Red Rose, di Paul e Micheal Clarkson | Recensione

Red Rose di Paul e Michael Clakson | recensione

Tra le ultime novità di Netflix, da subito in lista tra i primi posti nella classifica italiana, c’è la serie thriller britannica Red Rose, dai toni macabri e misteriosi. Per la prima volta mandata in onda nell’agosto 2022 dalla BBC, la serie è approdata su Netflix dapprima in America e poi in Europa. Scritta da Paul e Micheal Clarkson e prodotta da Mike Flanagan, creatore della serie The Haunting of Bly Manor, subito raggiunge grande popolarità. Tutto ruota intorno ad uno strano link di dubbia provenienza che appare sui cellulari di giovani teenagers promettendo, una volta aperto, una svolta decisiva nelle loro vite. Impossibile resistere alla tentazione e una volta cliccato sul link, le porte di un giardino fiorito si aprono e l’immagine della persona che l’ha aperto compare al suo interno, più bella e più sorridente che mai. E Red Rose è proprio il nome di quest’app, un’antagonista difficile da identificare e che per l’intera durata della serie, tiene lo spettatore col fiato sospeso, a chiedersi se dietro allo stalking di Red Rose ci sia un personaggio reale oppure no. Tecnologia e paranormale si uniscono in un duo che crea da un lato confusione, dall’altro profondo interesse. 

La trama di Red Rose:

La serie inizia con un suicidio, o uno pseudo suicidio: una giovane di nome Alyssa precipita dal tetto della propria casa, in seguito a continui messaggi da parte dell’app Red Rose. Quest’ultima è in grado di vedere, sentire, ed entrare nella vita delle persone in maniera tangibile. La storia si sposta, poi, a sei mesi più tardi, e i protagonisti, un gruppo di adolescenti da poco diplomati, si godono la fine della scuola, trascorrendo l’estate insieme. Troviamo Roch, la leader the gruppo (Isis Hainshworth), Wren (Amelia Clarkson), la sua migliore amica, che inizia a frequentare Noah (Harry Radding) amico del gruppo, poi abbiamo l’ironica Ashley (Natalie Blair) costantemente irritata e stuzzicata da Taz, segretamente innamorato di lei (Ali Khan), ed Antony (Ellis Howard), che si prende cura del fratellino e della madre alcolizzata, e al tempo stesso nasconde dentro di sé la propria sessualità. Quando Roch riceve un messaggio anonimo, con in allegato un link da aprire, Red Rose incomincia pian piano a radicarsi nelle vite di questi giovani adolescenti, inizialmente in modo lieve e quasi benevolo, con la promessa di realizzare i desideri più intimi, fino a diventare un vero e proprio incubo ad occhi aperti.

Questa serie raccoglie tanti temi molto attuali, quali la gelosia adolescenziale, le difficoltà del coming out, problemi d’amore, la paura di perdere i propri cari, e la pericolosità, oltre che la vivida realtà del dark web. Red Rose manipola le persone, spingendole verso un vortice di solitudine e alienazione, all’interno del quale poi è facile agire indisturbati. Temi forti come il suicidio, le alterazioni della personalità a causa del web, la negazione della privacy sono ricorrenti, ma forse trattati con troppa leggerezza.

La storia, dapprima confusa, si chiarisce di episodio in episodio. Risolvere il mistero di Red Rose non sarà così facile, e sarà fuorviante per l’intera durata del racconto.

Fonte immagine: Locandina Netflix

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A proposito di Martina Calia

Classe 1997, laureata in Mediazione Linguistica e Culturale e attualmente specializzanda in Lingue e Letterature europee e americane presso L'Orientale di Napoli. Lettrice accanita di romance in ogni sua forma, che a tempo perso, si cimenta nella scrittura creativa sia in italiano, ma soprattutto in inglese.

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