anche un promemoria: si può fare servizio pubblico senza rinunciare allo show, e si può fare show senza dimenticare che là fuori, intanto, qualcuno ha bisogno almeno di un piatto caldo.

Zecchino d’Oro 2025: quando va in onda

Lo Zecchino d’Oro andrà in onda il 28, 29 e 30 novembre 2025, venerdì, sabato e domenica a partire dalle 17. Un appuntamento imperdibile per chi vuole ancora credere che una canzone, se scritta bene, possa far sorridere, educare e costruire comunità. Anche solo per tre pomeriggi, davanti alla TV.

Immagini dell’articolo: scattate durante conferenza stampa Rai. Immagine di copertina: locandina ufficiale.

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