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Eroica Fenice

Il piccolo principe: film d’animazione per bambini e per adulti

Il primo gennaio è arrivato nelle sale italiane Il piccolo principe, un film d’animazione italo-francese ispirato all’omonimo romanzo di Antoine de Saint-Exupéry. Il regista, Mark Osborne, ha sviluppato come cornice alla già conosciuta trama del romanzo la storia di una bambina dei giorni nostri, che si trasferisce con la mamma in una grigia città per poter studiare alla prestigiosa Accademia Werth. Questa trama s’intreccerà poi con quella che riguarda il piccolo principe. Accanto alla casa in cui vanno a vivere c’è, infatti, una capanna diroccata in cui abita un vecchio strambo. L’uomo – un vecchio aviatore – fa amicizia con la bambina e le racconta la storia del piccolo principe, un ragazzino che lui stesso ha incontrato nel deserto. Si sviluppa così un racconto nel racconto.
I doppiatori del film sono, per la maggior parte, grandi nomi: Toni Servillo, Alessandro Gassman, Stefano Accorsi, Paola Cortellesi, Pif, Alessandro Siani, per citarne solo alcuni dei più noti.
Il tipo di animazione con cui è realizzata la pellicola si diversifica: la vicenda della bambina, e quindi tutto ciò che si svolge sul piano della realtà, viene realizzato con una canonica animazione tridimensionale, mentre le vicende che riguardano il piccolo principe, e quindi tutto ciò che è ripreso dal romanzo, è realizzato secondo la ricercata tecnica dell’animazione a passo uno (o stop-motion), che rispetta perfettamente le immagini presenti nel libro di de Saint-Exupéry. La scelta risulta azzeccata. Questa diversificazione permette, infatti, non solo di riconoscere le due diverse storie che s’intrecciano in maniera immediata, ma anche di distinguere in questo modo le due realtà diverse in cui la storia si sviluppa: quella eterea in cui si ambienta la favola del piccolo principe e quella a noi contemporanea.

In bilico tra i due mondi de Il piccolo principe

È significativa la contrapposizione visiva tra la casa grigia ed asettica in cui vive la bambina con sua madre, e quella diroccata, confusionaria e coloratissima dell’aviatore, corredata di un giardino che sembra un luogo incantato. Tale contrapposizione, che rimarca la differenza tra la madre e l’aviatore – l’una dal carattere rigido e dai modi di fare metodici, l’altro folle ed infantile – è alla base dell’intera pellicola. La ragazzina è in bilico tra i due mondi per tutta la durata del film. La realtà non è mai rifiutata, né si cerca di aggirarla rifugiandosi nel mondo della fantasia. Tutt’altro. La realtà è accettata, ma non il comportamento di alcuni adulti che perdono il contatto con la bellezza delle cose, con la purezza del bambino che è in loro.

Il piccolo principe non è il solito film d’animazione per bambini

Malgrado la pellicola sembri rivolgersi ad un pubblico giovane, non si tratta del solito film adatto soltanto ai più piccoli. Il piccolo principe appassiona un pubblico variegato e di tutte le età. Certamente molti particolari non saranno colti dai bambini e molte sfumature non saranno notate, ma il senso ultimo del film è chiaro. Infatti, per renderlo adatto a tutti, il finale non risulta drammatico o angoscioso, nonostante ci fossero tutti gli elementi per renderlo più pregno di pathos. La scelta del regista è quella di mantenere regolare l’elemento del lirismo, ma di toccare comunque le corde del cuore.
Tuttavia il messaggio finale è chiaramente rivolto ad un pubblico adulto. I “grandi” potranno riconoscersi nel personaggio della mamma che, presa dal lavoro, ha smesso di comunicare con il mondo dei bambini, e quindi con sua figlia, per poi ritrovare un’intesa con lei nel finale.