Il sorpasso è ormai consolidato: a livello globale, oltre il 67% della popolazione utilizza Internet, segnando una crescita inarrestabile rispetto al decennio precedente. Anche in Italia le connessioni aumentano, raggiungendo livelli di penetrazione capillare, sebbene sia necessario analizzare la qualità delle infrastrutture per comprendere come viene realmente sfruttata la Rete nel nostro Paese. I dati più recenti confermano che la vita digitale non è più un’appendice di quella reale, ma ne costituisce l’asse portante per comunicazione, lavoro e intrattenimento.
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Il panorama mondiale: oltre 5 miliardi di utenti
Per comprendere la portata del fenomeno, è utile osservare i numeri aggiornati. A tentare di far luce sul settore sono i report annuali come Digital 2025 (basati sui trend di We Are Social e Kepios), che evidenziano una crescita costante. In tutto il mondo il numero di utenti del web ha superato la soglia dei 5,4 miliardi di persone. Non c’è una distribuzione uniforme di questo numero, poiché alcune zone del pianeta restano ancora parzialmente escluse, ma il divario si sta riducendo grazie alla diffusione degli smartphone economici.
Di seguito una sintesi dei dati principali che confrontano la situazione globale con quella italiana:
| Indicatore statistico (Stime 2025) | Dato rilevato |
|---|---|
| Popolazione mondiale connessa | Circa 5,4 miliardi (67% del totale) |
| Utenti internet in Italia | Circa 51,5 milioni (88% della popolazione) |
| Utenti social media nel mondo | Oltre 5 miliardi |
| Tempo medio giornaliero online (Globale) | Circa 6 ore e 40 minuti |
A livello statistico si stima che l’Europa del Nord mantenga il primato con una percentuale di popolazione connessa superiore al 97%, mentre il tasso resta alto in Nord America e in Europa del Sud. Al contrario, in Africa centrale si concentra ancora il maggior numero di persone escluse dal web, sebbene proprio alcuni Paesi africani abbiano registrato i tassi di crescita più rapidi negli ultimi dodici mesi, grazie all’espansione delle reti mobili 4G e 5G.
La situazione in Italia: connessioni e infrastrutture
In questo quadro generale, l’Italia mostra dati incoraggianti ma con sfide strutturali ancora aperte. Secondo le rilevazioni più recenti, nel nostro Paese ci sono oltre 51 milioni di italiani che navigano in Rete. Tuttavia, il contesto infrastrutturale presenta ancora delle macchie di leopardo: persiste il problema delle connessioni lente in alcune aree rurali e un digital divide che separa i grandi centri urbani dai piccoli borghi.
Per superare queste difficoltà orografiche, dove la fibra ottica fatica ad arrivare, giocano un ruolo fondamentale le tecnologie alternative. Operatori come Eolo, ad esempio, propongono tariffe internet per la casa basate sulla tecnologia FWA (Fixed Wireless Access). Queste soluzioni, sfruttando le onde radio per portare la banda ultra-larga anche in zone impervie, rappresentano una risorsa essenziale per colmare il divario digitale italiano e garantire l’accesso ai servizi essenziali anche fuori dalle metropoli.
Sempre più social: un miliardo di anni online
L’utilizzo della rete non è solo passivo, ma fortemente interattivo. I dati confermano una tendenza globale inarrestabile: l’utilizzo dei social network è diventato l’attività predominante. Il numero di utenti delle varie piattaforme di condivisione ha superato i 5 miliardi a livello mondiale. L’Italia si conferma uno dei Paesi più “social” al mondo, con tassi di adozione che sfiorano il 75% della popolazione totale.
Più della metà degli italiani connessi utilizza la Rete principalmente per consultare i profili sulle piattaforme social come Instagram, TikTok e Facebook. In media, si stima che i nostri connazionali trascorrano quasi due ore al giorno specificamente sui social media, su un totale di oltre sei ore passate online. Sommando il tempo di ogni singolo utente globale, l’umanità raggiungerà presto la quota simbolica di un miliardo di anni complessivamente trascorsi sul web in un solo anno solare, un terzo dei quali dedicati proprio allo scorrimento dei feed e alla creazione di contenuti.
Articolo aggiornato il: 19/11/2025

