Camera anecoica: la stanza del silenzio

Camera anecoica: la stanza del silenzio

Una camera anecoica è un laboratorio progettato per ridurre il più possibile la riflessione delle onde sonore sulle pareti. Anche nota come camera del silenzio, in realtà è una stanza isolata solo dai suoni esterni: le onde sonore emesse al suo interno possono essere udite perché quello che è assente è la riflessione sonora, non il suono.

Come funziona una camera anecoica?

La parola anecoica viene dal greco e significa privo di eco. In acustica la riflessione del suono è il fenomeno che avviene quando l’onda sonora rimbalza incontrando un ostacolo. La camera anecoica è invece caratterizza dal fonoassorbimento, ossia la capacità di un materiale di assorbire l’energia sonora, riducendo il riverbero.

Per dimostrare come funziona una camera anecoica è molto utile questo esperimento: se scoppiamo un palloncino al suo interno il rumore prodotto non sarà quello tipico ma un secco e breve “pop”. Il suono dura pochissimo perché l’onda sonora viene assorbita e c’è assenza di riverbero.

Per questo motivo se un uomo parla all’interno della camera anecoica la sua voce è sempre udibile, ma se è direttamente rivolta verso le pareti assorbenti, essa risulta sempre più spenta, asciutta, arida. Per un musicista che produce una nota musicale con uno strumento, l’effetto sarà sicuramente sgradevole e diverso dal tipico effetto dato dal riverbero che si verifica all’interno di una cattedrale.

Una camera anecoica è quindi un laboratorio in cui operano ricercatori e studiosi per diversi scopi di ricerca ma anche pratici. Queste stanze si possono trovare nei dipartimenti di ingegneria delle università oppure nelle aziende che lavorano con tematiche legate all’acustica o per il testing dei loro prodotti.
La camera anecoica ricrea un ambiente a campo libero e simula uno spazio aperto di dimensione teoricamente infinita; per questo motivo la camera viene utilizzata per effettuare delle misurazioni acustiche molto precise in diversi ambiti. Le più grandi camere anecoiche arrivano ad accogliere perfino veicoli aerei per misurare il suono emesso da un meccanismo o dal motore o per provare a raggiungere una qualità maggiore del rumore.

Altri utilizzi della camera anecoica sono nel campo della ricerca; ad esempio, nel campo zoologico si effettuano dei test per individuare e registrare il verso di alcuni insetti, altrimenti impercettibili.

Ecco cosa compone la camera del silenzio

La camera anecoica può presentare le sue caratteristiche di assenza di riverbero su tutte le pareti e anche su soffitto e pavimento, oppure essere caratterizzata da un pavimento riflettente (in questo caso si parla di camera semi-anecoica). Le dimensioni della stanza vanno da un metro cubo – per testare i piccoli oggetti – fino a raggiungere la grandezza di veri e propri capannoni.

La camera anecoica è formata da due camere costruite una dentro l’altra. Quella più interna è isolata dall’ambiente circostante da uno strato di materiale isolante molto spesso, come fibra di vetro o cemento armato, per le dimensioni di circa 1 metro per lato. La camera più interna è dove avviene la vera magia.

Si tratti in effetti di un luogo molto suggestivo caratterizzato da una tappezzeria tridimensionale capace di assorbire le onde sonore. Lo spazio è interamente ricoperto da cunei tridimensionali – di forma spesso piramidale – realizzati in poliestere o altro materiale schiumoso sintetico. La forma a piramide permette un assorbimento migliore delle onde sonore aumentando la probabilità che l’onda si infranga perpendicolarmente sulla superficie, massimizzandone l’assorbimento.

Una forma più semplice di camera anecoica è la camera acustica da registrazione in cui si cerca di ottenere un suono pulito proprio grazie alle pareti con i tipici pannelli piramidali fonoassorbenti.

In alcune realizzazioni di camere schermate ad alte prestazioni, prima del materiale anecoico vengono installate delle mattonelle in ferrite, che ne migliorano le prestazioni. Esistono anche camere elettromagneticamente anecoiche che sono utilizzate per i test di compatibilità elettromagnetica (prima dell’immissione in mercato, è necessario dimostrare che i dispositivi elettrici non provochino danni alla salute dell’utilizzatore e che non causino interferenze con altri apparecchi nelle vicinanze).

Camere da record e esperimenti psicologici

La camera anecoica degli Orfield Labs di Minneapolis, Stati Uniti, è un luogo da record: nel 2008 è entrata nel Guinness dei Primati come il luogo più silenzioso del mondo. Si consideri che 0 decibel corrispondono alla soglia dell’udibile per l’orecchio umano e che 30 decibel corrispondono al volume del suono in una biblioteca. Le misurazioni all’interno della camera anecoica in questione hanno stabilito una rumorosità di fondo a -9,4 decibel.

Le “camere del silenzio” non vengono usate solo per studiare le sonorità di alcuni prodotti prima di lanciarli sul mercato, ma anche per esperimenti percettivi e psicologici. Se è vero che la camera anecoica potrebbe essere un luogo di pace e silenzio, è sicuramente certo che sia anche causa di inquietudine. La reazione delle persone all’assenza di suono è spesso sperimentata, con tanto di ripercussioni psicologiche. Gli effetti comuni per chi testa la camera per circa mezz’ora sono nausea, attacchi di panico, allucinazioni uditive. Il tutto è amplificato se si rimane del tempo nella stanza a luce spenta, privandosi anche del senso della vista.

Un altro effetto curioso della camera anecoica è la degradazione del senso dell’equilibrio: l’orecchio infatti contribuisce alla percezione spaziale proprio tramite l’eco che, quando viene meno, compromette l’efficacia dei sistemi di orientamento basati sull’orecchio interno e l’uomo perde il senso dell’equilibrio.

Fonte foto: Flickr

A proposito di Federica Grimaldi

Ventenne appassionata di arte e letteratura. Entra a far parte del team di Eroica per dedicarsi alla stimolante attività della scrittura.

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