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Suzume, l’ultima fatica di Shinkai Makoto | Recensione

Suzume

Dopo tre anni dall’uscita di Weathering with You, Shinkai Makoto, ormai tra i più celebri ed apprezzati registi giapponesi, torna al cinema con il suo nuovo film Suzume no Tojimari, noto in Occidente semplicemente come Suzume. Shinkai, arrivato al successo grazie a film come 5cm al secondo e Il giardino delle parole e consacratosi definitivamente con Your Name, ripropone, in Suzume, gli stilemi più salienti della sua filmografia, uniti a un particolare interesse per temi come il ricordo, l’elaborazione del lutto, la famiglia e l’amore, il tutto inserito nel quadro storico concernente il terremoto e maremoto del Tohoku dell’11 Marzo 2011.

Suzume, recensione

La trama 

La pellicola si sviluppa intorno alle avventure che Suzume, ragazza originaria del Tohoku ma che abita nel Kyushu insieme alla zia Tamaki dopo la morte della madre, vive insieme a Souta, un “chiudiporta” (“tojishi” nella versione giapponese). Questi “chiudiporta” hanno il compito di confinare dei vermi nell’aldilà, per impedire che essi causino dei terremoti, e i vermi ormai diventati troppo grandi devono essere fermati con delle “pietre d’angolo”; una di queste pietre si trasforma, all’inizio del film, in un gatto di nome Daijin, che confina Souta in una vecchia sedia e fugge via. Suzume e il ragazzo partono quindi all’inseguimento del gatto, attraversando tutto l’arcipelago giapponese.

Comparto tecnico

Shinkai firma ancora una volta una regia precisa ed accattivante, soprattutto nelle rappresentazioni dei vari paesaggi visitati dai protagonisti e nelle concitate scene d’azione, presenti in numero più elevato rispetto ai film precedenti. Le animazioni sono ancora una volta di ottima qualità e la colonna sonora, firmata nuovamente dal gruppo rock “Radwimps”, presenta diversi brani di valore, uno su tutti l’omonimo “Suzume”, realizzato in collaborazione con la cantante TOAKA e pubblicato alla fine del 2022. Il character design dei personaggi risulta essere molto simile a quello di Your Name e di Weathering with You; salta all’occhio in particolare la somiglianza tra la protagonista del film e Mitsuha, protagonista femminile di Your Name.

Ricordo e mitologia

Il film gioca molto sul contrasto tra la comicità di alcune scene, data soprattutto dalla presenza del personaggio di Souta tramutato in sedia, e la drammaticità di quelle in cui i due protagonisti cercano di chiudere le porte; lo spettatore vive quindi momenti di grande divertimento, soprattutto nella prima parte e grazie a varie spalle comiche, come Tomoya o Minoru, ma anche di grande commozione e suspance, in particolar modo nel finale. Shinkai crea un mondo dove il ricordo e le catastrofi naturali sono strettamente collegate, poiché l’unico modo per mantenere l’equilibrio nel mondo è fare i conti con il proprio passato e tenere vivo il ricordo di ciò che ormai si è perso. Questa interpretazione ben si adatta ad un contesto come quello del Giappone, un paese spesso costretto a fronteggiare immense difficoltà, come nel caso del terremoto del 2011, e che nonostante ciò riesce sempre a uscirne con coraggio e perseveranza. La dimensione mitologica risulta quindi essere uno degli elementi più interessanti dell’intera pellicola, com’era stato nel caso di Your Name e in maniera maggiore rispetto a Weathering with You; Shinkai ha sapientemente riproposto tutto quello che aveva funzionato in questi due film, dimostrando di aver ormai trovato una formula vincente da riutilizzare rimodellandola a proprio piacimento. Oltre ai pregi, Suzume eredita anche i difetti dei propri “fratelli maggiori”; la scrittura è debole in alcuni punti e i personaggi risultano essere piuttosto piatti e poco approfonditi, nonostante vi fossero le basi per creare un background più sviluppato e intrigante.

Suzume è, in conclusione, un film coinvolgente e capace di intrattenere ed emozionare lo spettatore. Nonostante non abbia una grande profondità di scrittura e non differisca molto dalle pellicole più recenti di Shinkai, chi ha apprezzato Your Name e gli altri film del regista non rimarrà certo deluso, e in generale chi ama l’animazione potrà passare un paio d’ore piacevoli.

Fonte immagine: profilo Twitter ufficiale del film

 

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