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Eroica Fenice

OpenAPS

OpenAPS: un “pancreas artificiale” per diabetici

Il diabete è una malattia cronica che presenta livelli alterati di glucosio nel sangue a causa di una funzionalità o quantità anomala di insulina, l’ormone che consente alle cellule di utilizzare il glucosio, nel sangue. Può essere di tipo 1, quando il pancreas non produce insulina, con conseguenze acute che arrivano al coma ed alla morte, o di tipo 2, quando l’insulina è prodotta ma non utilizzata, con conseguenze croniche gravi, anche se non come quelle del tipo 1.

In particolare chi soffre di diabete di tipo 1. oltre a dover assumere l’insulina prima dei pasti, deve monitorare il livello di glucosio anche durante il giorno e la notte, intervenendo di conseguenza se necessario. Da alcuni anni sono allo studio dei dispositivi per automatizzare queste procedure, ma sono tutti in stadio di prototipo o sottoposti ai controlli delle autorità competenti come la Food and Drug Administration.

OpenAPS: l’alternativa

È qui che entra in gioco OpenAPS, un progetto creato dall’ingegnere informatico statunitense Jason Calabrese per il figlio di nove anni. Questo è una combinazione di dispositivi già esistenti: una pompa per l’insulina, un sensore per la misurazione del livello di glucosio ed una scheda per l’elaborazione dei dati, oltre a dei componenti necessari per connetterli tra di loro. In pratica misura il livello di glucosio nel sangue e, se necessario, provvede alla somministrazione di insulina con gli stessi algoritmi che i diabetici usano normalmente per calcolare le quantità di insulina da assumere.

OpenAPS non è un dispositivo medico autorizzato e chi lo utilizza conduce una sorta di “esperimento” sulla propria pelle. Non esiste come vero e proprio dispositivo, ma come progetto per collegare insieme le attrezzature già esistenti in un sistema automatico, e non è, quindi, in vendita: chi vuole utilizzarlo deve costruirlo da sé.

OpenAPS è pensato solo per i malati di diabete di tipo 1, che devono monitorare e regolare costantemente il livello di glucosio nel sangue; infatti può solo provvedere alla somministrazione di insulina tra i pasti e durante la notte ma non può erogare le dosi da assumere prima dei pasti, dato che queste sono notevolmente più grandi e soggette ad algoritmi diversi. Questo anche per una ragione di sicurezza: anche se OpenAPS dovesse impazzire non potrebbe somministrare una quantità di insulina tale da creare danni, non avendola a disposizione.

Finora OpenAPS pare non aver creato problemi agli utilizzatori (circa una cinquantina) e molti lo hanno scelto in quanto è l’unica possibilità di automatizzare la somministrazione di insulina per chi soffre di diabete di tipo 1. Oltre a questo, però, il progetto OpenAPS vuole anche fornire dei dati sull’utilizzo di dispositivi del tipo detto “pancreas artificiale”, che possano essere utilizzati sia dai costruttori di attrezzature mediche che dai ricercatori, e fungere da stimolo alla produzione di apparecchiature commerciali equivalenti, al momento in fase di studio o in attesa di approvazione.

Francesco Di Nucci

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