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Eroica Fenice

Loro 1. Fotografia dell'universo decadente dell'uomo politico italiano più discusso

Loro 1. Paolo Sorrentino racconta l’Italia attraverso il Berlusconi di Toni Servillo

La primavera 2018 presenta uno dei film più attesi della stagione: Loro. La nuova opera cinematografica del regista partenopeo Paolo Sorrentino  è incentrata sulla figura di uno dei politici italiani più discussi di sempre: Silvio Berlusconi.

Il film si compone di due parti: Loro 1, in uscita nelle sale cinematografiche il 24 aprile 2018, e Loro 2 nella successiva data del 10 maggio 2018. Una coproduzione Italia-Francia che vede Indigo Film per l’Italia e Pathé e France 2 Cinéma per la Francia. In Italia sarà distribuito dalla Universal Pictures.

Loro 1. Trama del nuovo film di Sorrentino

Attenzione contiene spoiler!

Loro 1 ha un’ulteriore suddivisione interna di racconto, vicende e stile. È ambientato tra la Roma dei Fori e la Sardegna di Villa Certosa (la residenza estiva del Cavaliere). Il periodo storico si concentra negli anni della decadenza del terzo Governo Berlusconi e gli inizi della crisi del quarto (2006-2010).

Emblematica la scena d’esordio in cui una pecorella, nell’idilliaco paesaggio sardo che circonda Villa Certosa a Porto Rotondo, attratta dalla frescura entra nella villa rinfrescata da condizionatori. Tre schermi nella stanza trasmettono senza volume una trasmissione quiz di Mike Bongiorno. Quando il condizionatore giunge a 0° per la pecorella non c’è speranza, muore assiderata.

Tipico di Sorrentino servirsi di immagini e sviluppi a effetto, scevri di percorsi lineari, puntando sulla sorpresa, l’esuberanza e il grottesco.

Si entra dunque nel vivo del racconto. Una prima parte, svolta interamente a Roma, in cui si assiste alla scalata al successo di Gianpaolo Tarantini (presentato nel film col nome di Sergio Morra), un imprenditore barese, interpretato da Riccardo Scamarcio, che organizza i celebri festini a base di escort e cocaina famosi in tutto il mondo. All’inizio del film Morra presenta a un politico locale, che deve fargli vincere un appalto per una mensa scolastica, una delle sue ragazze, una escort ginnasta acrobatica come merce di scambio. In seguito, mentre lui stesso si approfitta di lei, colpito dal tatuaggio sul suo fondoschiena che ritrae il volto di Berlusconi, viene folgorato dalla geniale idea di arrivare a Lui (l’ex premier è chiamato così da “loro”, quelli che contano, coloro che lo venerano e lo circondano), per fare fortuna, sperando di conquistare le sue simpatie procurandogli un plotone di ragazze in vetrina che arruola rifornendole di coca.

Morra ha una compagna, Tamara (Euridice Axen), che lo aiuta nella gestione delle ragazze. Intanto conosce una delle donne più vicine a Lui, Kira (Kasia Smutniak), l’ape regina che guiderà le sue ragazze aiutando Morra nelle sue mire di successo.

È una prima parte molto vicina, seppur non completamente aderente al consueto stile contorto ed ermetico di Sorrentino, che si concentra sugli effetti esplosivi, nevrotici e appariscenti che hanno caratterizzato altri suoi lavori come La Grande Bellezza.

Un susseguirsi di personaggi, reali e non, si presenta al pubblico districandosi tra festini, prostituzione, collusione, interessi politici e personali, ambizioni e sniffate di cocaina. La prima frazione si conclude con un colpo di scena che prepara lo spettatore alla seconda metà. Un ratto che attraversa la strada provoca un incidente al camion dei rifiuti trasportati di notte, catapultando nel Foro, con un’esplosione finale di rifiuti,  Morra e la schiera di escort al seguito.

La  seconda parte, soggetta ad un evidente cambiamento di stile e vicende, si apre con la pioggia di immondizia che viene sostituita da quella di pasticche di ecstasy, la nuova droga dell’abbraccio che subentra alla cocaina. Ecco che, dopo circa un’ora di racconto, con questa miriade di personaggi disegnati come nella dimensione di un purgatorio, si giunge finalmente al paradiso incarnato nella figura di Lui: Berlusconi fa la sua prima apparizione.

Interpretato dall’attore preferito di Sorrentino Toni Servillo, l’ex premier esordisce vestito da odalisca, nella sua Villa Certosa, per riconquistare l’amata Veronica Lario (Elena Sofia Ricci), appassionata di letture impegnate, estranea ormai alla gelosia ma desiderosa di salvaguardare la sua dignità.

Con la seconda parte lo spettatore scopre una linearità e una tenerezza assenti precedentemente ed è proprio qui che si concentrano gli obiettivi del regista partenopeo.

Loro parte prima. Tutto vero, tutto falso. Tra grottesco e tenerezza

In Loro, Paolo Sorrentino non intende soffermarsi sugli aspetti politici del personaggio più chiacchierato d’Italia, il suo scopo è la speculazione sentimentale dell’ex premier. Intende infatti portare sugli schermi il Berlusconi uomo, fatto di sentimenti, paure e anche tenerezza, abbandonando per un po’ l’ideologia politica del “berlusconismo”;  cercando di scoprire cosa si cela dietro le bugie e la sicumera di un uomo più complesso di quel che appare:  un uomo dalle promesse non mantenute e dalle verità tali solo perché propinate con tono e convinzione.

Questo stesso uomo è colui che intende riconquistare Veronica con la loro canzone Una domenica bestiale, cantata direttamente da Fabio Concato.

Una scelta cinematografica che punta tutto sui sentimenti e le passioni, quelle che rendono tale un uomo. Nonostante la sua esclusione dal Festival di Cannes, sembra che con Loro 1 Sorrentino abbia già conseguito magistralmente il suo obiettivo, puntando alla narrazione delle persone più che dei fatti di cronaca documentati in quegli anni.

Il “tutto vero, tutto falso” è già uno slogan, in un intreccio di verità e rappresentazione farsesca della decadenza di un uomo e della sua corte.

A Loro 2 il finale della vicenda.


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