Paris, Texas di Wim Wenders (film) | Recensione

Recensione di Paris, Texas di Wim Wenders

Wim Wenders è un regista che ha da sempre esplorato tematiche intime e universali, e ha recentemente ottenuto un nuovo successo con Perfect Days nel 2023, un film meditativo che celebra il simple living. Tuttavia, la sua filmografia è vasta, e il suo capolavoro più amato resta Paris, Texas, uscito ben 40 anni fa, nel 1984. Scopriamo insieme perché il film Paris, Texas  di Wim Wenders è un capolavoro.

L’inizio di Paris, Texas di Wim Wenders

Già il titolo della pellicola richiama qualcosa di strano, di anacronistico, di doppio: Paris, Texas è il nome di una città del Texas, ma anche un paesaggio desolato e lontano dalle luci della grande città. Il protagonista, Travis (interpretato dal leggendario Harry Dean Stanton), emerge proprio dal deserto nel primo shot del film, come se ne fosse una creatura originaria. Non parla, è chiaramente traumatizzato da qualcosa, e questo senso di solitudine riesce a farci empatizzare con lui. Si scoprirà che è in cerca della sua famiglia, soprattutto di suo figlio, che ha abbandonato tempo fa.

Il deserto fisico e metafisico

Il paesaggio desolato è la chiave per immergersi nell’atmosfera del film. Proprio come in Perfect Days, è un film che deve essere sentito: non è veloce, non c’è azione, e non c’è neanche dialogo da parte del protagonista per la prima ora del film. Il vuoto del deserto non è solo fisico, ma anche emotivo: il protagonista è alla ricerca della famiglia che ha lasciato, in particolare di suo figlio, che nel frattempo è stato accolto dal fratello Walt (interpretato da Dean Stockwell) e dalla sua famiglia. La separazione, l’adozione e il difficile rapporto con il figlio sono alcuni dei nodi drammatici che Travis dovrà affrontare durante il suo percorso di redenzione.

Il film è impregnato da una fotografia straordinaria, in gran parte a opera di Robby Müller, chiamato il “maestro della luce”. Grazie all’uso dei colori caldi e secchi del deserto, così come alla luce naturale, l’atmosfera risulta sospesa e quasi onirica. L’uso della luce e delle ombre accentua il senso di alienazione e di distacco, creando un contrasto potente tra la bellezza dei luoghi e il dolore interiore dei personaggi.

Da menzionare è anche la colonna sonora atmosferica di Ry Cooder. La sua musica blues e folk arricchisce ulteriormente l’esperienza emotiva del film, sottolineando la solitudine del deserto e quindi dei protagonisti.

La catarsi

Questo è un film che, seppur lento, è impregnato di catarsi. La vera catarsi di Paris, Texas si compie quando Travis affronta finalmente il suo passato, in un confronto tanto difficile quanto inevitabile. Paris, Texas non è un film leggero o semplice, è un film che ci invita a riflettere sul valore dei rapporti umani e sul valore della redenzione. Il tema della redenzione si intreccia anche con il concetto di colpa. Travis è un uomo che ha sbagliato, è un uomo complesso e la sua personalità si rivelerà lentamente con il passare del film. Non è una personalità perfetta, ma ciò lo rende umano e ci fa riflettere sui nostri comportamenti. Ognuno di noi ha un po’ di Travis dentro di sé o qualcuno nella nostra vita come lui.

Fonte immagine: Wikipedia (https://it.wikipedia.org/wiki/File:Paristexas.JPG)

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