Crash Bandicoot 2: Cortex Strikes Back | Recensione

Crash Bandicoot 2: Cortex Strikes Back | Recensione

La saga di Crash Bandicoot è una delle più rilevanti nel mondo dei platform 3D, ma con il passare del tempo, nessuno dei capitoli che sono venuti dopo la trilogia originale sono riusciti a spodestare questi dall’olimpo della serie. Crash Bandicoot 2: Cortex Strikes Back è considerato uno dei migliori in assoluto assieme al seguito, Crash Bandicoot 3: Warped.

Scheda tecnica e novità principali

Caratteristica Dettaglio
Sviluppatore Naughty Dog
Anno di uscita 1997 (Originale PS1) / 2017 (N. Sane Trilogy PS4)
Nuovi alleati/nemici Polar (alleato), N. Brio (alleato ambiguo)
Nuove meccaniche Scivolata, salto alto, casse Nitro, Piattaforme di morte
Collezionabili 25 Cristalli, 42 Gemme

Un grande ritorno per Crash Bandicoot

Crash Bandicoot 2: Cortex Strikes Back | Recensione
Tanti nuovi ambienti in questo nuovo Crash, che porteranno ambienti diversi, da quelli più angusti a quelli più ampi.

Crash Bandicoot 2: Cortex Strikes Back è un platform 3D sviluppato da Naughty Dog, prodotto da Universal Interactive Studios e pubblicato da Sony Computer Entertainment su PlayStation One nel 1997, disponibile ora tramite PlayStation Network dal 2007 e nella remastered dell’intera trilogia classica, la Crash Bandicoot: N. Sane Trilogy, su PlayStation 4 dal 2017 e sulle altre piattaforme nel 2018.
In questo capitolo vedremo che Neo Cortex trova un cristallo subito dopo la sua sconfitta nel precedente titolo, cercherà quindi di convincere Crash di essere cambiato e a fargli cercare i restanti 25 cristalli. N. Brio invece gli dirà di prendere le 42 gemme sparse per i livelli, perché in realtà Cortex non avrebbe buone intenzioni.

Dietro ogni angolo: meccaniche, casse e gemme

Crash Bandicoot 2: Cortex Strikes Back | Recensione
Le soluzioni sono sempre lì davanti, basta esplorare bene.

Crash Bandicoot 2 riprende le basi del capitolo precedente: potremo saltare e roteare e distruggendo tutte le casse in un livello otterremo una gemma. In aggiunta, avremo un pulsante per abbassarci che servirà anche per fare la scivolata e un salto leggermente più alto, inoltre questa volta avremo in dotazione un contatore per le casse, in modo da vedere quanto ne abbiamo prese e se moriamo e torniamo al checkpoint, al contrario di Crash Bandicoot non perderemo le casse ottenute finora. Tutte queste cose aiutano tantissimo a eliminare diversi elementi di frustrazione, come regolare i nostri salti e non dover rifare un livello da capo. Torneranno i livelli su animali, il cinghiale sostituito da Polar, un piccolo orso polare e verranno anche introdotti dei veicoli: una jet board, che sarà una parte dei livelli tropicali e il jet pack, che useremo nei livelli ambientati nello spazio. Faranno il loro ritorno i livelli con inseguimenti, un simbolo della serie, stavolta con la telecamera un po’ più lontana da Crash rispetto al primo capitolo, in modo da vedere un po’ meglio dove stiamo andando.
Vengono introdotte le iconiche casse Nitro, che al minimo contatto esplodono. Le sezioni bonus ora non richiedono tre gettoni di un personaggio per entrarci, basterà salire sulla piattaforma e verremo trasportati nel mini-livello. Fanno il loro debutto le piattaforme di morte, che ci porteranno in sezioni del livello altrimenti inaccessibili, ma solo se arriveremo alla piattaforma senza morire nel livello. Torneranno le piattaforme gemma, che esattamente come nel primo capitolo si sbloccheranno solo ottenendo la gemma del colore che ci serve. Entrano in scena anche i cristalli sopra citati, che saranno il collezionabile necessario per progredire, ma non sono un problema da trovare essendo sempre in piena vista nei vari livelli.
Già dal primo livello avremo a che fare con una gemma colorata, quella blu e già da qui potremo capire la differenza rispetto al primo Crash: ci sono molti più segreti e spetterà a noi capire dove si trovino, potrebbero essere una piattaforma sospetta, una prova a tempo, il non colpire nemmeno una cassa. La remastered tenderà a dare indizi nei caricamenti su come prenderle, mentre l’originale sarà un po’ più subdolo: per la gemma blu ad esempio, una volta presa la gemma delle casse, a fine livello il contatore mostrerà uno 0, portando il giocatore a capire che non dovrà distruggere nessuna cassa per prendere questa gemma.

Level design, boss fight e aree segrete

Ogni hub avrà 5 livelli, sopra i quali verrà segnato cosa prendere in ogni livello, una volta fatti potremo salire al piano superiore e affrontare un boss prima di poter accedere all’hub successivo. Tra i segreti del gioco ci sono delle piattaforme di teletrasporto nascoste che ci porteranno in un hub segreto, contenente segrete per dei livelli e due livelli segreti.
Cercare segreti e il platforming richiesto sono molto divertenti e il livello di sfida è un continuo crescendo, diventando difficile solo negli ultimi due hub del gioco e quello segreto, ma senza mai essere troppo facile.
Le boss fight sono quasi tutte eccellenti, eccetto per il boss finale, che non è quasi un vero scontro.
Il level design è immediato e ogni sfida e interazione è immediata per il giocatore, dallo scivolare sul ghiaccio a piattaforme in cui potremo entrare sottoterra. Ci sono un paio di segreti difficili da trovare ma non troppo da portare alla frustrazione. Esteticamente resta quasi sulla stessa linea del precedente, puntando però su colori più accesi e una più grande varietà nei livelli, sia nello stile che nel gameplay: passeremo dalla giungla a zone ghiacciate, da città futuristiche allo spazio. La soundtrack è ancora iconica dopo anni, senza mostrare segni d’invecchiamento, che usa diversi stili, da quello elettronico a quello un po’ più rock, che cambierà per tipologia di livello, con il tema dei bonus e dei percorsi di morte e delle gemme che avranno un tema unico ciascuno ma che si terrà sullo stile del livello che si sta affrontando.

Crash Bandicoot 2: Cortex Strikes Back: in conclusione

Crash Bandicoot 2: Cortex Strikes Back | Recensione
Polar diventerà da qui un personaggio che tornerà quasi sempre nei futuri capitoli della saga.

Crash Bandicoot 2: Cortex Strikes Back è la forma migliore del primo Crash Bandicoot, rifinito e ripulito dei vari problemi precedenti e aggiungendo novità che diventeranno dei simboli della serie per capitoli a venire, sia platform che non. È un peccato che la formula delle aree nascoste e metodi strani per ottenere collezionabili si sia andato a perdere con l’andare avanti nel tempo, ma con l’arrivo di Crash Bandicoot 4: It’s About Time! anche questo elemento è tornato, sperando di vederlo adoperato più spesso. Questo è sicuramente uno dei capitoli migliori della serie e merita pienamente questo titolo, anche se in concorrenza con il suo sequel.

Fonte immagini di copertina e nell’articolo: Screenshot presi dal gioco

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