Supersex (serie tv) | Recensione

Supersex serie tv

Supersex è la serie Netflix liberamente ispirata alla vita di Rocco Siffredi, racconta come un ragazzo della provincia abruzzese sia diventato la pornostar più conosciuta al mondo. Questa narrazione si ripropone lo scopo di scandagliare tutti quegli aspetti rimasti nascosti nella vita di Rocco Tano, dalle umili origini e i rapporti familiari ai numerosi retroscena della sua professione che si intrecciano con quella privata.

Il prezzo della libertà

Rocco (Alessandro Borghi) l’amore lo bramava da bambino, supplichevole, attendendo con devozione che sua madre ricambiasse il suo sguardo, per poi fuggire dallo stesso sguardo di tutte le donne che tentavano di far breccia nella sua vita. 

«I vostri cazzi mi hanno prosciugato l’amore.»

Lucia (Jasmine Trinca), personaggio di finzione che nella serie Supersex incarna la sommatoria delle donne della vita di Rocco Tano, con questa battuta si fa il suo alter ego femminile e riassume il legame tra sesso e amore. Esprime come lo sguardo degli uomini abbia consumato il suo corpo da ragazza e quello da donna quando lavorava a Pigalle: Lucia dal punto di vista maschile viene spogliata della sua persona e ridotta ad una fantasia dai ragazzi del paese, e ad un oggetto sessuale dagli uomini di Parigi. Uomini, primo fra tutti Tommaso, il fratello di Rocco, che nella sua vita non sono stati capaci di lasciarla abbandonare all’amore, ma solamente ad un piacere preteso e raramente concesso. Lucia è l’altra medaglia del sesso, il prezzo da pagare quando si decide di vivere una vita libera, e ciò si riscontra anche in quella di Rocco e di Franco.

«I pionieri sono tutti soli, è il prezzo che paghiamo per essere liberi.»

È ciò che dice Franco Caracciolo a Rocco, unico uomo tra le «Ragazze Coccodè» nel programma Indietro tutta! di Renzo Arbore, e una delle persone che nella serie Supersex e nella realtà ha avuto un impatto positivo nella vita di Rocco. Dopo una diffidenza iniziale di quest’ultimo, i due riescono ad intrecciare un’amicizia vera, durante la quale il protagonista capisce che vivere la vita alle proprie condizioni ha un costo, ma non c’è niente di più sano e liberatorio. Rimanere fedele a se stesso è l’unico atto d’amore che Rocco si è concesso per molto tempo, prima di conoscere sua moglie Rosa. Ad oggi, soprattutto nell’immaginario maschile, Rocco Siffredi è diventato un’icona, osannato dai più per la sua lunga carriera nel mondo dell’hard. Negli anni ’80 era tutta un’altra storia: non solo si è dovuto scontrare con la mentalità bigotta del suo paese di origine, tanto da diventare per la famiglia motivo di vergogna, ma più in generale con quella piccolo borghese di quegli anni che urlava allo scandalo davanti alla rivoluzione erotica del visionario produttore e regista hard Riccardo Schicchi, fondatore dell’agenzia Diva Futura.

Il sesso nella serie Supersex

Nella serie Supersex, il sesso non si riduce a performance, ma assume la funzione di snodo narrativo e ogni scena racchiude un momento significativo della vita del protagonista: la prima volta, la scoperta di sé nei club scambisti di Parigi, l’entrata nel mondo dell’hard, il passaggio da Rocco Tano a Rocco Siffredi, e la consacrazione a pornostar. Infatti, non ci sono scene di sesso gratuite, buttate a caso sullo schermo, ma sono soppesate con cura, perché volte a ricostruire la vita della persona, prima del personaggio. 

Una delle scene più significative della serie Supersex è quella in cui capiamo davvero cosa sia il sesso per Rocco. Quando la sua carriera è ormai avviata, a Lucia capita di assistere sul set ad una scena controversa e discute su cosa ci sia di diverso tra lui e suo fratello Tommaso. Per Rocco è tutto racchiuso nello sguardo, le dice che è lì che legge fin dove una donna è disposta a spingersi. Ribadisce come benché ci sia il consenso, il potere è una componente inscindibile dal sesso, ma a differenza del fratello, lui le donne non le giudica e non le punisce: alla base di quell’esercizio di potere c’è la fiducia, che azzera la sopraffazione e permette un contatto fra pari. Per Rocco Tano, prima di diventare Siffredi, il sesso è sempre stato questo: il più alto e liberatorio mezzo di espressione. Incanala nel sesso quell’energia primordiale e animalesca di cui uomini e donne sono muniti, e il solo fatto di riuscire a domarla lo convince per molto tempo che sia quello il suo superpotere. 

Nel finale della serie Supersex crolla questa verità assoluta, Rocco capisce che il vero potere risiede nella libertà di poterlo condividere con chi è capace di accoglierci: «Ogni bambino ha in sé il potere di essere un uomo e questo potere sta tutto dentro gli occhi di un altro. Devi solo scegliere dove guardare e imparare che la capacità di abbandonarsi a quello sguardo è l’unico vero superpotere

Fonte immagine in evidenza: Netflix

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