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Eroica Fenice

Social lending, cos’è e come funziona

Le banche chiudono i cordoni della borsa per l’erogazione dei prestiti ed i privati si organizzano per avere la possibilità di poter accedere comunque al credito. Questo, in sintesi, è ciò che che è accaduto ed, allo stesso tempo, la ragione per la quale il social lending ha ottenuto un grande successo. Successo che non verrà offuscato nemmeno nel prossimo futuro, quando le banche potranno accedere alla ricca Tlitro della Bce, finalizzata, almeno sulla carta, al rilancio del settore dei finanziamenti ad imprese e privati.

Il prestito tra privati è regolamentato nel nostro ordinamento da qualche decennio, ma l’abitudine degli italiani di riferirsi agli istituti preposti alla gestione del credito (con tutte le agevolazioni previste tra convenzioni e le possibilità di accedere ad un prestito Inpdap per i numerosi dipendenti pubblici), non ha mai fatto prendere in esame concretamente questa forma di finanziamento, che, tra l’altro, deve avere il carattere dell’occasionalità. Nel social lending, grazie all’intermediazione dei siti preposti, non c’è, infatti, un carattere “continuativo” del finanziamento in quanto finanziati e finanziatori non hanno rapporti diretti e non si conoscono, ma entrambe le parti riescono ad ottenere ciò che desiderano a condizioni più vantaggiose rispetto a quelle del mercato.

Nel particolare, i finanziati ottengono le somme di cui hanno bisogno a costi e tassi più bassi rispetto a quelli applicato dalle banche. I finanziatori ottengono invece una remunerazione maggiore rispetto a quella che otterrebbero con la quasi totalità degli investimenti disponibili, mentre l’intermediario prende una modesta commissione per l’attività di intermediazione, che comprende anche la determinazione del profilo di rischio del richiedente e l’esame delle documentazione necessaria perché l’operazione si concluda con l’approvazione finale e l’erogazione della somma richiesta.

Per accedere al social lending, sia coloro che vogliono fare da finanziatori che richiedenti devono semplicemente iscriversi sui portali che erogano questo genere di servizio (i principali sono Smartika e Prestiamoci) compilando un form. I finanziatori potranno poi scegliere di acquistare le quote di finanziamento (con totale libertà sia per numero che per tipologia di tasso applicato), mentre i richiedenti dovranno attendere il via libera dopo l’invio della documentazione necessaria, con una tempistica, comunque, di pochi giorni. Ovviamente ci sono dei limiti, che riguardano soprattutto gli importi massimi del finanziamento, che al momento non superano i 15 mila euro. Inoltre, è facoltà dell’intermediario rifiutare una richiesta di prestito da parte di coloro che non sono considerati affidabili.

– Social lending, cos’è e come funziona –

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