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Oggetti anonimi: il mondo del No Name Design

Gli oggetti anonimi sono prodotti e oggetti che usiamo ogni giorno e di cui non conosciamo il progettista né, spesso, l’azienda produttrice. Il mondo degli oggetti anonimi è un universo di prodotti sconosciuti, ma con tante intelligenti componenti di progettazione; si tratta ad esempio di tools per l’utilizzo quotidiano, strumenti semplici ed efficaci in cui, osservandoli, possiamo riconoscere valore.

Come riconoscere gli oggetti anonimi?

In un momento storico in cui la firma è tutto e il brand di un prodotto indica uno status symbol, gli oggetti anonimi si collocano controcorrente. Essi sono prodotti che spesso passano inosservati ma allo stesso tempo sono dei veri e propri evergreen, perché risolvono un problema reale in maniera semplice ed efficiente. Le virtù del design anonimo sono viste come un modello dai designer per l’intelligente progettazione che ha reso i prodotti indispensabili nelle attività quotidiane.

La Moka Bialetti, l’Ape Piaggio, le sedie di Chiavari, il cappello Borsalino, la pentola a pressione, il gelato “La coppa del nonno”, la bottiglietta del Campari Soda, la puntina da disegno, il coltellino svizzero, la cerniera Zip, la sdraio da spiaggia, i contenitori Tupperware, il Walkman, molti modelli di orologio Swatch e di occhiali Persol. Questa è la piccola lista di oggetti anonimi proposta dall’associazione disegno industriale italiana ADI.

In tutti questi casi il designer di prodotto non è noto e spesso ciò avviene anche per la prima ditta produttrice. Piuttosto è possibile considerare questi oggetti come il risultato di un progetto nato innanzitutto da un’esigenza funzionale. Gli oggetti anonimi risolvono un problema, svolgono il loro lavoro. Nella loro progettazione sono stati considerati gli aspetti economici, di produzione, distribuzione, comunicazione e commercializzazione. La forma data allo strumento è assolutamente adatta allo scopo: semplice, ergonomica al punto giusto, essenziale.

Mostre e pubblicazioni sul No Name Design

Per quanto anonimi, gli oggetti di questo tipo destano molta curiosità da parte dei designer ma anche dei consumatori. Molte mostre e pubblicazioni sono state dedicate a questi artefatti, ripercorrendo la loro storia ed evoluzione dall’età pre-industriale – e quindi precedente al design industriale – fino ai giorni nostri.

Il più famoso collezionista di oggetti anonimi è stato Achille Castiglioni, uno dei più famosi designer di sempre. Nel suo studio egli collezionava gli oggetti anonimi raccolti durante il corso della sua vita. Per celebrare il suo centesimo compleanno, la Fondazione Achille Castiglioni ha organizzato una mostra curata da Chiara Alessi e Domitilla Dardi incentrata proprio sul tema degli oggetti anonimi. Per questo evento è stato chiesto a cento designer italiani e internazionali di donare un loro oggetto anonimo per il maestro Castiglioni. L’evento, chiamato “100×100”, ha raccolto questi oggetti che avrebbero sicuramente destato curiosità nel collezionista, quella curiosità che lo spingeva ad indagare tali artefatti per trovare ispirazione dalla loro funzionalità.

Un altro noto nome di collezionista di oggetti anonimi è Franco Clivio, designer e insegnante, in particolare alla Hochschule für Gestaltung di Zurigo. Egli ha raccolto per decenni tutti quegli oggetti di uso quotidiano spesso considerati insignificanti e ha creato una collezione personale di oggetti senza nome, fino a conservare più di mille artefatti curiosi. Questi sono stati poi ordinati in una mostra in cui erano catalogati per funzioni, tipologie, famiglie di oggetti o oggetti singoli. Questa incredibile raccolta può essere consultata nel libro “Hidden Forms”, pubblicato nel 2009.

Un’altra mostra da ricordare è quella svoltasi nel 2014 alla Triennale di Milano con curatori Franco Clivio e Hans Hansen. L’evento “No Name Design” esponeva gli oggetti d’uso che da decenni Franco Clivio colleziona e che sono perfetti esempi di design anonimo in quanto senza firma e dalla progettazione non banale (in foto). Clivio ha messo in evidenza l’ingegnosità e l’intelligenza di questi utensili per dare omaggio a prodotti spesso considerati insignificanti, ma che in realtà hanno migliorato la nostra vita.

Fonte immagine: https://living.corriere.it/tendenze/design/noname-design-triennale-milano-402147503436/

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