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Spielberg, Scorsese e Nolan: i tre migliori film dei registi

I tre migliori film dei registi sono una scelta alla quale è impossibile sottrarsi. Tutti gli artisti hanno i propri “tre preferiti (che spesse volte non combaciano nemmeno a pieno con i gusti dei fan), quelli che più di tutti hanno racchiuso, nella loro essenza, l’ammirazione e l’emotività degli stessi autori. Persino il più prolifico degli artisti non può negare di avere delle preferenze tra tutti i suoi lavori, perché, per quanto ogni opera possa avere un valore e un’identità a se stante, sembra quasi irresistibile l’idea di assegnare le tre medaglie colorate a tre vincitori, che, all’interno di una smisurata fabbricazione di lavori, sono sempre balzati per primi all’attenzione e si sono fatti portavoce della poetica e dell’estetica dei loro creatori.

D’altronde, la soggettività è un pensiero involontario: un doppiatore preferirà sempre lavorare su un attore piuttosto che su un altro, uno scrittore sa perfettamente a quali racconti o romanzi è maggiormente legato, un cantante ha sempre un personale repertorio di “canzoni del cuore”, un pittore è assolutamente consapevole di quali siano i suoi ritratti migliori, perché ogni artista ha il suo podio e conosce perfettamente le motivazioni della propria scelta.

Abbiamo scelto tre grandi cineasti e, per la nostra sezione dedicata al cinema, abbiamo selezionato quelli che crediamo siano i loro tre migliori film, quelli che più di tutti hanno plasmato l’identità creativa dei loro autori e collaborato alla maestosità di questi prolifici e versatili narratori cinematografici.

Regista I tre migliori film selezionati
Steven Spielberg Lo squalo (1975), Schindler’s List (1993), E.T. – L’extraterrestre (1982)
Martin Scorsese Quei bravi ragazzi (1990), Taxi Driver (1976), Toro scatenato (1980)
Christopher Nolan Il cavaliere oscuro (2008), Inception (2010), Interstellar (2014)

La classifica dei tre migliori film dei registi

Steven Spielberg

Lo squalo (1975)

Lo squalo
Lo squalo
Il capo Brody faccia a faccia con il predatore

Spartiacque del fenomeno della New Hollywood, Lo squalo è il blockbuster estivo per antonomasia nonché l’opera che ha aperto le porte del successo ad un giovanissimo Steven Spielberg. È stato indubbiamente uno dei più difficili da girare nella carriera del regista, e forse in tutta la storia del cinema, ma alla fine l’immensa fatica è stata ripagata: il risultato è stato quello di aver creato uno dei massimi capolavori della Settima Arte, che ha reinventato il modo di fare suspense e generare ansia e terrore nello spettatore, quasi fosse una continuazione della filmografia di Hitchcock. Ancora oggi, nonostante siano passati 50 anni, restiamo sempre affascinati dal fascino della narrazione e dall’armonia tecnica degli effetti speciali di questo incredibile film. E pensare che Spielberg era convinto che dopo Lo squalo non avrebbe più lavorato…

Schindler’s List (1993)

Schindler's List
Schindler’s List
La bambina col vestito rosso

Difficile non trovare sul podio, o addirittura al primo posto, la più struggente rappresentazione dell’Olocausto che ha portato Spielberg sull’Olimpo dei grandi registi. Un’opera così profonda da restare eternamente impressa nel cuore degli spettatori, un ritratto accurato di una delle più mostruose pagine nere della storia dell’umanità, che ha costellato di meraviglia ed orrore il grande schermo, con una forza storica e una bellezza stilistica unici nel loro genere. Le sequenze in bianco nero contrastate, in alcune circostanze, dagli elementi a colori sono porzioni narrative con un impatto così forte da paralizzare l’attenzione del pubblico, quasi come rappresentassero un barlume di luce e speranza in mezzo a tante tenebre ed oscurità. Possiamo confermare, senza pensarci troppo, che Schindler’s List è il miglior film di Steven Spielberg.

E.T. – L’extraterrestre (1982)

E.T.
E.T.
La scena della bicicletta volante

C’era una certa indecisione tra questo e Jurassic Park, ma alla fine gli alieni hanno battuto i dinosauri. Opera simbolo degli anni ’80, tra i migliori film dei registi presenti nell’articolo, in cui Spielberg celebra l’età della fanciullezza con una toccante favola di amicizia e coraggio. Un film che, nel corso degli anni, ha marciato a testa alta tra le tante generazioni, lasciando il proprio segno, non solo per la storia del film, ma anche per una serie di immagini iconiche passate alla storia, prime tra tutte quella di E.T. mentre vola con la bicicletta. Un magico racconto che ha abbracciato uno dei generi prediletti da Spielberg, la fantascienza unita all’innocenza e alla spensieratezza, grazie anche al contributo dell’italiano Carlo Rambaldi, creatore del tenero alieno, che ha punteggiato di incanto ed immaginazione l’intera industria cinematografica.

Martin Scorsese

Quei bravi ragazzi (1990)

Quei bravi ragazzi
Quei bravi ragazzi
I tre protagonisti

L’opera magna del regista italoamericano che, insieme al Padrino, ha riportato al massimo splendore il genere dei gangster-movie. L’ambientazione cinica, crudele e senza scrupoli del mondo criminale viene filtrata con un’ammirevole prospettiva registica e celebrata in maniera istrionica da grandi interpreti che danno vita ad iconici personaggi: Ray Liotta nel ruolo del protagonista, alla sua massima prova recitativa, Joe Pesci, il più ricordato probabilmente per la sua interpretazione nel film (chi non ricorda la celebre battuta Buffo? Buffo come?) e naturalmente l’attore feticcio di Scorsese, il grande Robert De Niro. Personaggi, ambientazioni, codici etici, soldi, macchine, tradimenti, sono tutti parte di una perfetta macchinazione cinematografica, che ha elargito decoro e originalità a questo genere crudo e spietato.

