Seguici e condividi:

Eroica Fenice

Togo : la storia dietro la leggenda di Balto

Togo: la storia dietro la leggenda di Balto

Togo – Una grande amicizia” | Recensione

È tempo di lasciare spazio alla natura, rispolverare il rapporto tra l’uomo e i suoi amici animali.

Ritorna sul grande schermo un grande del cinema americano, Willem Dafoe, protagonista di “Togo – Una grande amicizia”, straordinario racconto tratto da una storia vera.
Il coprotagonista della pellicola è un Siberian Husky di nome Diesel, battezzato Togo solo sul set: “un eroe tanto forte quanto debole”, perché troppo piccolo rispetto alla media della propria razza e apparentemente destinato a soccombere. Si, perché fu proprio lui a salvare dall’epidemia di difterite del 1925 i bambini della città di Nome in Alaska, insieme ad altre squadre di cani che compirono un giro più breve rispetto alla sua. Una di queste squadre aveva come capo leader il Siberian Husky Balto, che molti conoscono grazie al cartone animato della Amblin di Steven Spielberg.

Togo – Una grande amicizia: la trama

Il nuovo film Disney ci riporta negli anni Venti del secolo scorso. In Alaska. Quando i collegamenti erano affidati per lo più alle slitte e il periodo invernale bloccava ogni contatto. Ma un’epidemia di difterite costrinse ad organizzare una staffetta di cani da slitta per trasportare l’antitossina in una condizione difficilissima. Al centro del racconto l’addestratore di cani Leonhard Seppala e il suo rapporto inizialmente difficile con Togo, che conosciamo fin da quando era un indisciplinato cucciolo di husky. Ma con il tempo tra l’uomo e l’animale si crea un legame di fiducia ed affetto reciproci, straordinari.

In realtà quando l’emergenza difterite si manifesta in tutta la sua drammatica rilevanza, Togo ha già 12 anni, tanti per un cane. Ma Leonhard si fida totalmente di lui. Quindi partono insieme per un’impresa che rimarrà nella storia.

Una storia vera per fare giustizia

La vicenda di Togo è bella ma ingiustamente condannata dalla stampa. La staffetta tra le squadre di slitte, infatti, era composta da più corridori (una ventina di squadre per la precisione) ma se ne diede il merito solo all’ultimo, che arrivò a Nome provvisto di antitossina. Così facendo furono svalutati il resto degli eroi che si impegnarono a superare le intemperie del clima freddo e pungente del nord, al quale si aggiunse anche una tempesta di neve. In particolare una squadra percorse il tratto più lungo, quella capitanata da Togo, che attraversò parte dell’Alaska per salvare vite: le altre squadre percorsero circa 50 km ciascuna, quella di Togo ne percorse 425 km.
Oggi la statua di Balto si trova esposta al Central Park di New York, mentre i meriti a Togo li ritroviamo in questo splendido film.

 

Foto in evidenza: https://www.cinematographe.it/recensioni/togo-una-grande-amicizia-recensione-film/

Print Friendly, PDF & Email

Leave a Reply