Batterie al litio: come funzionano e perché si deteriorano

batterie al litio

Hai notato che la durata della carica del tuo smartphone inizia ad essere inferiore rispetto a quando l’hai acquistato, anche se ciò è avvenuto relativamente di recente? La causa è sicuramente da imputare al deterioramento delle batterie al litio.

Come funzionano le batterie al litio?

Le batterie al litio sono degli accumulatori che sfruttano le capacità del litio sotto forma di ioni, difatti per esteso parliamo di batterie agli ioni di litio. Ogni batteria possiede due elettrodi, un catodo e un anodo. I due elettrodi sono collegati mediante un conduttore, detto elettrolita, che permette al litio di poter essere trasportato nelle fasi di carica e di scarica. Nella fase di carica, gli ioni di litio si muovono dal catodo verso l’anodo, mentre nella fase di scarica il percorso avviene in modo inverso. La fase di scarica è il processo che permette ai nostri smartphone di ricevere corrente dalla batteria.

Un altro fattore è dettato dal valore che di solito leggiamo nelle batterie, i milliamperora (mAh): sottomultiplo dell’ampere-ora. Se con ampere (milliampere di solito nel caso degli smartphone) indichiamo l’intensità della corrente che la batteria è capace di erogare, l’ampere-ora indica la quantità di carica necessaria per erogare la corrente di un ampere per un’ora. Se prendiamo ad esempio uno smartphone con una batteria da 3000 mAh, significa che possiamo scaricarla completamente in un’ora se il cellulare richiedesse alla batteria di erogare corrente a 3000 mA. 

Chiaramente se confrontiamo due smartphone differenti con due batterie che presentano lo stesso quantitativo di milliamperora, l’autonomia dipende in tal caso dalla quantità di corrente che il cellulare richiede per svolgere le proprie operazioni, nonché dal tipo di operazioni svolte: utilizzare il proprio smartphone per giocare richiede un maggiore dispendio di energia rispetto all’utilizzo di un’app di messaggistica.

Perché si deteriorano nel tempo?

La vita di una batteria è dettata dal numero di cicli carica-scarica che essa effettua nel corso del tempo. Il processo fisico e chimico che permette alla batteria di erogare energia ai dispositivi, ovvero il trasporto degli ioni tra gli elettrodi,  provoca un progressivo danneggiamento delle parti che la compongono. Il passaggio degli ioni genera stress sugli elettrodi, che causa nel corso del tempo ad una fuoriuscita di ioni dalla batteria.

Benché sia possibile prolungare la durata della batteria del proprio smartphone con piccole accortezze, come quella di evitare troppi cicli carica-scarica completi (dal 100% allo 0%), evitare il surriscaldamento del telefono, questo non elimina del tutto il problema del deterioramento, bensì permette solo di ridurlo. La dura verità è che purtroppo le batterie al litio, essendo naturalmente soggette al deterioramento, hanno una vita limitata e con taluni accorgimenti si può soltanto allontanare il momento dell’acquisto di un nuovo device.

Un’altra strategia  può dunque essere quella di considerare l’acquisto di uno smartphone della categoria dei battery phone: smartphone che fanno dell’autonomia del telefono il proprio cavallo di battaglia. Ve ne sono di ogni fascia di prezzo, per chiunque chieda un’autonomia maggiore rispetto alla maggior parte dei modelli di cellulari attualmente in commercio, come il nuovo Honor X7 telefono rientrante proprio in questa categoria, che monta batterie al litio da 5000 mAh che garantiscono dunque un’ottima autonomia. Un’ulteriore caratteristica che rende Honor X7 telefono entry level apprezzato da chi fa un uso intensivo del suo device è la SuperCharge da 22,5 W, che permette di ottenere più velocemente una carica completa. 

A proposito di Dario Musella

Millennial classe 1996, cresciuto a pane e videogiochi. Laureato in Informatica. Esperto in cybersecurity, appassionato di retrogaming e tecnologia.

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