Taxi Driver (1976)

Taxi Driver
Taxi Driver
Il protagonista Travis

Un’altra pietra miliare della filmografia scorsesiana nonché uno dei tre migliori film dei registi da noi selezionati, che simboleggia il tema dell’alienazione umana in una trasposizione passata alla storia e divenuta pilastro della Settima Arte. Ritroviamo qui un colossale Robert De Niro faccia a faccia con uno dei suoi personaggi più celebri e un’interpretazione così magnifica e viscerale da rendere Hollywood la patria dei giganti della recitazione. In una descrizione quasi angosciante di una New York dominata dalla notte e dal degrado, il protagonista si muove per le strade avvolto nella sua indifferenza e nella sua solitudine, distaccato completamente da ciò che lo circonda e rinchiuso prigioniero nel suo fallimento morale. Un’opera così ipnotica, così profonda, emblema storico dell’America post-Vietnam, che lascia trasparire i più profondi e intricati disagi della mente umana.

Toro scatenato (1980)

Toro scatenato
Toro scatenato
Il pugile Jake LaMotta sul ring

Qui parliamo non solo di un indiscusso perno del cinema e della carriera di Martin Scorsese, ma anche della recitazione nel suo senso più stretto, grazie alla performance perfetta e magnetica di Robert De Niro. La pittura narra dell’ascesa e del declino della stella del pugilato Jake LaMotta, e anche qui si assiste al ritratto di un uomo completamente dedito all’autodistruzione e assorbito dalla vita professionale tanto da trascurare quella privata. L’aspetto più ammirevole è che si tratta di un film sportivo soltanto all’apparenza, perché l’obiettivo non è quello di analizzare la celebrazione sportiva ma di compiere un cinico e drammatico ritratto del male di vivere e della ricerca costante della redenzione umana. L’opera rappresenta, tra l’altro, un nuovo riscatto per il regista che, dopo l’insuccesso del film precedente New York, New York, era sprofondato nella dipendenza dalla droga, credendo di aver fallito come regista. Toro scatenato gli ha dato una seconda possibilità e ha dato al cinema uno dei più grandi maestri mai esistiti.

Christopher Nolan

Il cavaliere oscuro (2008)

Il cavaliere oscuro
Il cavaliere oscuro
Bruce Wayne/Batman

Non poteva mancare il kolossal dei cinecomic per eccellenza: Il cavaliere oscuro. Secondo capitolo della trilogia noliana consacratosi quasi a film d’autore, in cui assistiamo alla travolgente battaglia del bene contro il male. E in questo caso il male è impersonato magnificamente dal compianto Heath Ledger, nel ruolo del Joker. La pellicola ha indubbiamente la sua impeccabile estetica che si contraddistingue per una serie di motivazioni, sceneggiatura, effetti speciali, una celestiale regia, ma anche e soprattutto per la caratterizzazione dello storico villain pagliaccio nemico dell’Uomo Pipistrello. Quella di Ledger è stata un’autentica lezione di recitazione, acclamata in tutto il mondo e premiata con innumerevoli riconoscimenti, tra cui l’Oscar al miglior attore non protagonista. Nolan porta sul grande schermo un capolavoro unico e senza tempo, che ha completamente riscritto l’universo cinematografico dei supereroi.

Inception (2010)

Inception
Inception
Il mondo dei sogni

La mente è il luogo più oscuro che esista in Inception, e tutti i personaggi non sono che pezzi di puzzle da incastrare. L’opera ha una bellezza irresistibile e magneticamente intrigante, una storia travagliata, protagonisti contorti e ambigui, in un susseguirsi di immersioni psicologiche che sembrano non avere limiti. Nolan sceglie consapevolmente di trascinare lo spettatore in un labirinto senza fine e di lasciarlo smarrire di fronte alle proprie insicurezze e fragilità. Con un finale che lascia tutt’oggi un iconico interrogativo nella storia del cinema e con una perfetta dimensione narrativa tanto surreale quanto accattivante, Inception è sicuramente tra i tre migliori film dei registi scelti per il nostro articolo, probabilmente da inserire alla seconda posizione.

Interstellar (2014)

Interstellar
Interstellar
Sul pianeta d’acqua

Con Interstellar non esistono meritate mezze misure: o lo odi o lo ami alla follia. Il film è stato fin da sempre diviso, al centro di accese discussioni, capeggiate da due schiere, quella dei detrattori che etichetta l’opera di Nolan come “sopravvalutata” e quella degli ammiratori che lo collocano al primo posto nella categoria dei loro film preferiti. Al di là delle preferenze soggettive, c’è comunque da dire che il regista britannico ha raccontato, con una magistrale sensibilità, una storia d’amore: quella di un padre che vuole tornare dai propri figli. Lo spazio diventa un semplice contesto scenografico per narrare qualcosa di molto più di ampio e profondo, un amore che va oltre ogni singolo ostacolo, un amore in grado di abbattere le barriere del tempo, un legame così potente da unire le persone anche quando sono distanti anni luce.

Fonte immagine in evidenza: (The Movie Database)

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